Colin McLeod è un immortale, uno dei pochi individui a solcare la Terra in tutte le sue ere, immune alla morte, raggiungibile solo per decapitazione. Egli vaga nel mondo da oltre duemila anni senza altro scopo se non prendersi la sua vendetta contro Marcus Octavius, altro immortale reo di aver distrutto la sua vita passata. Ora, in un mondo post-apocalittico, Colin è nuovamente prossimo a vendicarsi, dopo millenni di fallimenti. Ci riuscirà stavolta?
Highlander si presenta per quello che mi ha dato l' impressione essere la versione animata di un action film americano (con una spruzzata di elementi giapponesi), tanto la trama sembra seguire quelli che sono i canoni tradizionali di un certo cinema (prevalentemente degli 80's). In cosa si traduce ciò? In uno sviluppo della trama per la maggior parte del tempo prevedibile, con nessun evento che sia una vera sorpresa, visto che sono tutti momenti che si sono già visti in decine di film dal vivo. E la cosa in certi momenti raggiunge livelli imbarazzanti, con scene talmente banali che uno potrebbe anche vergognarsi a vederle (e mi riferisco al finale). Questo problema si sposta anche sugli elementi di contorno, quali l' ambientazione (l' ennesima Terra devastata da un olocausto, con tanto di organizzazione dominante e relativa resistenza), e i personaggi, macchiette prevedibili e conoscibili a priori in tutte le loro sfaccettature, poiché, ripeto, seguono gli stessi canoni ormai diventati classici, se non stantii. A risaltare tra i personaggi, comunque, abbiamo Colin e Marcus, che, pur non sfuggendo a questa omologazione, si presentano piuttosto interessanti e accattivanti, specie il secondo. Comunque, a dispetto di quanto detto finora, il film non è completamente da buttare. Nonostante evidenti problemi di sceneggiatura, ci sono anche diversi momenti interessanti, dove il film rallenta la velocità con cui procede (infatti spesso ho avuto l' impressione che si andasse con una certa fretta, con relativo problema nello sviluppo del tutto, con scene che s' interrompevano bruscamente) e si prende il tempo per focalizzarsi su certi momenti, che risultano decisamente coinvolgenti (su tutti, il passato di Colin).Il discorso è ambiguo anche sul piano tecnico. Graficamente Highlander è una piccola perla, con un tratto dei personaggi decisamente poco convenzionale nelle produzioni nipponiche. Ottima resa degli effetti speciali e delle animazioni, che servono perfettamente a rendere le scene d' azione, piuttosto spettacolari. Di contro, sul piano del sonoro, abbiamo un doppiaggio inglese (la lingua in cui l' ho visto) spesso scandaloso, con una recitazione che nel migliore dei casi è discreta, nel peggiore fin troppo sopra le righe.Tanti pro e contro per un film di cui comunque posso anche consigliare la visione, visto che in fondo si lascia guardare piacevolmente, sempre che siate in grado di soprassedere ad una sceneggiatura un pò debole.
PS:un paio di considerazioni doverose. Possibile che in duemila anni Colin non riuscisse a procurarsi una spada decente? E quanto culo può avere Dahlia nello scansare i proiettili?
Voto: 7
Eiri Kuruhashi è un giovane studente di Belle Arti che lavora part-time in un negozio d' antiquariato. Pur conoscendo molte ragazze è ancora single, e passa le sue giornate con gli amici. Ma da un certo punto in poi Eiri comincerà a non farsi più vedere, passando tutto il suo tempo nel negozio. Il motivo sembrano essere dei nuovi oggetti presi dal magazzino, esercitanti una notevole influenza sul suo comportamento. Gli oggetti infatti possiedono l' anima di Cosette, ragazzina morta secoli prima in circostanze misteriose. Innamorato perdutamente per lei, Eiri sarà a dir poco ossessionato da lei, ma imparerà ben presto quale sia il prezzo per l' amore di Cosette.
Oh, che dire su Le portrait de petit Cosette? Tutto e nulla. Potrei bollarlo semplicemente come un cartone discreto, per alcuni ma non per quasi tutti, ma credo che meriti un' osservazione più approfondita. Partiamo dalla lunghezza. La serie è breve (tre puntate da poco più di trenta minuti ciascuna), ma l' impressione, che in realtà è più una sensazione, è che i tempi siano stati addirittura un pò dilatati. Cosette ha molte scene semi oniriche, quasi psichedeliche, di sicuro di un gotico assurdo, che in certi momenti, per quanto belle stilisticamente, allungano un pò il brodo, tanto che ho l' impressione che accorciando un pò i tempi, e soprattutto eliminando un pò di scene inutili, la trama sarebbe stata più sbrigativa ma anche più compatta, considerando che spesso si fatica a capire cosa stia succedendo. E alla fine del tutto, molti dei misteri non vengono risolti. Se questo sia un bene o un male potete deciderlo solo voi, a me ha dato una leggera sensazione d' incompletezza, causata ancora da questo voler essere a tutti i costi enigmatici. In quanto ai personaggi, Cosette non è male, anche se soffre anche lei di questa sindrome "non ti faccio capire un cazzo"; neppure Eiri è male come personaggio, ma lui agisce in maniera contraddittoria, secondo me (chi vedrà capirà); gli altri sono puramente secondari.Comunque, a dispetto di quanto ho detto finora, se vi piace il gothic la serie potrebbe anche prendervi, dopotutto, a me tutto sommato non è dispiaciuta. Senza contare che graficamente è davvero ammaliante. Nonostante siano solo tre episodi, certe volte ho avuto l' impressione che la qualità non fosse tanto elevata quanto ci si sarebbe aspettati da un anime di questa brevità, ma in generale anche questi momenti di calo effettivo sono compensati ampiamente dallo stile visivo, con inquadrature ardite e scenografie stranianti, permeate da un forte senso mortifero. Ancora, qui sono i gusti personali ad imperare, su se possano piacervi o no. Personalmente ho trovato molte scene davvero accattivanti. Due parole per la colonna sonora, davvero valida, specie per il tema cantato. In sintesi, un cartone senza difetti particolari se non forse una eccessiva pretesa di ermetismo, che se per certi versi dà fascino alla trama, per altri la rende difficoltosa da seguire. E un paio di note finali:
1- In un contesto tanto curato nella forma, stona decisamente che il titolo sia scritto in maniera erronea (non ripasso francese da un pò, ma se non erro andrebbe scritto "Le portrait de la petite Cosette")...
2- Ora, Cosette è bella, ma porca vacca, doveva essere COSÌ lolicon? Sembra una bambina delle medie, a voler essere buoni, tanto che dubito che qualche spettatore occidentale possa trovarla un oggetto erotico (l' amore del protagonista è puramente emotivo, sia chiaro; forse anche troppo).Voto: 7,5
Light Yagami è il più brillante studente liceale del Giappone, ma è tanto intelligente quanto deluso dal mondo che lo circonda, vedendolo lercio, corrotto, dove i più deboli sono vittime di chi vive nell' illegalità. Ma un giorno troverà casualmente a terra un quaderno con su scritto il nome Death Note, che scoprirà essere di proprietà del dio della morte Ryuk. All' interno, in inglese, sono scritte le regole su come usarlo: "I: Chiunque avrà il proprio nome scritto su questo quaderno morirà".Capendo presto la portata di un simile potere, Light si ergerà a giudice e giuria di tutti i criminali del mondo, decretandone la morte tramite l' infallibile quaderno. E quando nel mondo si capirà l' esistenza di un misterioso giustiziere di criminali, soprannominato da tutti Kira, il misterioso detective Elle deciderà di dare la caccia a quello che ritiene essere un volgare assassino, non migliore dei criminali da lui uccisi. E tra Light ed Elle sarà una sfida all' ultimo colpo di genio per svelare l' identità dell' altro e decretarne la morte.Sono davvero in crisi. Cosa potrei scrivere di Death Note che non si sia già detto in mille mila recensioni di manga, anime, discussioni degli appassionati, perfino casi costruiti dai media di ragazzi che sarebbero stati istigati dal manga a farsi giustizia da sé. Perché Death Note è una di quelle poche storie il cui valore va oltre il semplice intreccio degli eventi, la caratterizzazione del personaggi, e tutti gli altri elementi della narrazione più tradizionali; come Devilman e in misura minore Hellsing, Death Note, sotto una certa lettura, è una storia sull' umanità, uno studio su quello che è l' uomo, e nel caso specifico su quale sia l' etica nella società moderna.Vero è che, salvo in certi punti, specie all' inizio e alla fine dei 12 tankobon che lo compongono, Death Note non si spreca più di tanto sull' osservazione di questi temi, preferendo focalizzarsi sulla storia principale, seguendo i serratissimi scambi di colpi intellettuali tra Light e i suoi altrettanto geniali antagonisti; ma il messaggio è tanto potente già nella semplice idea: uccidere chiunque scrivendone il nome; e cosa fareste se capitasse a voi un'opportunità del genere?Perché Light ed Elle sembrano incarnare due posizioni sul tema (quasi) opposte, con l' uno fortemente disilluso, convinto che solo una figura autoritaria possa epurare il mondo dal male, eliminandolo alla radice, e l' altro fermo sostenitore di quel sistema tanto fallace per l' altro, convinto che una giustizia a discrezione di un singolo individuo non sia vera giustizia.E quante discussioni sono nate dagli appassionati su questo tema (a cui ho partecipato anch' io, sia chiaro), infinite!Ma, al di là di tutte le pippe mentali che vi ho propinato, vediamo quali sono gli aspetti che hanno innalzato Death Note al successo che ha avuto. Death Note è un thriller, e come tale l' importante è che tenga sempre col fiato sospeso, senza far calare mai il coinvolgimento. E a patto di non scoraggiarsi per una certa logorria di Light e di altri personaggi, ciò non avviene mai, anche tenendo conto che gli autori rimescolano spesso le carte, ponendo Light in una situazione del tutto nuova in cui dovrà muoversi in un determinato modo per mantenere l' anonimato e contemporaneamente "diventare il dio del nuovo mondo".I personaggi sono tutti ottimamente caratterizzati. Oltre a Light ed Elle, che sono diventati quasi delle icone della pop culture moderna (spessissimo vediamo gente utilizzare la "L" di Elle come avatar in rete), forti del loro incredibile carisma, tutto il cast di appoggio è solido e convincente, e se un personaggio non piacesse, ci sarebbe comunque il disegno a renderne piacevole la visione.Difatti, i disegni di Takeshi Obata, che sono tra i migliori che abbia visto in un manga, e anche l' occhio ha avuto la sua parte.E poco importa se il finale, non tanto per la realizzazione quanto nella conclusione in sé, sia deludente (anche se ciò dipenderà molto dalla vostra posizione sulla questione morale di prima), Death Note è una delle storie più potenti degli ultimi anni in arrivo dal Giappone. E sarebbe un peccato mortale perdersela.
Tsukiko Sagi è una giovane designer, sulla cresta dell' onda dopo aver creato il personaggio di Maromi, un cane che ha riscosso un grande successo di merchandising. Arrivato il momento di creare un nuovo personaggio, le idee tardano ad arrivare, e il lavoro viene interrotto del tutto quando, rincasando una sera, viene aggredita da un ragazzino su dei pattini dorati e armato di mazza da baseball. Gli investigatori Ikari e Maniwa indagano sulla faccenda, incerti su se sia un caso di simulazione di aggressione; almeno fino a quando altre persone non vengono aggredite con le stesse modalità. Le voci circolano, e così l' aggressore, conosciuto ormai col nome di Shonen Bat, diventa una leggenda metropolitana...Questo è uno degli anime più difficili da recensire che abbia visto. È un opera talmente piena di livelli di lettura, sotto-significati, bizzarrie nella narrazione, che è per certi versi simile a Evangelion: sono entrambi anime assimilabili ad un genere specifico (fantascienza con mech uno, thriller l' altro), ma dentro di sé presentano tanti di quei sostrati che non si può dire in assoluto che possano piacere agli appassionati di tali generi.Tutta questa introduzione è per farvi capire quanto sia difficile dare una critica alla trama di questo cartone, che di sicuro ne merita una approfondita, soprattutto senza fare alcuno spoiler sulle rivelazioni finali.Quello che sembra più ovvio dalla visione è che il tutto sia una pesante critica alla società dell' iperproduttività inarrestabile giapponese. Che, si potrebbe dire, sia il "paranoia agent" del titolo, facendo anche il verso a Welcome to the N.H.K. (ma onestamente non so quale sia più recente tra i due). Tutti i personaggi vivono alienati, con sdoppiamenti della personalità, paranoie, ossessioni, certuni ridotti all' incapacità nel controllarsi, o anche solo con la più "semplice" depressione. E pure per quelli che sembrano più saldi, basta poco per demolire le loro certezze. E chi è Shonen Bat, l' aggressore che "redime" con la morte chi non ha più alcuna speranza? Come ho detto prima, è impossibile approfondire questi temi senza spoilerare, quindi lascio a voi il piacere di trarre le vostre conclusioni.Volendo dare dei pareri più asciutti, i personaggi sono tutti ottimamente caratterizzati, e la trama, pur non avendo quasi mai vere impennate di ritmo, soprattutto per la natura psicologica della narrazione, non annoia (forte anche della brevità, 13 puntate), ma qui il gradimento è puramente soggettivo.Tecnicamente il prodotto si presenta bene, con un design caratteristico per lo studio Madhouse, tanto che se avrete visto Tokyo Godfathers e Paprika (con cui Paranoia Agent ha molti punti in comune) lo riconoscerete subito; sul sonoro, all' ottima colonna sonora si accompagna un doppiaggio italiano di qualità.In definitiva, quindi, un anime di qualità, che accompagna temi tanto complessi ad una narrazione ad ampio respiro apertissima ad interpretazioni.Voto: 8,5
Mirai è una ragazzina frequentante le medie. Non riesce particolarmente bene a scuola, ed è spesso insofferente dei genitori e del fratello Yuuki, annoiata dal tran tran quotidiano. Ma, all' inizio delle vacanze estive, si recherà col fratello ad una fiera robotica ad Odaiba, quartiere di Tokyo lontano da casa loro. Il caso vuole che proprio quel giorno un terremoto dell' ottavo grado della scala Richter si abbatta sulla città, devastandola. Con l' unico desiderio di tornare a casa, essi si metteranno in viaggio per Tokyo accompagnati da Mari, giovane ragazza madre preoccupata di sapere se sua madre e sua figlia siano ancora vive.I giapponesi sentiranno i temi di quest' anime piuttosto vicino, dato che il Giappone è notoriamente una zona dal rischio sismico tra le più alte del mondo, e figuriamoci il popolo italiano, per i recenti fatti di L' Aquila. Ma al di là di ciò, l' idea di una storia gravitante intorno ad un disastro del genere potrebbe avere risvolti fantastici. È il caso di Tokyo Magnitude 8.0? Non credo proprio. Perché tutti i problemi di questa serie, se escludiamo qualcosa delle ultime puntate (11 in tutto), che comunque non salvano la baracca più di tanto, si possono riassumere in ciò che comportano alla fine: noia. E, nonostante mi sia commosso davanti a diversi anime, ho l' impressione che potrei passare per una bestia insensibile, leggendo i pareri entusiasti degli appassionati per la rete.Da dove comincio? Dall' intreccio in sè? Praticamente tutta la serie segue questo viaggio lungo Tokyo, tra incontri con altri terremotati e altri incidenti causati dalle scosse telluriche. Ma, a mio modesto parere, non accade MAI nulla di veramente interessante. Parliamo di questi incidenti: quando capitano sono più o meno catastrofici (lo Studio Bones ha affermato di aver fatto riferimento a degli studi precisi sugli effetti di un terremoto di quel calibro. Posso anche crederci), ma non succede nulla di veramente rilevante, tanto se muore qualche mister sconosciuto non ce ne frega più di tanto (ma non aspettatevi di vedere frittatine d' uomo: nonostante sia un anime su una catastrofe naturale c' è un' incredibile penuria di cadaveri in questo cartone, e se ci sono sono rigorosamente riuniti e coperti da lenzuola), e per quanto possa essere disastroso, i protagonisti non perderanno mai troppo tempo a rifletterci su ("Oh porca troia, sta cadendo la Torre di Tokyo!... è caduta? Ok, andiamo"), e di certo loro non possono morire (ora, so esattamente cosa sta pensando chiunque abbia visto l' anime, ma tranquilli, arriveremo anche a quello a fine recensione).E i personaggi seguono quegli stereotipi degli anime che odio fino alla morte. Ridono quando non c' è nulla da ridere (o anche semplicemente quando non è successo nulla di nulla), sono buoni come pezzi di pane, sempre disponibili, sempre gentili, sempre sorridenti... e se c' è una scena di "approfondimento psicologico", in cui per qualche secondo realizzano la portata della tragedia, fanno la faccia scura per un paio d' inquadratura, e poi via di sorrisi. Grande!Oh, ma per far risaltare l' aureola dei buoni, tutti gli altri abitanti di Tokyo sono degli stronzi cafoni. Grande!Personaggi memorabili? Zero spaccato. Mirai, che poi, alla fine dei conti, sarebbe quella centrale, è quella più interessante (modo gentile per non dire meno noiosa), e direi che alla fine il punto focale di tutta la trama sarebbe la sua maturazione. Si, alla fine di tutta la storia supererà la sua crisi adolescenziale e apprezzerà meglio la sua famiglia. E dire che c' è gente che ce la fa senza terremoto.Yuuki. Oddio, Yuuki. Ammetto di partire prevenuto nei suoi confronti, considerando che odio quasi tutti i personaggi bambino in qualsiasi cosa (una delle poche eccezioni, di sicuro l' unica che ami veramente, è Pino di Ergo Proxy), ma questo è riuscito a smuovermi le interiora in maniera viscerale. Mi sento solo di dire: fastidioso.Mari è uno di quei buoni samaritani di cui avevo parlato prima, non credo di dover aggiungere altro.E poi... basta, direi che quelle tre/quattro comparse con qualche battuta in più sono del tutto trascurabili.Meno male che la serie è breve, sennò non so davvero se l' avrei finita (e già così ho fatto molta fatica).Sotto il profilo tecnico, alti e bassi, e i bassi sono semplicemente nel design, non di mio gusto: non mi piace lo stile dei personaggi. Per il resto nulla da dire, le scene del terremoto sono ottime.Sul sonoro, a parte il buon doppiaggio giapponese, nulla da segnalare, nessun brano in particolare mi è sembrato memorabile.Alla fine, mi riaggancio al discorso che ho accennato sopra. Molti di quelli che l' hanno visto diranno "Ma come? Non ti ha commosso il colpo di scena delle ultime puntate? Non hai pianto alla fine dell' ultima puntata?"Beh, no. Onestamente, quella svolta semi-paranormale lascia il tempo che trova, d' altronde, non provando empatia per nessuno dei personaggi, cosa poteva fregarmene? È servita soltanto a confondermi per qualche minuto non capendo cosa stesse succedendo, ma niente di più.L' impressione che ho ricevuto da questa serie è che abbia voluto fare un pò Una tomba per le lucciole, ma nel caso non l' abbiate ancora capito, il risultato è nettamente inferiore. Perché se lì la sofferenza dello spettatore nasceva dall' intensità del dramma, qui ho sofferto per la noia, dovendo seguire uno schema delle puntate che si può riassumere in "camminano, si fermano, ogni tanto incontrano una comparsa con due battute in più, scossetta di terremoto, qualche evento insignificante, occasionale "approfondimento psicologico" e/o "scene drammatiche", boss finale (scossa più forte con relativo crollo di palazzo), poche altre varianti".E se anche la suddetta svolta ha smosso un pò le acque, possibile che mi sia dovuto tagliare le vene per 9 puntate, prima?Voto: 5,5
Cosa sarebbe un anime senza un buon cattivo?
Manco a dirlo, presenza pesanterrima di SPOILER!
10- VICIOUS (Cowboy Bebop)
All' angelo corrotto cacciato dal paradiso non resta altro che farsi demonio. Non d' accordo anche tu, Spike?
Apre la classifica un personaggio che non si vede neanche spesso nella serie, ma che ogni volta che appare porta con sé una carica negativa sconcertante.
È considerabile l' opposto di Spike. Mentre questi è uscito dal giro della mafia, lui ne è rimasto sempre più invischiato, diventando, nel corso degli anni, freddo, spietato e determinato a tutto per il potere, arrivando a diventare un importante membro del cartello mafioso "Red Dragon Crime Syndicate", sebbene i suoi capi lo considerino al pari di una serpe che morderà il grembo che lo nutre. E a ragione.
Ai tempi in cui era un semplice sicario ha lavorato spesso al fianco di Spike, tanto che divennero amici stretti; fino a che questi non s' innamorò di Julia. Vicious, infatti, per spianarsi alla strada ai vertici dell' organizzazione ed eliminarlo come concorrente, sfruttò questo suo amore per porlo di fronte ad un bivio: uccidere Julia o essere ucciso da ella.
9- PROVY ONE (Ergo Proxy)
L' ombra sa il destino di chi è stato punito per aver desiderato Dio in un mondo privo di Dio. Il genere umano era destinato all' estinzione per aver portato il mondo al collasso, ed essere poi fuggito, esattamente come hai fatto tu, che sei fuggito da Romdo, il mondo che tu stesso hai creato. Vincent Law è un residuo di Proxy One caduto nella disperazione.
Dei minori abbandonati nel paradiso da loro creato. I Proxy, creati per rigenerare un mondo ucciso dalla sfrenatezza degli esseri umani, sono passati dall' essere dei ex machina della nuova Terra a mostri, alieni nel loro stesso mondo.
Il Proxy One, primo tra questi angeli decaduti, resosi conto di essere meno che uno strumento che perde di senso una volta completato il suo proposito, decide di vendicarsi sull' umanità, portandola sul collasso dopo averla fatta rialzare la seconda volta. E per farlo sfrutterà Vincent Law/Ergo Proxy, proiezione materiale della sua disperazione, che verrà manipolata al fine di punire un' umanità così gretta.
8- YAKUSHIJI TENZEN (Basilisk)
Non la penso come Oboro-sama, ma provo del rammarico per questa guerra tra ninja. Se non fosse per lei, ti violenterei ancora, anche se dovessi morire per un paio di giorni di fila.
Ecco, questo si che è un gran figlio di puttana.
Tenzen non possiede una vera e propria tecnica ninja, come gli altri protagonisti, ma sembra avere dentro di sé una sorta di demonio che, per quante e tali ferite possa riportare sul suo corpo, fino alla morte, lo farà resuscitare dopo breve tempo.
Insediatosi duecento anni prima degli avvenimenti dell' anime nel clan Iga, ne è presto diventato un membro di spicco per le sue doti strategiche. Quando però la faida tra i clan Iga e Koga giunge al culmine, fa di tutto per eliminare i membri dell' altro clan e contemporaneamente prendere il comando degli Iga, arrivando a tentare lo stupro di Oboro, legittima capo clan, per diventare il suo compagno.
7- ANTI-SPIRAL (Tengen Toppa Gurren-Lagann)
Voi folli esseri, corrotti dal vostro potere della Spirale, potete vantare cotanta determinazione? Un tempo le nostre anime appartenevano alla stessa specie, ma noi abbiamo sigillato la nostra stessa evoluzione. Voi avreste mai la risolutezza nel fare ciò che noi abbiamo fatto per proteggere l' universo? Niente... Niente, niente, niente, niente, niente, niente, niente, niente, niente! Non avete niente!
Si discute spesso di quali siano i limiti della scienza, e soprattutto del rischio che corra nel non frenarsi. Ebbene, gli Anti-Spiral rappresentano un caso più unico che raro, ossia una civiltà che ha raggiunto un livello tale di sviluppo da comprendere quale rischio essi potessero diventare per il processo evolutivo dell' universo, e di conseguenza obbligando sé stessi, fossilizzandosi in una forma grottesca, e forzando le altre popolazioni galattiche col genocidio, a non evolversi più di tanto, pena il raggiungimento dello stadio evolutivo ultimo, lo Spiral Nemesis, che avrebbe portato alla fine di tutto.
In quello che è in concetto dell' anime, ossia il migliorarsi costantemente (e quindi evolversi in senso lato), gli Anti-Spiral incarnano l' esatto opposto dei desideri dei protagonisti, ossia il progredire e guardare al futuro con speranza, quando invece gli A-S vivono in un eterno presente di stasi.
6- EDMOND DANTÈS (Gankutsuou-Il Conte di Monte Cristo)
Niente si verifica per caso. Credo di avertelo detto in altre occasioni. È la verità. Fin dall' inizio. Il destino segue le leggi dell' ineluttabilità.
Chiunque conosca la trama de Il conte di Monte Cristo saprà benissimo la storia di questo fantastico personaggio.
Ufficiale dell' esercito, Edmond Dantès è un giovane di successo, felice con la sua amata Mercedes, e circondato da quelli che ritiene essere suoi amici, ossia Fernand De Morcef, e Danglars, contabile della marina. Ma un giorno gli verrà affidato il compito di consegnare una lettere contenente i nomi di alcuni cospiratori contro la corona. Ingenuamente, la consegna al procuratore Villefort, il cui nome appare nella lista. Approfittando del fatto che Edmond sia l' unici a conoscenza della lettera, Villefort decide d' incastrarlo con l' appoggio di Morcef, innamorato anch' egli di Mercedes, e di Danglars, scoperto tempo addietro da Edmond intento a falsificare dei bilanci per appropriarsi di soldi dell' esercito. Verrà quindi fatto arrestare senza colpa, e rinchiuso in una terribile prigione nello spazio più remoto. Qui, Dantés stringe un patto con una misteriosa entità aliena (sostituente l' abate Farìa del romanzo), che gli darà il potere per realizzare la sua vendetta in cambio della sua anima. Diventato ricco oltre ogni dire, tornerà sotto il falso nome di Conte di Monte Cristo, e avvicinandosi a Albert, figlio di uno di Fernand e Mercedes, minerà dall' interno le loro vite, ponendoli di fronte ai fantasmi del loro passato e rovinandoli per sempre.
5- MAGGIORE MAX MONTANA (Hellsing Ultimate)
Camerati. Io adoro la guerra. Camerati, io amo la guerra. Camerati, io amo davvero la guerra! Amo i genocidi, amo la guerra lampo, amo la guerra offensiva, amo la guerra di trincea, amo l' assedio, amo far breccia, amo la ritirata strategica, amo la pulizia etnica, amo la ritirata completa. Nelle brughiere, nelle strade, nelle trincee, nelle pianure, nella tundra, nel deserto, sul mare, nel cielo, nel fango, nelle paludi... io amo ogni aspetto della guerra che ha luogo sulla Terra.
Il discorso sarebbe ancora lungo, ma credo che questo estratto basti a farvi comprendere la pazzia di questo individuo.
Max Montana, conosciuto semplicemente come il Maggiore, era un ufficiale delle SS che già ai tempi della guerra mondiale aveva intrapreso gli esperimenti per la replica dei poteri di Alucard, sfruttando il corpo di Mina Harker, l' unica ad avere in sé il sangue del vampiro.
Ancora vivo agli albori del 2000, egli, pur essendo a capo del Millennium, un esercito di mille nazisti trasformati in vampiri, non è un' essere della notte, bensì un sofisticato cyborg, che si vanta di essere ben più umano del mostruoso Alucard, che offende la vita progredendo nell' eternità cibandosi delle anime delle sue vittime. L' unico obiettivo, infatti, per cui il Maggiore è diventato una macchina, ha scatenato l' inferno su Londra, e ha sacrificato tutti i suoi subordinati in battaglia, era semplicemente per la soddisfazione di uccidere il conte.
4- HOMUNCULI (Full Metal Alchemist Brotherhood)
Ishbar? AH AH AH! Non c' è mai stata una guerra civile come quella! Ti ricordi come iniziò tutto? [...] Sono stato io, Envy! Io ho ucciso quel bambino! È stata proprio una sensazione fantastica! Tutto è cominciato con un proiettile, non è esilarante? Gli umani sono proprio facili da manipolare, che creature interessanti! È stato proprio divertente!
Non ho ancora visto FMA Brotherhood, ma visto il tasso di fedeltà al manga mi sento abbastanza sicuro da poter dire che gli homunculi si riconfermeranno come il mio gruppo di cattivi preferito in assoluto! Esseri creati dal primo homunculus, ora noto come il Padre, essi hanno dentro di sé la pietra filosofale, il che li rende immortali, potendo essi resuscitare fino all' esaurimento delle anime umane contenute in essa. Ma la cosa che me li fa apprezzare di più è il fatto che incarnino perfettamente i rispettivi peccati capitali. Mi piacerebbe inserire una descrizione per ognuno, ma sarebbe davvero troppo lunga. Fidatevi, sono dei grandi.
Ah, menzione d' onore a Zolf J. Kimbley, che in quanto a sadismo fa a gara con Envy.
3- LIGHT YAGAMI (Death Note)
Cosa stai dicendo, Ryuk? Io sono uno studente modello, forse il migliore del Giappone. E presto... sarò il DIO del nuovo mondo!
I fan continuano a scannarsi ancor oggi su se sia lecito o no l' uso che Light fa del Death Note. Geniale è come un personaggio singolo abbia scatenato tante discussioni sulla questione morale su fin dove ci si possa (e si debba) spingere per "amor di giustizia". Geniale è che egli sia uno dei pochissimi casi personaggio che sia contemporaneamente protagonista e "cattivo" della propria storia. Nel caso abbiate vissuto sulla Luna negli ultimi due anni, vi dico solo che Light yagami, studente modello giapponese, un giorno trova casualmente il Death Note, quaderno col potere di uccidere chiunque abbia il proprio nome scritto sulle sue pagine. Light, forte della sua intelligenza superiore al normale e di questo spaventoso potere, decide di sfruttarlo per uccidere tutti i criminali del mondo e riplasmarlo secondo i suoi valori morali. E il bello di Light, che poi è anche il bello di Death Note, sono i piani assurdi che riesce ad architettare per eliminare chiunque lo ostacoli, e soprattutto come nessuno riesca a sfuggire alle sue fredde macchinazioni.
Certo, io continuo a provare del rammarico per la conclusione, che lo vede sconfitto: ormai che l' autrice aveva fatto trenta creando un "protagonista/cattivo", avrebbe potuto fare trentuno e farlo trionfare.
2- DARCIA III (Wolf's Rain)
I tuoi lunghi capelli, che meravigliosi brillano. E poi, anche i tuoi occhi, colmi di profonda misericordia. Ora, per fare sì che questo momento diventi l' eternità, sto imprimendo tutto nel profondo del mio cuore. Harmona. Meravigliosa Harmona. Adesso ti farò una solenne promessa. Prometto che un giorno riuscirò a portarti nel Raquen.
Il mio cattivo preferito; il senso di tristezza che trasmette è incredibile, fortemente accentuato dal meraviglioso doppiaggio italiano.
Darcia III è uno degli ultimi rappresentanti dei Nobili, una casta, quasi una razza a parte, i cui membri ormai sono quasi estinti e vivono nella decadenza, fantasmi di un passato remoto per un mondo in declino. In gioventù fu felice, sazio soltanto dell' amore per la bella Harmona. Un giorno, però, ella si ammala della "malattia del Raquen", un morbo che le consuma l' anima, riducendola ad uno stato vegetativo. Deciso a trovare una cura, pensa che essa sia ritrovabile nel Raquen, l' eden dei lupi. Rapisce quindi Chesa, la ragazza fiore, tramite tra i lupi e il Raquen, nela speranza che dentro di sé abbia la cura per la malattia. Ma quando i soldati di Jagara, potente nobile, sorella di Harmona, uccidono quest' ultima nel castello di Darcia in sua assenza, preso dalla disperazione scompare, per poi riapparire nel castello di Jagara e ucciderla, non prima però che questa lo ferisca con un pugnale avvelenato. Reso folle dal veleno, e avendo perso ogni speranza di riunirsi in vita con Harmona, è ormai determinato solo a raggiungere il Raquen, al punto che si trasforma completamente in un lupo.
1- LA DEPRESSIONE (N.H.K. Ny Youkoso! / Welcome to the N.H.K.!)
Ho sentito delle voci.
Nell' estate del primo anno all' università... faceva un caldo bestia.
Stavo andando all' università.
Tornai a casa come per scappare.
Da quel giorno non ho mai più messo piede fuori.
Sorpresi? Un pò anch' io. Non è un vero personaggio come gli altri, ma è molto più concreto di quanto non lo siano loro, nonché l' unico ad esistere veramente, con cui tutti possiamo ritrovarci a che fare.
Comunemente s' intende la depressione come un frutto della società industriale moderna: difatti, le società arretrate non avrebbero quasi "il tempo" di deprimersi, occupati con questioni molto più materiali quali la sopravvivenza fisica. La depressione e tutti i suoi derivati quindi affliggono ' uomo delle società avanzate, inserito in un sistema nel quale egli è solo un ingranaggio, perdendo il senso di ciò che fa. E la depressione sembra essere una presenza onnipresente, in Giappone, il paese con il più alto numero di suicidi giornalieri al mondo, e figli di tutto ciò sono gli hikkikomori, individui che sono letteralmente spaventati all' idea di confrontarsi col mondo, tanto che si rinchiudono in casa (se non nella loro camera) per non uscirne mai.
Alla fine, la chiave per sconfiggerla (anche se nell' anime sembra che gli hikkikomori vadano presi per fame; chi ha visto capirà cosa intendo) è la più banale e anche la più impervia: "semplicemente" trovare la forza dentro di sé per uscire dal guscio. Tosta, no?
La Royal Knights of Protestant Order è la società segreta britannica specializzata nello sterminio dei "freak", ossia di tutte le creature sovrannaturali che minaccino la vita umana nel regno. La società è conosciuta anche col nome del gestita nobile casato che lo gestisce, Hellsing, che vede in Integra Farbunke Wingates Hellsing il suo ultimo esponente.Tra le sue fila l' Hellsing annovera individui dalle capacità peculiari, quali Alucard, potente vampiro addomesticato dagli predecessori di Integra, Victoria Seras, poliziotta vampirizzata da Alucard, e Walter C. Doneaz, maggiordomo al servizio degli Hellsing conosciuto come Shinigami per le sue capacità assassine.Contrapposta alla protestante Hellsing abbiamo la Sezione XIII "Iscariota" del Vaticano, responsabile cattolica dello sterminio di mostri e di "eretici", quali i protestanti, che trova come asso nella manica Alexand Andersen, prete dai poteri temibili.Ma entrambe le società si ritroveranno ad affrontare una minaccia comune, legata al passato del Vaticano e di certi membri dell' Hellsing, specie di Alucard...La mia passione per Hellsing iniziò quando un amico mi suggerì di vedere gli OAV che ritraspongono, meglio di quanto non avesse fatto la serie di diversi anni fa, le vicende del manga, forti di una realizzazione tecnica decisamente migliore e soprattutto una maggiore fedeltà alla vicenda del manga.Ma la recente notizia dell' acquisizione degli OAV per l' Italia mi ha messo di fronte al fatto che avrei impiegato molto più tempo a vedere la fine della vicenda, considerando che già con i fansub i tempi d' attesa erano lunghissimi tra un episodio e l' altro; così mi sono visto costretto a procurarmi il manga, e che dire: il mio manga preferito dopo Devilman, opera con cui Hellsing condivide diversi punti tematici e non.Prima un commento secco: Hellsing è un manga truzzo, che però progredendo nella trama riserba tanti momenti topici, specie negli ultimi volumetti (10 in tutto), dove il ritmo e i colpi di scena hanno un' impennata notevole, tant che si è sempre spinti a leggere tutto d' un fiato per vedere la conclusione al più presto.
Miglioramento visibile non solo nella trama, ma anche nel disegno. Sarà certamente legato agli incredibili tempi per serializzare Hellsing (10 volumetti in 10 anni!), ma si nota decisamente il miglioramento nel tratto. Magari non tanto nel livello di dettaglio, quanto nel delineare l' aspetto dei personaggi, molto più preciso (e migliore) man mano che si va avanti.E lo stile cupo di Hirano è uno dei più blli che abbia visto. Certe vignette sembrano fotogrammi di un film espressionista.Senza contare le scene spettacolari presenti negli ultimi numeri, che sono davvero curioso di vedere su schermo.Passiamo ora a quello che avevo anticipato, ossia i punti di richiamo con Devilman.Partiamo col primo: l' uso della violenza. In entrambi i manga è abbondante, e per certuni probabilmente anche eccessivo (non per me), ma quello che sta dietro la loro violenza credo sia differente tra l' uno e l' altro. Se dovessi definire la violenza di Devilman direi che la trovo "cattiva ma naturale", perché lì il tutto sa di "lotta per la sopravvivenza" (chi l' ha letto capirà benissimo il concetto); è terribile a vedersi, questo si, nonostante lo stile retrò del segno di Nagai, ma essendo asservita a quello che è il plot (un ciclo di vita e morte naturale che coinvolge uomini e demoni [e non solo]), mi dà l' impressione di essere quello che si vedrebbe in un documentario sugli animali senza veli.In Hellsing, invece, direi che la violenza è "sadica": i personaggi godono nel perpetrare violenza ad oltranza, quasi fossero dipendenti da questa brutalità, schiavi di loro stessi.Perché come in Devilman il punto focale della trama era cosa significasse lottare per sopravvivere nel mondo, e cosa potesse diventare l' umanità in una condizione simile, in Hellsing si osserva un' altro aspetto della natura umana, più "personale": a che punto un uomo perde l' umanità e diventa un mostro?Non mi dilungo su questo tema, lasciandovi liberi di percepire il messaggio come volete...E quindi, il tutto si sposta sui personaggi, mostranti profili psicologici che ho trovato più complessi di quanto non fosse pensabile all' inizio, cosa che va ad aggiungersi alla favolosa presenza scenica di questi (soprattutto di Alucard, che da solo varrebbe la pena della lettura).La lettura è quindi consigliato a qualsiasi amante di vampiri, dark, gore; quanto agli altri, probabilmente l' esageratezza dei combattimenti non vi farà gradire l' opera, di cui consiglio comunque la lettura di almeno i primi due/tre volumi, potrebbe sorprendervi.The bird of the Hermes is my nameEating my wings to make me tame