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domenica 10 gennaio 2010

Top Ten Anime 2009

Eccoci alla consueta classifica annuale degli anime che ho visto nel corso dell' anno.
Purtroppo non avrei raggiunto il numero sufficiente di serie valide per la classifica, così ho accorpato anche i film anime. Have fun.


10- PONYO SULLA SCOGLIERA


Fujomoto, geniale scienziato inorridito da come la società umana inquini l' ambiente, vive in pianta stabile sul fondale marino, dove cresce quelle che sono le figlie avute con Gran Mammare, uno spirito dei mari. Una di queste, Geltrude, dall' aspetto simile ad un pesce, viene trovata da un bambino umano, Sosuke, che la soprannominerà Ponyo. Ripresa dal padre, Ponyo fuggirà bevendone le pozioni magiche, rompendo così per l' equilibrio naturale e rischiando un cataclisma.

Si parte in quarta con Ponyo, ultimo film di Miyazaki. Certo non uno dei suoi più incisivi (come La principessa Mononoke), e neanche dei più emozionanti (quale La città incantata), ma lo stile leggero e fantasioso è sempre quello, e a me piace troppo! Qui il messaggio è ovviamente (e nuovamente) ambientale, e nel caso specifico contro l' inquinamento marittimo. Non è raccontato minimamente con toni drammatici, ma la storia è sempre un piacere da seguire.

9- BASILISK


Da oltre 400 anni, i clan ninja rivali di Koga e Iga vivono sotto un patto di non aggressione che ha impedito la distruzione reciproca. Questo finché lo shogun Ieyasu deve stabilire a quale dei due figli lasciare il comando dello shogunato: egli associa ad ogni clan uno dei figli, e il vincitore sarà dettato da quale clan ucciderà per primo i dieci migliori ninja dell' altro. Lo scoppio di violenza tra i clan si frapporrà tra Gennosuke di Koga e Oboro di Iga, decisi a sposarsi a dispetto del cattivo sangue tra i clan.

Fanculo Naruto, questo si che è un anime sui ninja. Crudo, spietato, e soprattutto senza troppe menate interiori come quell' altra merda (sono pochi e limitati, infatti, i flashback. E spesso sono anche utili allo svolgimento della trama). Basilisk presenta un' ottima caratterizzazione dei personaggi (forse un pò banale, ma efficace), ognuno definito psicologicamente, nell' aspetto, e soprattutto nei poteri, che rendono gli scontri poco realistici ma al tempo stesso spettacolari. Solo un difetto devo imputargli: anche lui è affetto dalla sindrome di certi anime del "ripetere i nomi senza motivo", e mi riferisco a Oboro: certe volte la frequenza con cui ripete "Gennosuke-sama" è grottesca.

8- Xam'd- Lost Memories


Sull' isola Sentan, devastata dal conflitto tra il Governo del Nord e del Sud, lo studente Akiyuki vive la sua quotidianità normalmente, diviso tra la scuola, gli amici Haru e Fururuichi, e la separazione dei suoi genitori. Un giorno, però, andando a scuola viene coinvolto in un attentato terroristico a opera di una ragazza con i capelli bianchi. Dopo l' esplosione, la ragazza, morente, impianterà nel braccio di Akyiuki una misteriosa luce che lo trasformerà in uno strano essere dai poteri sovrumani. Nel caos della battaglia scoppiata di lì a poco, Akyiuki rischia di dimenticarsi la sua vera identità, e di mutare in pietra. Per impedire ciò, si vedrà costretto a seguire Nakiami, una ragazza che sembra sapere come trattare la sua mutazione, chiamata da ella Xam'd.

Poco da dire su Xam'd, una serie con un comparto tecnico eccezionale e una trama che, se magari soffre di un' eccessiva lentezza in certi passaggi, la vede comunque compensata da frequenti cambi di situazioni che pongono i protagonisti davanti a scelte difficili e necessità di adattarsi al mondo che li circonda. Probabilmente avrebbe potuto ambire a una posizione più alta se, come ho detto in sede di recensione, non avesse avuto la capacità di confondermi.

7- PARANOIA AGENT


Tsukiko Sagi è una giovane designer, sulla cresta dell' onda dopo aver creato il personaggio di Maromi, un cane che ha riscosso un grande successo di merchandising. Arrivato il momento di creare un nuovo personaggio, le idee tardano ad arrivare, e il lavoro viene interrotto del tutto quando, rincasando una sera, viene aggredita da un ragazzino su dei pattini dorati e armato di mazza da baseball. Gli investigatori Ikari e Maniwa indagano sulla faccenda, incerti su se sia un caso di simulazione di aggressione; almeno fino a quando altre persone non vengono aggredite con le stesse modalità. Le voci circolano, e così l' aggressore, conosciuto ormai col nome di Shonen Bat, diventa una leggenda metropolitana...

Chi è Shonen Bat? Qualcosa di più di un semplice teppista, ma bensì l' incarnazione delle paranoie, delle paure, e delle angosce in cui vivono gli abitanti do Tokio, e con loro tutti gli uomini delle metropoli, chiusi nelle loro vite frenetiche e che sembrano dimenticarsi di loro stessi. Grande anime Paranoia Agent, che offre un fantasioso ma spietato squarcio di dramma moderno. Senza contare che il racconto è anche piuttosto complesso, e probabilmente servirebbero più visioni per cogliere tutti i significati.

6- TOKIO GODFATHERS


A Tokyo, alla vigilia di capodanno, tre barboni, l' alcolizzato Gin, il travestito Hana, e la giovane Miyuki, trovano tra i rifiuti una neonata abbandonata. Decidendo di accudirla temporaneamente, i tre cominceranno a cercare la sua vera famiglia, riscoprendo contemporaneamente cosa voglia dire avere qualcuno che ti voglia bene.

Oh, beh, chi mi conosce sa che ci sono poche cose più antinatalizie di me, ma Tokio Godfathers, per essere in fin dei conti, una fiaba natalizia, mi ha preso decisamente. Sarà l' ottima caratterizzazione dei personaggi, sarà la storia divertente e soprattutto non banale, ma credo che meriterebbe davvero di prendere il posto di tutta quella spazzatura che mandano in televisione nel periodo natalizio!

5- SHIGURUI


La storia del dojo Kogan nel corso degli anni venti del 1600, dove si nutrirà la rivalità tra Gennosuke Fujiki e Seigen Irako, entrambi in lizza a succedere come capi del dojo.

Semplicemente fantastico. Shigurui è un impietoso sguardo su quella che era la figura del samurai, comunemente intesa come un paladino a tutto tondo, ma in realtà vivente sotto un codice d' onore e di regole di fedeltà che sfiorano la morbosità. La totale e imprescindibile abnegazione a Kogan Iwamoto, la violenza, l' ambizione sfrenata e la vendetta costruiscono una storia che si sviluppa in un crescendo drammatico. Peccato solo che la storia nella serie rimanga troncata inspiegabilmente, non proseguendo gli eventi che invece continuano nel manga originale e quindi lasciandola in sospeso.

4- LAPUTA IL CASTELLO NEL CIELO


La piccola Sheeta, fuggendo da degli aviopirati intenzionati a rapirla e da degli uomini del governo che l' avevano in custodia, precipita dall' aeronave, ma viene salvata da una misteriosa luce che la fa levitare. Scenderà fino alla terra, arrivando in una città mineraria dove verrà soccorsa da Pazu, ragazzino lavorante in miniera. Quando però realizzeranno che i suoi inseguitori non demordono, questi deciderà di aiutarla a scappare.

E figurati se non ci scappava la seconda nomination per Miyazaki! Il film è piuttosto vecchio, ma le sue opere sono come i Trinity: per sempre!

3- GANKUTSUOU- IL CONTE DI MONTECRISTO


Durante un viaggio sulla Luna, i due giovani nobili Albert e Franz faranno la conoscenza del conte di Monte Cristo, carismatico nobiluomo, attorniato però da un' atmosfera inquietante. A dispetto dei dubbi che nutre nei suoi confronti Franz, Albert ne rimane subito affascinato, al punto che si offre di aiutare il conte ad entrare nella società parigina quando si trasferirà sulla Terra. Ricco e potente, il conte s' integrerà subito, entrando nella cerchia di conoscenze degli uomini più potenti di Parigi: il generale Fernand de Morcef, padre di Albert; il ricco barone Danglars, padre della promessa sposa di Albert; e il procuratore Villefort, padre della fidanzata di Franz. Contemporaneamente all' arrivo del nobile, però, una per una le vita dei tre uomini inizieranno ad incrinarsi, lasciando intravedere tra le crepe una colpa passata, strettamente legata al conte di Montecristo...

Gankutsuou ha un gusto retrò nella trama, a dispetto dell' ambientazione futuristica, che mi affascina a dir poco. Sarà che storie di questo tipo sono rare da trovare al giorno d' oggi in un anime, ma questa serie riesce a ritagliarsi una sua personalità su tutti i fronti: trama, musiche, grafica (su cui ho speso anche troppe parole)... Senza contare che possiede uno dei villain più carismatici che abbia visto, per l' appunto il Conte, personaggio complesso e dalle mille sfaccettature.

2- VACANZE ESTIVE CON KOO IL KAPPA


Koichi Uehara, tornando a casa da scuola, trova nei pressi di un fiume uno strano sasso con il fossile di una specie di tartaruga. Tornato a casa, decide di lavarlo, ma mettendolo sotto l' acqua il fossile riprende vita, e Koichi scopre di aver trovato un piccolo di kappa (creature mitologiche giapponesi), caduto in letargo dopo essere sprofondato nella terra in seguito ad un terremoto nell' era Edo (XVII-XIX sec.). Essendo il kappa indebolito e disperso, la famiglia deciderà di adottarlo e crescerlo, dandogli il nome di Coo. Così il piccolo Coo entrerà in contatto con la tanto temuta società umana, scoprendone luci e ombre.

Praticamente la versione migliorata di Ponyo, questo film deve essere visto per capire quanto sia toccante... e alla fine la lacrimuccia ci può anche scappare.

1- PLANETES


Le vicende dei raccoglitori di detriti spaziali della Seconda Sezione, specialmente di Hachirota Hoshino, esperto netturbino che vive seguendo il suo sogno di comprare un' astronave, e Ai Tanabe, apprendista di Hachirota, inguaribile ottimista.

La vera rivelazione di quest' anno. Questo cartone è divertente. Questo cartone e commovente. Questo cartone vi spingerà ad interrogarvi sul significato della vita che conduciamo. Non credo di poter dire nulla di più di quanto non abbia già detto nella recensione. Semplicemente una perla, imperdibile da chiunque ami l' animazione di ogni continente.

0- REBUILD OF EVANGELION 2.0: YOU CAN (NOT) ADVANCE


Shinji comincia ad accettare il suo ruolo di pilota dell' Eva 01, trovando grande conforto nell' amicizia di Toji e Kensuke, nel graduale scioglimento di Rei, e in un minimo riavvicinamento a suo padre. Contemporaneamente, la battaglia contro gli Angeli va avanti, e in tutto il mondo si procede alla creazione di nuovi modelli, spesso sperimentanti nuove funzioni, e di pari passo vengono selezionati nuovi piloti.
In questo clima viene importato in Giappone l' Eva 02 dall' Europa, col suo pilota, Asuka Shinikami Langley, dal carattere fortemente competitivo e aggressivo.
Per Shinji si aprirà quindi un altro fronte, oltre a quello dei campi di battaglia: ora che ricomincia ad apprezzare la gente che gli sta intorno, vuole riuscire a stringere forti legami personali sia con Rei che con Asuka, che forse non è così forte come appare.
Nel frattempo, sulla Luna, un ragazzo dai capelli bianchi attende impaziente l' incontro con Shinji.


PlanetES è il vincitore di quest' anno, ma questo film è troppo... troppo!
Punto per punto: grafica al top dell' animazione 2D; musiche ispirate e usate come solo la Gainax ha fatto; nuovi risvolti per una delle storie più famose tra gli anime; combattimenti che sono tra i più spettacolari di sempre; tanta introspezione e sentimenti come NGE ci ha abituati. E scusate se è poco. Anzi, scusate se è tanto, troppo!

Delusione dell' anno: SAMURAI CHAMPLOO


Durante il periodo Edo, assistiamo al casuale incontro tra Mugen, un rozzo pirata, Jin, samurai dall' atteggiamento freddo, e Fu, una ragazza alla ricerca di un certo "Samurai che profuma di girasoli". A dispetto dello scarso accordo tra i primi due, questi si vedranno costretti a scortare la ragazzina lungo la sua ricerca, in un lungo viaggio per il Giappone, durante il quale sembra che non ce la facciano a non menare le mani.

Le potenzialità per avere un erede di Cowboy Bebop c' erano tutte, sia a livello narrativo, che di personaggi, che per coraggio stilistico. Ma purtroppo, molte delle puntate erano decisamente poco ispirate nello svolgimento, seguendo canoni che un appassionato di anime ormai conosce a menadito. E anche l' influenza hip hop non è stata sfruttata a dovere, visto che sono pochi i personaggi nella serie che si amalgamano perfettamente a questa componente. Ma perché allora è presente in classifica? Perché a dispetto di questi difetti Samurai Champloo è comunque una serie piacevole da guardare, e che in certi episodi, soprattutto quelli finali, raggiunge livelli che, se fossero stati mantenuti per tutto l' arco della serie, avrebbero potuto anche farla arrivare ai primi posti. Peccato.

Premio "Poteva farcela"- BOKURANOO

Quindici ragazzi vengono scelti per pilotare un gigantesco robot, che in battaglie uno contro uno contro altri robot si giocherà il destino della Terra, distrutta in caso di sconfitta. Di contro, anche in caso di vittoria, il pilota di turno morirà, poiché il robot, soprannominato Zearth, si nutre della sua energia vitale.
Messi di fronte all' inevitabile morte, i ragazzi dovranno tirare le somme anzitempo sulla loro vita.


Dio, se solo tutti i protagonisti avessero avuto uno sviluppo decente saremmo davanti ad un capolavoro coi cazzi!

Premio alla merdosità: TOKIO MAGNITUDE 8.0


Mirai è una ragazzina frequentante le medie. Non riesce particolarmente bene a scuola, ed è spesso insofferente dei genitori e del fratello Yuuki, annoiata dal tran tran quotidiano. Ma, all' inizio delle vacanze estive, si recherà col fratello ad una fiera robotica ad Odaiba, quartiere di Tokyo lontano da casa loro. Il caso vuole che proprio quel giorno un terremoto dell' ottavo grado della scala Richter si abbatta sulla città, devastandola. Con l' unico desiderio di tornare a casa, essi si metteranno in viaggio per Tokyo accompagnati da Mari, giovane ragazza madre preoccupata di sapere se sua madre e sua figlia siano ancora vive.

Cercare alla voce "Prendere un' ide geniale e cagarle sopra". Lo odio, lo odio, dio, quanto lo odio! E a leggere in giro si direbbe un capolavoro. Ma da dove si guarda per vederlo così? Una merdaccia che sfida in noia perfino Monster (che spero di trovare la calma zen per finire, prima o poi, e che al momento vincerebbe il premio Fautore di noia del 2009).

sabato 9 gennaio 2010

Dico la mia: Best of 2009

Il meglio del mio 2009.

Miglior film: Qualcuno volò sul nido del cuculo

Mi sono venuti diversi nomi pensando a quale film mi abbia colpito maggiormente quest' anno. Ho voluto quindi puntare sul mio lato più checca e scegliere quello che mi ha colpito maggiormente emotivamente, e quindi commosso. La scelta è ricaduta obbligatoriamente su Qualcuno volò sul nido del cuculo. È sorprendente come mi sia ritrovato a ridere con gli internati del manicomio per i loro scherzi, e come abbia sofferto nel vedere quali metodi repressivi fossero attuati su di loro. E rimanere impassibili davanti al finale ritengo sia difficile, a meno di essere dei mostri. Ennesima dimostrazione che una cosa consigliata dalla Vasile come minimo è eccezionale.

Runner up: Gran Torino; I Love Radio Rock; Watchmen.


Miglior libro: Il giuoco dell' epidemia - Il rinoceronte - La cantatrice calva (E. Ionesco)

Qui la cosa è messa anche peggio che per i film. Troppi libri, troppi capolavori. Anche qui sarebbero tutti considerabili dei primatisti, e pur con presenze del calibro di Fight Club, ho deciso di premiare quello che è considerabile la mia personale rivelazione letteraria del 2009, Eugène Ionesco.
Il teatro dell' assurdo spoglia la realtà della sua facciata di logica e ne rivela quanto essa, per gli uomini, sia alla fine dei conti insensata e incomprensibile. Da non prendere troppo sul serio, come tutte le cose maledettamente serie. E io ci sguazzo.

Runner up: Fight Club (C. Palanyuk); 1984 (G. Orwell); Io sono leggenda (R. Matheson); I Malavoglia (G. Verga).

Miglior fumetto occidentale: Watchmen (A. Moore, D. Gibson)

Tutte le posizioni potrebbero essere occupate tranquillamente dalle opere di Moore, ma ho deciso di sacrificarne qualcuna (quale La Lega degli Straordinari Gentlemen) per dare spazio ad altro. E sono stato perfino tentato di premiare l' opera di Bilal (Nikopol), sorprendente esempio di narrativa illustrata europea, che trovo spartire molto con lo stile assurdo di Ionesco. Ma era inutile ingannarmi, il primo posto non poteva che essere conteso tra due dei più grandi rappresentanti del fumetto mondiale di sempre, opere pregne di significati, tanto che ad ogni lettura si scoprono nuovi messaggi: V per Vendetta e Watchmen. Alla fine, tra i due, ha prevalso quest' ultimo, particolarmente significativo per questo 2009, visto che gli ho dedicato il percorso d' esami di maturità.

Runner Up: V per Vendetta (A. Moore, D. Lloyd); La trilogia di Nikopol [La fiera degli immortali - La donna-trappola - Freddo equatore] (E. Bilal); Batman- Il ritorno del cavaliere oscuro (F. Miller); Ultimate Spider-man (B. M. Bendis, M. Bagley).

Miglior manga: Devilman (G. Nagai)
Qui, a dispetto di tanti ottimi manga, la vittoria è scontata. Perché mai (quasi) nessuna storia che abbia letto, visto e ascoltato, ha avuto lo stesso impatto di Devilman, un vero e proprio incubo primordiale: la lotta per la sopravvivenza, in un delirio di sangue e dilemmi etici. Solo leggendolo si può capire la portata di questa storia...

Runner up: Hellsing (K. Hirano); 20th Century Boys (N. Urasawa); Death Note (T. Ohba, T. Obata); Afro Samurai (T. Okazaki).






Migliore autore/gruppo: Philip Glass

Indescrivibile. Qualsiasi commento sarebbe un inutile esercizio retorico. Ascoltate e godete.



Runner up: System of a Down; Massive Attack; Them Crooked Vultures; Portishead.





Miglior videogioco: Il Professor Layton e il paese dei misteri - Il Professor Layton e lo scrigno di Pandora.

L' anno del DS questo! A dispetto di Batman Arkham Asylum, Bad Company e Dead Space, su 360, è stato il mio fido DS e tenermi compagnia per più tempo. E ciò che mi ha preso maggiormente sono state le due avventure del Professor Layton, che ho premiato con un parimerito al primo posto. Semplicemente fantastici!

Runner up: Castlevania- Dawn of Sorrow; Tetris DS; Wario Ware Touched!!.



Coming up: Top Ten Anime 2009!

giovedì 7 gennaio 2010

"Il vecchio e il mare", di Ernest Hemingway

Era da tanto che volevo leggere questo libro, e ho dovuto attendere molto, pur dopo averlo comprato, causa università. Inutile dire che appena mi sono liberato dei miei maledetti doveri l' ho divorato in due giorni.
bello, bello, davvero bello. Oddio, forse non mi sono strappato i capelli come pensavo che avrei fatto, ma Hemingway coinvolge, c' è poco da dire.
Il duello tra il vecchio Santiago e il poderoso marlyn, la cui pesca dura più giorni, ha un che di epico e fantastico. I toni assunti dal libro, pur nella sua asciuttezza, lo pongono a mio modesto parere su un piano quasi "superiore", con la rispettosa faida tra il vecchio e il pesce/mare. Mare che si dimostrerà anche spietato nella sua legge, come dimostrerà la seconda metà del libro, ma pur sempre tuto il mondo del pescatore.
Consigliato a tutti, potrebbe sorprendervi.

mercoledì 6 gennaio 2010

Transformers - La Vendetta del Caduto

Che dire, a dispetto di quanto temessi, sono piacevolmente sorpreso. Si, insomma, per quanto si possa essere sorpresi da un un film di Bay, e a patto di essere ben consci di cosa ci si accinga a vedere. Che poi, a dispetto di una sceneggiatura cretina che più cretina non si può, avrei anche potuto dire che i passi avanti rispetto al predecessore sono notevoli, salvo poi beccarsi nuovamente mezzora di esercito americano= coolestarmyintheworld. Credo sia un difetto connaturato di Bay, sputtanare definitivamente i Transformers mettendo al centro dell' attenzione l' esercito, tanto per mostrare qualche inquadratura figa di caccia da guerra, carri armati, e farlo venire duro a qualche texano.
Ma, al di là di ciò, che non è nulla di nuovo rispetto al predecessore, non capisco tutte le critiche che lo vedono molto peggiore rispetto al predecessore. Mi domando perché. Transformers 2 è ancora Transformers, con i Decepticon che non riescono proprio a fare centro su un ragazzino e friggerlo, i siparietti comici (anche piuttosto divertenti), quel pò di topa così chi vuole ha di che frullarsi il barbagallo, ma soprattutto molti più robot, che in fin dei conti è quello che mi aspettavo dal seguito. Pazienza per la caratterizzazione di certuni, un pò ridicola (molto è dovuto al doppiaggio, e metterei la mano sul fuoco che la mano italiana ha colpito), quando ci si ritrova con così tanti bestioni corazzati e dalle forme (e dimensioni!) più varie (e in tal senso mi sa che i Decepticon rubano decisamente la scena). Con i robot è aumentato anche il numero di combattimenti tra di loro, e così la loro spettacolarità (e boccio ancora gli scontri che coinvolgono l' esercito americano. Ma cazzo, sto vedendo Transformers o Gears of War? Sarebbe come vedere una puntata di Evangelion con gli angeli che si riparano e sparano da dietro le coperture).
Quindi, chi dovrebbe vederlo? A parte i bimbiminkia, ovvio, che probabilmente lo eleggerebbero film del secolo, magari dopo Spiderman 3. Personalmente mi sento di consigliarlo a chiunque è o sia stato appassionato di robot che se le danno, a patto di essere preparato a vedere una delle più massicce promozioni dell' esercito americano (arruolatevi, mi raccomando. Se non lo fate non avete capito un cazzo del film!), e quindi di spegnere, per quanto possibile, il senso critico durante la produzione, e imbambolarsi a fissare gli effetti speciali degli Autobots.

lunedì 4 gennaio 2010

"Il giuoco dell' epidemia", di Eugène Ionesco

(Copertina assente perché non riesco a trovare una benedetta immagine!)

Tra le opere che ho letto del Maestro questa è forse quella che preferisco, si, un pelino più anche de Il Rinoceronte. Sullo sfondo di una epidemia tanto misteriosa quanto letale, Ionesco mette ancora alla berlina quella che è l' assurdità della vita, stavolta con una forte venatura di crudeltà, ravvisabile nelle azioni degli abitanti della città, via via più spietati e selvaggi man mano che la malattia non accenna a sparire.
Un grande libro, che nel pieno stile ioneschiano stupisce e stranisce (e in questo caso raccapriccia), da leggere tutto d' un fiato.

domenica 3 gennaio 2010

Dead Space [360] - Recensione



Si, insomma, ammetto che non sono un patito dell' horror, e che quindi non è che ci voglia chissà cosa a spaventarmi, ma si, secondo me anche i più smaliziati, minimo in un paio di occasioni, avranno il loro bel cagarsi sotto in certi momenti. E ora che l' ho ricominciato, ritengo che i programmatori abbiano dato il loro meglio nei primi capitoli dell' avventura, dove le sorprese e i "petardi sotto la sedia" non sono pochi. Magari non originalissimi, ma di sicuro meno telefonati di quanto non siano nella seconda metà dell' avventura, dove un pò l' effetto spavento scema, un pò per la capacità di predire più o meno quando appariranno i nemici (più una sensazione che una vera coscienza).
Se vogliamo parlare ancora di difetti (così mi tolgo subito il rospo), la struttura di gioco soffre di una certa ripetitività, perché, nonostante poteri telecinetici, camere senza ossigeno, antigravità e via discorrendo, sostanzialmente si tratterà sempre di andare da un punto A ad un punto B, attivare un interruttore o prendere un oggetto, e tornare, con conseguente eccidio di schifezze aliene all' andata e al ritorno. A qualcuno tutto ciò potrebbe venire a noia, ma fortunatamente a limitarla ci sta la non estesa lunghezza dell' avventura (completabile la prima volta in una decina di ore) e la costante minaccia degli alieni (Necromorfi).

Visto che siamo qui vorrei spendere due parole sull' atmosfera. Dead Space sembra un horror alla Alien per l' ambientazione (vedi astronave in avaria), con però un design dei mostri che mi ricorda fortemente la Cosa di Carpenter: somiglianza questa che si nota anche in un interessante parallelismo: come nel suddetto film l' unico modo per uccidere l' alieno era dargli fuoco, qui gli si devono amputare gli arti (ma quanto è bello, alla luce di tutto ciò, usare il lanciafiamme?!). I Necromorfi, quindi, in un certo senso, sono i protagonisti del gioco (non certo il muto protagonista, per quanto bella possa essere la tuta/armatura), dalle mille forme e mille insidie. La loro forza non sta tanto nell' intelligenza, perché a compensarla ci pensa una ferocia con pochi eguali: vi ritroverete ad affrontare abomini che vi si scaglieranno addosso come treni, e i problemi nasceranno negli attacchi di gruppo, perché più tipologie di Necromorfi assieme possono mettervi in crisi, con attacchi provenienti da avanti, dietro, di fianco, sopra e sotto (!). Non da meno sono i boss del gioco. Pochissimi (tre), ma davvero divertenti da affrontare (specie l' ultimo, il più spettacolare che abbia visto in questa generazione).

Comunque, a dispetto di tante insidie, sarete equipaggiati più che degnamente per affrontare ogni situazione. Oltre ad un vasto arsenale (che va da armi più tradizionali ad altre pensate specificatamente per tagliare), ampiamente potenziabile, avrete dalla vostra la Stasi, che permette di rallentare il soggetto colpito (utile in certe fasi esplorative e miracolosa nei combattimenti), il modulo telecinetico (vera e propria telecinesi, utile soprattutto in fase esplorativa), vari modelli di tuta, con inventario ampliabile, e una discreta facilità di rinvenimento di proiettili e medipack (nonché di ricariche per la stasi e di bombole d' aria per le fasi nel vuoto spaziale), tutti comunque acquistabili a suon di crediti nei negozi sparsi per la nave (il capitalismo sopravvive alle tragedie più assurde). Notare che, nonostante a difficoltà normale i soldi raramente mancheranno, le cose da comprare, tra medipack, munizioni, tute, nodi energetici (necessari al potenziamento di tutto), e via discorrendo, saranno tantissime, tanto che comprare tutto il comprabile in una partita sola, a meno di rivendere molte cose, è impossibile (god bless the new game +).

I controlli sfruttano quasi ogni tasto presente sul pad, e se magari richiederanno un pò per essere completamente appresi (la mappatura cambia tra se si punta l' arma e se no), alla fine il controllo del personaggio risulta ottimo e totale,

La grafica è forse la cosa più soddisfacente della produzione, a partire dalla mera realizzazione, a dir poco eccelsa (pur presentando qualcosa di grossolano, come la realizzazione dei capelli, o la fisica dei cadaveri, che diventano miracolosamente leggeri come cartone [difetto però che sto riscontrando in molti giochi di questa generazione]), per arrivare al design, che deve molto, come ho già detto, all' horror fantascientifico, con una buona strizzata ad un gusto retrò. E ad arricchire il tutto ci pensano tante piccole chicche visive e sonore (che cominciano con l' interfaccia di gioco, completamente assente: tutte le informazioni sono affidati a menù olografici richiamati dal personaggio, mentre la vita è data dalla spina dorsale luminosa), quali i pochi superstiti della Ishimura, che agonizzano follemente prima di morire, i cadaveri galleggianti nelle stanze a gravità zero, oppure i mille suoni che vi accompagneranno lungo l vostro viaggio altrimenti silenzioso: un tubo che cade, urtato da chissà cosa, il canto di un folle superstite, nascosto in qualche anfratto della nave... Il sonoro, oltre ad un ottimo campionario di effetti, presenta poche traccie musicate, che per lo più accompagnano gli scontri con le creature, con brani tesi che fanno un grande uso di archi striduli. A rovinare questo aspetto, ci pensa il doppiaggio. Anche se in generale, alcune voci, su tutte quella di Dario Argento, sono scandalose a dir poco.

Al prezzo di una certa ripetitività nel gameplay e nell' incapacità degli sviluppatori nel mantenere costante i livelli di tensione percepiti nelle fasi iniziali di gioco, avrete tra le mani un' avventura horror che saprà soddisfare gli amanti dello splatter e chiunque cerchi un gioco con un pò di personalità (per quanto mutuata).

Grafica: 9
Sonoro:8,5
Giocabilità:8
Longevità:8

Voto: 8

mercoledì 30 dicembre 2009

Sherlock Holmes

Recatomi ieri apposta fino all' Etnapolis per vederlo, forte dei pareri positivi che sta raccogliendo, mi sono avvicinato a questo film che, se avessi dovuto giudicarlo dai trailer, l' avrei bollato come una vaccata moderna. Il che non è troppo lontano dalla realtà, nel senso che questo non è quello di Conan Doyle (che pur non avendone letto nessun libro conosco in una certa misura), ma una sua evidente rivisitazione secondo i gusti moderni. E quindi il personaggio appare estremizzato in ogni suo aspetto, un antieroe tanto misantropo quanto geniale, "bello" e dannato (dopo aver visto Iron Man, non avevo dubbi sul fatto che Downey Jr. sarebbe stato ideale per il ruolo); non da meno Watson, nei panni del magro e irruente Jude Law. Due brevi parole su Rachel Mc.Adams: ma quant' è bella? E non se la tira neanche tanto.
Il cattivo non mi ha fatto impazzire. Forse il doppiaggio italiano non rende l' interpretazione originale, forse il look non era poi così minaccioso, ma fatto sta che il Lord Blackwood di Mark Strong non l' ho trovato molto incisivo. Interessante però la presenza parallela di un nemico storico del personaggio che già conoscevo e che trovo molto più interessante, [spoiler]James Moriarty[/spoiler], che tra l' altro, nel finale, lascia intendere un parallelismo con Batman Begins, dove alla fine si lasciava intuire che il prossimo villain sarebbe stato il Joker, e che qui rende chiaro con chi se la vedrà l' investigatore.
Che dire del film, a costo di non essere dei puristi del personaggio ed essere aperti a questo tipo di operazioni, ci si ritrova con un film più che godibile, con uno Sherlock Holmes che è uno dei personaggi più interessanti che abbia trovato al cinema da tempo, che offre tante deduzioni, dosi gargantuesche d' ironia, e quindi, in una parola, intrattenimento, visto che il film, tra investigazioni, risse, assassini e via discorrendo, non soffre mai di cali di ritmo, e le due ore volano via che è un piacere.

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