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lunedì 4 ottobre 2010

Il colore dei font

Come dimostrano gli ultimi due pezzi, inspiegabilmente Blogspot non mi permette d' inserire testo colorato. Spero che la cosa si sblocchi presto. Fino ad allora, sopportiate tutto questo bianco.

martedì 28 settembre 2010

I miei 3 clichés videoludici più odiati


Interessante classifica. Peccato che manchino quelli che io ritengo essere davvero i peggiori, VERAMENTE terribili, anche peggio dei livelli subacquei.
Senza troppi giri di parole, questi sono i 3 tòpoi videoludici che mi hanno irritato maggiormente.

3- SCORTARE UNO O PIù PERSONAGGI


Non il peggiore, ma
ogni volta che si presenta una situazione del
genere alzo gli occhi al cielo. In molti giochi è già difficile badare a sé stessi, figuriamoci dover fare da balia a qualcu
no, che in molte occasioni è talmente impedito da non riuscire nemmeno, non dico difendersi, ma scappare. Fortunatamente sono situazioni temporanee, per quanto frustranti, ma come la mettiamo quando il gioco ci accolla la zavorra per praticamente la sua intera durata? (l' immagine a fianco non è casuale. Per lo meno il gioco è comunque divertentissimo). In tempi recenti un terribile esempio di questa moda è New Super Mario Bros. Wii, che
se affrontato in single player offre la possibilità di riaffrontare un livello a caso portando con sé un Toad, ovviamente da salvare. Considerando da quante merdate assassine è pieno ogni live
llo del Super Mario medio, fate un pò voi.

2- CONTO ALLA ROVESCIA


Alcuni ormai sono diventati dei cliché a sé, come i conti alla rovescia presenti alla fine di un qualsiasi Resident Evil.Sfido chiunque, CHIUNQUE, a dire di non odiarli, o quantomeno di non averne mai odiato qualcuno.
Ti mettono fretta, ansia, non ti permettono di fare ciò che vuoi,
Quelli che mi snervano maggiormente sono quelli in cui si deve andare da un punto A al punto B, e lungo il percorso ci sono DIECI GIRONI INFERNALI DI MOSTRI ASSASSINI CHE VOGLIONO APRIRTI IL CULO. E tu non sai se
ucciderli o andare avanti, magari li eviti ma ce ne sono alcuni che ti bloccano il passaggio, e poi ti colpiscono, e tu... argh!
Uno che ho odiato particolarmente è stato quello di Metroid Prime 2: Echoes, quando devi fuggire dal mondo oscuro e ti si para davanti Dark Samus. Mea culpa perché non compresi inizialmente la tattica da adoperare, ma non riesco ad essere totalmente lucido quando ho tre minuti di tempo prima che il mondo finisca!

1- BOSS CHE SI RIPETONO. DI FILA!


Qui giochiamo in un campo da gioco dominato da Capcom. Seriamente, quanti dei loro giochi hanno la geniale idea di farvi riaffrontare tutti i boss del gioco già sconfitti? Devil May Cry 3 è un esempio. Anche Okami, dove però non li riaffronti nemmeno tutti, quindi la cosa diventa ancor più ridicola. Perché alcuni si e altri no? E i Clover ci avevano fatto il palato con porcate simili, tanto che è presente anche in Viewtiful Joe (di nuovo: su cinque boss precedentemente affrontati te ne pone davanti solo 4. E l' altro che ha fatto per meritarsi l' ostracizzazione?), dove però la cosa è ancor più bastarda, perché bisogna affrontare la sequenza di boss CON UN' UNICA BARRA VITALE. Si, c' è qualche "medipak" durante gli scontri. Si, se perdi una vita ricominci da quello che ti ha ucciso... MA CIò NON TOGLIE CHE SIA UNA BASTARDATA COI FIOCCHI. Se perdi tutte le vite, sei out, tutto daccapo. A livello di difficoltà Normale non ha richiesto molti tentativi, ma considerando che ce ne sono altri 3 superiori posso solo immaginare come sarà quel pezzo.
È una cosa troppo stupida. Cosa dovrei dimostrare esattamente riaffrontando di fila dei boss che ho giù ucciso? Come se a Rocky fosse stato detto "Bravo, ora riaffronta contemporaneamente Apollo Creed, Clubber Lang e Ivan Drago armati di motosega, bitch."
E soprattutto, è un chiarissimo esempio dell' arte dell' allungare il brodo. Quando non sai come tirare la zuppa ancora un pò, come aggiungere quei maledetti 45 minuti, cosa fai? Riproponi gli stessi boss. Pitiful.

lunedì 20 settembre 2010

Dellamorte Dellamore

Tratto dall' omonimo romanzo di Tiziano Sclavi, il film rappresenta in forma embrionale quello che sarà poi il suo più grande successo, ossia il celeberrimo Dylan Dog.
E a vedere il film, pur con le dovute differenze, non si fatica a ritrovare molti dei caratteri distintivi di quello che sarà probabilmente il più celebre fumetto italiano.
A partire in particolar modo dal protagonista, interpretato da Rupert Everett (e alle cui sembianze s' ispireranno i vari disegnatori nel ritrarre Dylan), che piuttosto che un indagatore del' incubo interpreta il guardiano di un cimitero, ma anch' egli un pò tombeur de femmes, un pò sfigato, un pò nemico e amico delle forze contro cui combatte e si relaziona, anche meglio che con gli esseri umani, forse un pò troppo pieni di vita per i suoi gusti. Tanto, come dice lui stesso, "finiranno tutti qui " [al cimitero].
Ma le similitudini non finiscono qui. L' atmosfera generale è quella da horror un pò splatter, un pò surreale, con i suoi misteri inspiegabili ma terribilmente affascinanti.
Certo, come il fumetto, non va preso eccessivamente sul serio. D' altronde il film stesso non sembra farlo, riservandosi buone dosi di humor nero e di surrealismo, che potrebbe rendere assurdi certi passaggi ma dannatamente appassionanti da vedere.
Di sicuro non un film per tutti, data la sua particolarità, ma degno di uno sguardo, in particolar modo dai fan del fumetto che vogliono andare all' origine del mito.

venerdì 10 settembre 2010

Il ritorno di Cagliostro

Quei geniacci di Ciprì e Maresco. Molti troveranno la loro "comicità" (anche se parlerei più di stile narrativo che di comicità) inutilmente volgare e gratuita. Il bello è che per certi versi hanno ragione. Ma il loro pregio rispetto ad un cinepanettone qualsiasi è quello di sapersi sempre reinventare, e soprattutto di sfruttare questa loro verve boccaccesca in maniera davvero creativa, vedasi dettagli come i personaggi femminili, obbligatoriamente affidati ad attori maschili.
Ma quello di cui stiamo parlando qui è, oltre che il loro ultimo film, probabilmente il più ambizioso, come dimostra la collaborazione dell' ormai scomparsa Tele + (chi se la ricorda?).
Narrante la parabola ascendente (come se fosse mai stata in alto) dell' immaginaria casa di produzione cinematografica siciliana Trinacria, il film mischia come sempre abbondanti dosi di humor più o meno corrosivo ad una bravura narrativa davvero rara. Una perla da riscoprire, a patto di non trovare indigesto lo stile schietto dei due registi.

mercoledì 8 settembre 2010

Brancaleone alle crociate

Secondo capitolo del capitano di ventura Brancaleone da Norcia, stavolta intento a raggiungere la Terra Santa in compagnia di un' altra banda di casi umani se possibile ancor peggiori di quelli del precedente film.
In realtà qualsiasi parola possa riferire a questo film sarebbe trasportabile anche sul primo, poiché di fatto strutturalmente parlando sono quasi identici. Tutto verte sul carisma di Gassman (che ci dà quello che forse è il personaggio del cinema italiano migliore che abbia mai visto) , diviso tra fedeltà al dovere e vizi carnali, e sui suoi compagni di ventura che fanno da perfetta cornice alle mille peripezie che la compagnia affronta lungo un viaggio a dir poco sbandato.
Proprio per questa sua "fedeltà" allo schema originale il film sembra essere meno fresco rispetto al prequel, ma chiunque lo abbia visto deve necessariamente completare le gesta di Brancaleone, specie alla luce del fatto che film di questo genere in Italia (e forse nel mondo intero) non credo che ne rivedremo più.

giovedì 12 agosto 2010

New Super Mario Bros. Wii [WII] - Recensione



A dispetto dell' essere nato nel '90, ossia svariati anni dopo la sua uscita originale, ebbi la fortuna di crescere con i giochi di Mario dell' era NES, grazie all' acquisto di Super Mario Bros. All Stars per il Super Nintendo (paradossalmente, non ho mai avuto Super Mario World!), e non avendo mai posseduto alcuna consolle 3D Nintendo fino al recente acquisto del Wii, non ho mai avuto grandi rapporti col Mario 3D, restando legato maggiormente legato alla vecchia impostazione 2D. Motivo per cui mi avvicinai speranzoso a New Super Mario Bros. per il DS, trovandovi un ottimo gioco dalla difficoltà abbastanza caina, rovinato però da un sistema di salvataggio a dir poco scandaloso, specie per un gioco portatile.


Perciò tagliamo la testa al toro, la riedizione per Wii ha un sistema di salvataggio degno di questo nome. È ancora possibile effettuare il salvataggio "fisso" solo dopo aver oltrepassato il castello di metà o di fine mondo, ma stavolta potremo anche effettuare un salvataggio temporaneo, che si cancellerà al suo caricamento, che ci permetterà di chiudere liberamente e serenamente la partita, senza costringerci alle assurde maratone della versione portatile.
Le altre novità del titolo rispetto all' originale sono i power up presenti. Al prezzo del Mega Fungo abbiamo il fiore di ghiaccio, il costume da pinguino, e il fungo elica. Il primo è un' interessante alternativa al fiore di fuoco, che manco a dirlo permette di
congelare i nemici, sfruttando i blocchi che formano come oggetti da lancio o piattaforme per i salti. Il pinguino è un incrocio tra il fiore di ghiaccio e il costume da rana del sempiterno Super Mario Bros. 3, ossia permette di nuotare con una bravura invidiabile, perfetto per i livelli subacquei. Infine l' elica è il solito power up tanto raro quanto ambito, poiché permette di effettuare salti portentosi e di planare, rendendo molto più facili le sezioni platform (ossia praticamente tutto il gioco).
A questi vanno aggiunti i classici fungo, fiore di fuoco, stella e minifungo. E, a volerlo considerare un power up, ci sarebbe Yoshi, utilizzabile solo in certi livelli, e devo dirlo, è un peccato che sia stato sfruttato così poco, visto che i livelli in cui è utilizzabile, a meno di non stare dimenticandomene qualcuno, si possono contare sulle dita di una mano.

Tra le novità dei controlli, l' unica da segnalare è l' avvitamento, qui effettuato scuotendo verso l' alto il Mote, e che permette d' interagire con certi meccanismi, nonché di sollevare determinati oggetti (e quindi trasportarli), ma anche di collaborare (o dare fastidio) ai compagni di gioco (ma di questo parlerò più avanti.
Il sistema di controllo in generale si rivela ben funzionale, minimale ma essenziale, avrete tutto ciò che vi servirà per affrontare i livelli. Peccato solo che certe volte basti un minimo movimento involontario del mote per effettuare il salto con l' avvitamento, cosa che porta anche al gameover, nonché a tutta una serie di bestemmie.

Ma comunque il gioco è Mario, né più né meno. Al di
là dei nuovi power up, di qualche nuovo nemico e di qualche nuovo diabolico tipo di piattaforma, il gioco è sempre quello; chi lo ha amato lo amerà ancora, chi lo odia rinnoverà la sua antipatia. La struttura di gioco è pressoché identica a quella del suddetto episodio per DS (probabilmente rappresenterà il nuovo paradigma del Mario 2D). Le trovate visive pure sono praticamente le stesse, e questo è un punto che vorrei approfondire.
I mondi sono sempre gli stessi. Lasciando da parte la questione "remake" (questo di cui stiamo parlando ora sarebbe l' upgrade di un remake), mi ha un pò infastidito che i programmatori non si siano sprecati ad inventare un mondo dallo stile nuovo di zecca. Da SMB3 non ci siamo quasi mossi: il mondo egiziano, il mondo celeste, il mondo di fuoco... più che dei livelli, dei tòpos imprescindibili. Non che sia un difetto in senso stretto, ma perché non inventare qualcosa di nuovo? Magari un mondo virtuale, o anche un mondo luna park? Luoghi comuni per i platform che però qui non credo si siano mai visti.

Punta di diamante del gioco è ovviamente il multiplayer, croce e delizia di chiunque ci si approcci. Le risate sono garantite, come anche le litigate. Tutto dipende da come vi approccerete e con chi, ma l' esperienza, in un modo o nell' altro, obiettivamente funziona.
Potrete decidere se collaborare o competere aggressivamente (a tal proposito: l' avvitamento qui serve a sollevare un compagno. Potrete sfruttarlo per fargli raggiungere superfici o oggetti troppo in alto, come anche lanciarlo via, magari dritto dentro un precipizio). Comunque, visto che non esiste la compenetrazione tra i personaggi giocanti, è facilissimo intralciarsi a vicenda involontariamente. Già in due giocatori (come ho affrontato io tutto il gioco) certe volte non intralciarsi è un casino, posso solo immaginare in quattro. Anche se a dispetto di tutto, ad avere quattro controller credo che una serata tra amici sarebbe divertentissima.

La longevità è quella solita. A giocarci serratamente, magari facendosi aiutare da un amico, si può completare il gioco in una settimana. Ad aiutare la durata del titolo ci pensa un mondo segreto sbloccabile dopo aver finito il gioco, la modalità libera (in cui affrontare liberamente i livelli del gioco con uno o più amici), e soprattutto la caccia alla monete, una vera gara di velocità nel raccogliere le monete sparse lungo i livelli (alcuni creati appositamente per la modalità) per vedere chi ne raccoglie di più.

Il solito Mario, con qualcosa di più e niente di meno. Di sicuro averlo e non provarlo in multi sarebbe uno spreco, ma la validità della campagna principale permette di essere completamente goduta anche da chi la voglia affrontare da solo.

Grafica: 8,5
Sonoro: 8,5
Giocabilità: 9
Longevità: 8

Voto: 8,5

venerdì 6 agosto 2010

"Dracula"; di Bram Stoker

La cosa più sorprendente nel leggere Dracula è scoprire quanto il film ne abbia cambiato la figura. Non solo visivamente (la mise rossa con doppio tuppo all' inizio è totalmente assente), ma soprattutto caratterialmente, visto che nel film gli hanno dato uno stampo molto più romantico, presentandolo come un anti eroe, elemento totalmente assente nel libro, ove egli è semplicemente il male incarnato. Per dirla chiara e semplice, della celebre storia d' amore del film non esiste il minimo cenno.

Cosa rimane quindi del Conte, una volta spogliato dei caratteri che ormai gli vengono comunemente (ed erroneamente) attribuiti? Un simbolo per le forze primordiali, il puro istinto animalesco che va contro la società umana.
Dall' altro lato della barricata abbiamo Van Helsing e soci, che in questo scontro ideale dovrebbero simboleggiare la ragione umana. Dico dovrebbero perché questo punto l' ho trovato un pò ambiguo, visto che, più che la ragione umana, i "buoni" mi sembrano rappresentare i valori cristiani.
Nel libro Van Helsing ribatte spesso su quanto la mente del Conte sia "infantile" e primordiale, ma non ne ho tratto quest' impressione, visto che esattamente come loro organizza i suoi piani, Nè più né meno. La vera differenza tra i due fronti sta nelle forze a cui si appoggiano. Diaboliche per l' uno, sacre per l' altro. Percui mi sembrerebbe più corretta l' ipotesi di uno scontro "religioso" più che "istinto-ragione".

E questo ci porta ad uno dei problemi che personalmente ho riscontrato durante la lettura, ossia una certa pesantezza nella scrittura. I personaggi agiscono spesso in maniera piuttosto plateale, e certe volte si sconfina nel ridicolo, cosa che non facilita certo la lettura di un romanzo dove la prolissità è di casa (se Van Helsing avesse parlato di meno gliene sarei stato molto grato), senza contare che in certi momenti agiscono, secondo me, da perfetti imbecilli, facendosi infinocchiare da Dracula fin troppo facilmente.
Discorso a parte per Renfield, personaggio affascinante che avrebbe meritato quasi un libro per sé.

L' impressione generale che ho avuto dal libro è stata di un romanzo che, pur non avendolo trovato brutto, sia invecchiato piuttosto male, tanto che credo debba di più a ciò a cui ha dato origine che non a qualità proprie. Ne consiglio comunque la lettura a tutti, perché è comunque uno di quei libri che nel bene e nel male hanno fatto la storia, e credo sia interessante riscoprire la forma più pura di quello che ha dato il via a reinterpretazioni del genere quali Blade o Twilight.

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