Cerca nel blog

domenica 11 novembre 2012

Braveheart

Ci credete? A 22 anni non avevo mai visto Braveheart! Non che l' avessi evitato, ma non era mai capitata l' occasione, lo giuro!
Pazienza, comunque, sono un assertore del "Meglio tardi che mai", e... che dire? Sinceramente non so cosa dire che non sia già stato detto da tutti su uno dei film più famosi (e meritatamente) degli ultimi decenni. L' unica cosa che mi sento di dirvi è: non fate come me, non aspettate altri 22 anni per recuperarlo.

sabato 3 novembre 2012

Io e Te

Avanzo una teoria, dall' alto della mia risibile conoscenza della filmografia e biografia di Bertolucci: secondo me c' ha qualche problema con l' incesto. The Dreamers sappiamo tutti di cosa tratta, poi ho scoperto un suo vecchio film (La Luna) in cui la madre si fa il figlio. Poi qui abbiamo il figlio che, senza alcun motivo e senza nessuna ripercussione all' infuori di quella scena, chiede alla madre come si comporterebbe se sulla Terra rimanessero solo lei e lui.
Ognuno tragga le proprie conclusioni. In una recensione in rete ho letto che questo rappresenterebbe un nuovo capitolo del suo cinema (a 70 anni quanti altri potrà averne?). Io, da povero ignorante che sono, sospetto che qualche vecchio chiodo continuerà a portarselo ancora per molto.

Comunque, se togliamo una fotografia effettivamente bella, Io e Te non credo si distingua assolutamente dal film adolescenziale medio. C' è il ragazzo disagiato, la ragazza drogata, niente di nuovo. Oltretutto il casting lascia perplessi. Lui è proprio uno sbarbatello, anche come attore, ma alla fine è giustificato dall' età (15 anni), fedele a quella del libro. Lei invece sembra uno strano caso di distanza zero tra il personaggio e l' attrice: il personaggio del film è una fotografa catanese, l' attrice è una fotografa catanese!
Io spero sinceramente che quella non sia la sua parlata naturale, perché un accento così incraccato e strascicato non l' ho sentito manco alla fiera di Catania. E se quindi era una scelta di regia farla parlare così, beh, epic fail. Totalmente innaturale. I siciliani rideranno per la caricatura di sé stessi (lo hanno fatto alla proiezione a cui ho assistito), gli altri rideranno di noi.

A dirla tutta, comunque, non mi ha repulso come The Dreamers (che di scandaloso aveva la sua demenzialità), anzi, uscito dalla sala ero... soddisfatto? Non proprio. Ma manco schifato. Lo definirei un film "ok", anche se ho sentito pareri dal vivo molto più negativi, e capisco i motivi. Su tutti, per dare al film un' aria più compiuta, sarebbe stato mettere la conclusione presente nel libro di Ammaniti (che ho cercato, senza vergogna, su Wikipedia), e qui totalmente tagliata. Perché quel close up su Lorenzo alla fine lascia veramente l' amaro in bocca.

PS: lo dico anche io? Ma si che lo dico. La versione italian di Space Oddity di Mogol fa pena. Specie quando dieci minuti dopo senti quella originale. Ma che senso ha avuto metterle entrambe?

Dieci ragioni per giocare Pokémon Nero/Bianco 2 anche se hai giocato il primo





1. NON è COSì UGUALE ALL' ORIGINALE COME SI DICE

Premettendo che lamentarsi che un gioco dei Pokémon sia simile al predecessore è come lamentarsi che l' acqua sia umida, la tanto millantata somiglianza con il predecessore mi è sembrata molto inferiore a quanto si dica in giro. E comunque che senso ha lamentarsi di questa più o meno celata somiglianza. O ti piace o non ti piace.

2. MAPPA ESPANSA E AGGIORNATA




Al di là delle molte aree aggiunte, diverse di quelle riportate presentano dei cambiamenti estetici più o meno radicali. Certo mentirei se non dicessi che la sua dose di riciclo non ce l' abbia, ma è equilibrata dalle novità aggiunte.

3. NUOVE SFIDE SECONDARIE



Una cosa in cui secondo me alla lunga difettava molto il single player del primo era una certa carenza di sfide secondarie alla storia. C' era la Metro Lotta, si, ma poi?
I programmatori sembrano avermi origliato nel sonno, perché qui di varietà in tal senso ce n' è molta. Alla Metro si sono aggiunti il Pokémon World Tournament (che oltre che essere una sfida niente male rappresenta anche la gioia del fanservice di lunga data), con tornei di ogni genere e gusto, e la Torre Nera (o l' Albero Bianco, a seconda della versione), in cui bisogna farsi strada nei labirintici piani della struttura per scovarne il boss e sconfiggerlo. Per quanto quest' ultima non mi abbia fatto impazzire, rappresenta comunque una novità graditissima.

4. NON PIù SOLO IL POKéMUSICAL



Insomma, dai, esaurito l' effetto risata del mettere il gonnellino al Pokémon più tamarro a vostra disposizione, il Musical mi era venuto a noi abbastanza presto. Qui, parallelamente a quello, abbiamo anche la possibilità di partecipare ai film del Pokéwood, consistente in battaglie pilotate dal copione messoci in mano di volta in volta, e spesso il piacere nel girare le nostre pellicole stà nel capire che meccanismo seguire perché risultino decenti.
Unica nota dolente è il fatto di dover interpretare certe volte le criptiche indicazioni del regista, e se falliremo e ricominceremo daccapo, allora dovremo ripetere di nuovo tutte le scene fino al punto in cui ci siamo fermati.

5. MOLTI PIù POKèMON DALLE VECCHIE GENERAZIONI






Il Pokédex nazionale prevede ben 300 mostri da catturare, facendo di Nero e Bianco 2, in tal senso, i giochi della serie più espansi in assoluto. Questo, unito al Dream World (più in casi estremi tutti i trucchetti che qualsiasi appassionato conosce bene) gli permettono di farsi uno dei migliori "drim tim" possibili da sempre già con quelli disponibili da subito.

6. TANTE PICCOLE RICOMPENSE GRADUALI



Oh, ci voleva più di un ventennio perché Gamefreak capisse che un attestato di merda è semplicemente deprimente dopo che hai passato 300 ore a catturare tutti quei fottuti Pokémon, specie adesso che sfiorano i 650. Finalmente ci sono delle ricompense per il progressivo completamento del Pokédex, e l' ultima farà molto piacere ai suddetti appassionati hardcore. Più tante altre sorprese (qualcuno ha detto shiny?).

7. IL SOGNO DEI GIOCATORI A LIVELLO COMPETITIVO




E qui mi riferisco ai metodi di allenamento, in quanto qualsiasi giocatore sa dell' importanza, se si ha anche la minima intenzione di giocare a livello competitivo, delle statistiche del proprio Pokémon, e di quanto sia lungo e impegnativo raggiungerne il risultato prefisso. Adesso, grazie alla combinazione del buon "vecchio" Dream World e della Galleria Solidarietà (di cui parlerò dopo), ottenere il Pokémon che si desidera è considerevolmente più facile, e soprattutto rapido, senza contare anche l' introduzione di diversi "move tutors" che insegnano delle mosse mica da ridere.

8. LA GALLERIA SOLIDARIETà



Forse l' innovazione più interessante in fatto di multiplayer, e che spinge a sfruttare appieno il succitato Dream World. Sostanzialmente vi verrà affidato un centro commerciale, in cui dovrete invitare la gente di passaggio ad aprire i propri negozi, e poi a visitarli. La cosa interessante è che i visitatori che daranno maggior punteggio saranno gli avatar dei giocatori con cui interagirete (via scambio, via lotta, via visita alla propria casa online). Il perché sia cosa buona e giusta lo spiego già nel punto 7, ma aggiungeteci che potrete scegliere il nome e gli slogan del centro LIBERAMENTE. La mia scelta è scontata: Galleria Fottesega; gli slogan sono "Minchia!" e "Morite!"

9. E LA TRAMA DOVE LA METTIAMO?



Per quanto rappresenti ancora un aspetto secondario rispetto a quello che è il vero gioco, ancora oggi è da applaudire il fatto che finalmente i programmatori si siano sforzati di più nel tessere l' intreccio dell' avventura.
Se volete vedere i nuovi sviluppi di questa dovrete obbligatoriamente giocare l' episodio 2.
Ammetto che l' intreccio non mi sia garbato quanto il primo (troppo lento fino a tre quarti dell' avventura), ma è comunque piacevole vedere i luoghi e le persone di Unima due anni dopo.

10. KYUREM è FINALMENTE UTILE!




Nel gioco competitivo Kyurem è sempre stato bistrattato come un pessimo leggendario; vuoi per la cattiva distribuzione delle statistiche, vuoi per il suo pessimo tipo (Drago / Ghiaccio) le prendeva sui denti troppo facilmente. Le nuove fusioni con Zekrom e Reshiram finalmente gli fanno recuperare terreno. Se il problema del tipo rimane, il quadro generale è riequilibrato dal fatto che le forme Nera e Bianca possiedono, rispettivamente, l' attacco e l' attacco speciale più alto DELL' INTERO GIOCO. E scusate se è poco.

Ah, e se vi sbrigate a prenderlo siete ancora in tempo a scaricare Genesect tramite Nintendo Wi Fi Connection.





E giusto per onestà di cronaca, qualche motivo per cui non vorreste comprarlo.


1. POTRESTE ASPETTARE LA SESTA GENERAZIONE

Con il 3DS uscito da anni, ormai la nuova generazione dev' essere alle porte. Contiamo che magari l' anno prossimo l' annunciano e nel 2014 esce (sempre che non facciano la versione Grigia); non è poi una grande attesa.

2. NON VI SEMBRA CHE CI SIANO CAMBIAMENTI TALI DA GIOCARCI DOPO AVER COMPLETATO IL PRIMO

Cosa che ho smentito, ma alla fine è pur vero che si tratta della versione espansa del gioco di un anno fa.

3. NON VI PIACCIONO I POKéMON

E che ci state a fare qua? Pussa via.

domenica 28 ottobre 2012

L' ultimo capodanno

Una delle prime cose che questo film ci dice è l' essere ritenuto patrimonio culturale da non ricordo quale organismo internazionale.
Beh, questa è la riprova che il mondo abbonda di senso dell' umorismo!
Difficile immaginare qualcuno che dopo aver visto questo film abbia detto "Va preservato come un tesoro". Non tanto perché sia brutto, anzi, ma perché è una delle cose più deliranti che abbia visto da almeno quando ho visto Cry Baby, e questo è tutto dire.
Il film è tratto da un racconto di Ammaniti, e c' è da chiedersi se se ne fumasse di buona mentre lo scriveva.
Se siete di quelli che prendono sul serio qualsiasi cosa vedano, evitatelo come la peste, perché i momenti in cui voi (ma chiunque, anche io) direte "Ma che cazz..." abbondano, ma la visione è decisamente meritevole, visto che questo matto delirio è anche esilarante.

L' era glaciale 4 - Continenti alla deriva

Superato l' imbarazzo di essere tra le poche persone in sala ad avere più di 12 anni, e acclimatatomi con gli schiamazzi e i commenti dei "pueri" presenti, la visione de L' era glaciale 4 è stata decisamente piacevole.
Non mi ritengo un fan sfegatato della serie, ma in un modo o nell' altro li ho visti tutti, e il 4 riconferma le mie impressioni di sempre: una serie piuttosto divertente, con delle trame "meh", ma dei risvolti comici che da soli valgono il biglietto.
Come sempre i personaggi secondari rubano la scena alla maggior parte di quelli principali, quali il sempiterno Scrat, o la nuova Nonnina. Noto invece che il declino di Diego e Manfred procede inesorabilmente: il primo sempre più scialbo, e il secondo sempre più noioso, cosa peggiorata da un cambio nel doppiaggio, che vede Filippo Timi sostituire Leo Gulotta, e il risultato è decisamente demoralizzante.

Una riflessione finale: penso che si siano esplorati più o meno tutte le variazioni sul tema possibili, tra era glaciale, disgelo, immancabili dinosauri, la deriva dei continenti... cosa verrà dopo? Non vorrei che arrivassimo a vedere L' era glaciale 10 - La rivoluzione industriale.

sabato 27 ottobre 2012

Ted

I salti mortali che faccio per trovare streaming delle sue serie animate dimostra meglio di qualsiasi frase quanto mi piacciano i lavori di MacFarlane. Il suo umorismo irriverente e senza limiti (superato solo da South Park sotto questo punto di vista) hanno reso i suoi cartoni tra le cose più controverse e di successo che l' etere abbia trasmesso da molti anni a questa parte.

Purtroppo, però, sono un convinto fautore di quella filosofia secondo cui "se uno è bravo a fare qualcosa non significa che lo sia a fare qualcos' altro". Ecco, Ted è l' esempio lampante, applicato al suddetto sceneggiatore: Seth non è (ancora?) in grado di scrivere per il cinema.
Il film è sostanzialmente una maxi puntata dei Griffin, al punto che sembra ricalcarne (fosse fatto da altri potrei persino parlare di plagio  artistico) alcuni dei canoni: se i Griffin hanno Brian e American Dad ha Roger, Ted ha... Ted. Ed eccezion fatta per alcune battute, il fatto di avere un pupazzo indemoniato che gira per la città non sembra produrre nessun effetto particolare (a livello di trama con poche modifiche si sarebbe potuto sostituire benissimo con un umano. La metafora dell' orso come infanzia invasiva lascia il tempo che trova).

E le battute? Questo è il lato peggiore. Non vedevo l' ora che il film finisse. I momenti da tenersi la pancia ci sono stati, ma saranno stati 3 o 4 in tutto il film, che ricordo durare ben 2 ore, un tempo ridicolmente lungo per una commedia, visto che ci vuole una verve fantascientifica per mantenere l' interesse acceso fino alla fine, cosa che qui non avviene. E l' ultima mezzora è da tagliamento di polsi. Complice l' ora tarda ho dovuto lottare con me stesso per non addormentarmi.

domenica 14 ottobre 2012

Dark Shadows

Se Dark Shadows non fosse di Tim Burton, ma di un regista esordiente, penso che se ne potrebbe parlare in termini di "promessa futura". Ma, visto che Burton tutto è tranne che esordiente, i toni devono essere ben più pacati, per quanto comunque mi sento di dire che questo sia un film che uno possa anche aver voglia di rivedere senza doversene vergognare, a differenza di Alice in Wonderland.

A dirla tutta avrebbe anche potuto ambire all' essere un buon film, se non fosse per certi difetti, su tutti una sceneggiatura scritta coi piedi, che nel finale dimostra tutta la sua ridicolaggine in quanto a costruzione e buchi narrativi.
Non mi sento di giudicare tanto il plot in sé, carino e funzionale, e che permette di creare un interessante mix tra il gotico e il "trip" anni '70; e in tal senso il risultato è encomiabile, anche se trovo fastidioso l' insistere ossessivo su particolari del periodo storico, come a volerci sbattere in faccia ripetutamente il decennio in cui ci troviamo. Se in parte è funzionale allo spaesamento di Barnabas - e alcune delle migliori gag nascono da questo contrasto - alla lunga mi è sembrato solo un mezzuccio per allungare il brodo.

Insomma, il comparto narrativo, per quanto esile, regge, nonostante alcuni suddetti buchi narrativi, più o meno grossi (e uno mastodontico dettato secondo me unicamente dal desiderio di voler cavalcare la moda; sia sempre maledetto Twilight). E per questo deve dire grazie alla caratterizzazione dei personaggi, che per quanto anche questa si altalenante (i piccoli Collins non mi piacciono per niente), trova in alcuni, specie Barnabas e Angelique/Angeline (non ricordo precisamente), i suoi personali pilastri.

Una produzione che, nella scala burtoniana, si colloca sul discreto, e dopo i recenti scivoloni lascia ben sperare per quello che avrà a venire, come per esempio Frankenweenie.

PS: Ma come può Barnabas respingere Angelique/Angeline per quell' altra sciacquetta insipida?! Che cazzo si fumava?

 Seriamente!

Ti potrebbe interessare:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...