domenica 11 ottobre 2009

Planetes - Recensione


(prima pubblicazione: Agosto 2009)

"Nello spazio, nessuno può sentirti urlare." Ma riusciresti tu a sentire te stesso? Quando guardi nell' abisso, cosa vedi? Nel nero del cosmo, cosa si rispecchia? La tua vita, l' umanità, il passato, il futuro, il mondo, l' universo, cosa?... e tu dove sei in questa immensità?

Sono piacevolmente turbato. Era da tempo che non vedevo un anime di questo calibro. Planetes parte come un cartone a episodi autoconclusivi, con forti componenti comiche, ma progredendo nella storia tutto confluisce in una storia che sviscera i personaggi nella loro interiorità, l' umanità, che per prendere le stelle si lascia sfuggire la sua Terra natia.
Seguiremo le vicende della Seconda Sezione, addetta al raccoglimento dei detriti spaziali, quasi netturbini cosmici. Tra i membri del carismatico gruppo saranno più centrali
Hachirota "Hachimaki" Hoshino, raccogli-detriti professionista che segue il sogno di comprare un' astronave, e Ai Tanabe, sua allieva, abbastanza sognatrice da vedere il lato poetico del suo mestiere.
Le loro giornate, lavorative e non, s' intrecceranno con gli altri abitanti della stazione spaziale e delle colonie lunari, ognuno che vive, chi con i propri scheletri nell' armadio, chi semplicemente tirando avanti, mostrando come, pur avendo raggiunto le stelle, il paradiso per l' uomo sia ancora un miraggio ben sfocato. Al punto che galleggiare nello spazio sembra quasi un' allegoria della condizione dell' uomo, gettato nella vita privo di riferimenti solidi, se non quelli che si crea.

Tecnicamente è commovente. Si, commovente. Perché non mi riferisco solo all' eccelso dettaglio, le ottime animazioni e via discorrendo, ma mi riferisco alla natura che viene offerta ai nostri occhi, se di natura si può parlare. Scorci spaziali di una bellezza struggente, la sfera di un pianeta che galleggia in un mare nero puntellato di bianco, fredda e perfetta, e lì, sospeso in quell' immensità, un puntino, l' uomo.
Scorci così belli da poter competere con quelli di 2001: Odissea nello spazio.

Poco da dire sulla colonna sonora; brani sobri e ben suonati, che spesso creano un atmosfera straniante (ampio uso del theremin).
Ce ne sarebbero di cose da dire su Planetes, ma il rischio di spoiler è pesante, ma forse ancor di più non credo che riuscirei a metterle per iscritto, perché l' anime ha toccato corde del mio cuore che non si muovevano da tempo, e non credo riuscirei a verbalizzare certe sensazioni. Semplicemente vedetelo, potrebbe sorprendervi. Personalmente mi sono sentito fluttuare leggero tra la Luna e la Terra.

Voto: 9.5/10

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