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venerdì 7 dicembre 2012

Lanterna Verde

Ne avevo sentite di cotte e di crude su Lanterna Verde. Per la precisione più di crude che di cotte. Ma, sarà anche perché sono reduce da poco dalla visione di uno dei peggiori film supereroistici mai creati, l' ho trovato ben lontano dalla schifezza che tutti dicevano.

Ma con questo non mi si fraintenda, siamo lontani dalle vette del genere, quali Batman (di Nolan o Burton, decidete voi), o anche lo Spider-Man di Raimi. Non tanto per mancanza di brio nel ritmo (anzi, la mano del regista sa rendere il racconto decisamente saporito, salvo qualche momento un pò lento), ma a frenarlo dall' ambire a vette superiori ci stanno una certa semplificazione del concept originale (si vedano le origini di Parallax), chiaramente per motivi di accessibilità al pubblico, e un intreccio decisamente troppo lineare nel suo dipanarsi.

La critica maggiore spesso rivoltagli è quella d' ignorare quelli che sono i passi avanti fatti in sede dell' analisi nel rapporto eroe-antagonista da un decennio a questa parte. Per quanto ci sia comunque una maturazione in Hal Jordan, questa è comunque poco chiara e criptica su quali siano i risultati raggiunti rispetto a prima; mentre per Hector Hammond c' è solo il declino, arrivando a fare più pena che provocare odio.

Comunque sia, la visione del film è tutt' altro che ostica, e contando anche l' ottimo impianto d' effetti speciali presente, non ci sono motivi per non sperare in un sequel, che tra l' altro ha già la storia scritta, grazie al finale bonus presente poco dopo i titoli di coda.

sabato 1 dicembre 2012

"Il Processo", di Franz Kafka

Se c' è una parola che può riassumere bene Il Processo, quella è "angoscia". Un angoscia soffocante, confusa, di quelle che ti mettono nella condizione di sapere di stare per sbattere contro qualcosa, ma quel qualcosa non arriva mai.

K. si ritrova, senza alcun preambolo, coinvolto in un processo che lo vede accusato di una colpa sconosciuta. E tale colpa sembra del tutto secondaria rispetto al processo in sé, al punto che quasi subito non interesserà più nemmeno al protagonista, troppo preso dall' avere la sua rivalsa nei confronti di un meccanismo giudiziario che ha del divino, nella sua imperscrutabilità.

Il Processo è un racconto del rapporto di tutti con il potere e l' autorità, ossia un' entita aliena e alienante che, pur nascendo dagli uomini, ne diventa quasi un padrone esterno, al punto che nessuno ne può comprendere appieno l' estensione e la vera natura.

venerdì 30 novembre 2012

Ghost Rider - Spirito di vendetta

Sinceramente non so manco perché sia qui a parlare di sto film. Non ne ho nessunissima voglia. Un' ora e mezza di vita che avrei potuto impiegare molto più proficuamente, magari radendomi la barba e riattaccarla pelo per pelo.

Non salvo nulla di questo film. Nulla. Riesce a far passare per decente quell' altra cretinata del primo. L' unico aspetto progredito rispetto a prima è una resa molto migliore della CG del Rider (ed era il minimo, visto quant' era posticcio prima). Questo e quando trasforma la macchina scavatrice; quella era veramente figa. Peccato fossero giusto due minuti nel mucchio.
Per il resto, è indifendibile.

Non salvo i dialoghi, che sono terribili, e inutili. Non salvo le scene riempitive, che allungano il brodo senza avere la minima ripercussione sulla trama. Non salvo Il finale becero e buttato lì perché in qualche modo doveva finire. Non salvo il cattivo, osceno e patetico (Ghost Rider, uno dei personaggi Marvel più potenti, fa a cazzotti con quello come un Seagal qualunque?). Non salvo Nicholas Cage, che credo abbiano tenuto sotto anfetamina per tutta la durata delle riprese. Non salvo un cazzo.

domenica 25 novembre 2012

Iron Sky

L' arte di non prendersi sul serio. Se mai dovessi scrivere un libro del genere, come copertina userei di sicuro la locandina di Iron Sky.
Perché per superare indenni la visione di un film che parla di una colonia di nazisti che, nel corso della seconda guerra mondiale, si è insediata sulla Luna, e che nel prossimo futuro muoverà all' invasione della Terra, bisogna essere in una determinata condizione e propensione mentale, che probabilmente non molti hanno.

Ma più che in un futuro distopico alla Orwell, siamo dalle parti di una puntata di South Park, dove situazioni paradossali e surreali vengono sfruttate per prendere in giro la nostra società.
Il risultato, per quanto non hai livelli dello show di Parker e Stone, è un film meritevole quantomeno di una visione. La satira non è graffiante come ci si aspetterebbe in un primo momento, ma i messaggi veicolati sono ben chiari, come il fatto che tra i politici americani (e non) e i nazisti lunari ci siano ben poche differenze. C' è da dire però che il finale è sorprendentemente amaro, mi ha lasciato con una sensazione che non mi sarei aspettato da questo film.

A rovinare un pò la festa ci sta qualche calo di ritmo ogni tanto, rinculo del fatto che il film si prenda il suo tempo per delineare certi personaggi (lavoro forse eccessivo per un' opera del genere). Oltretutto mi sento di evidenziare la parodia della classica scena dell' incazzatura di Hitler da La Caduta. L' idea è simpatica, ma la scena, passato quel secondo di compiacimento per averla riconosciuta, non è per niente divertente; un richiamo alla corrente pop culture evitabile.



Parte del fascino del film viene da un' estetica sorprendentemente ricercata. Anche se certi dettagli sanno proprio di grossolano (come le tute degli astronauti a inizio film), i valori di post produzione sono decisamente soddisfacenti, con degli effetti speciali più che discreti, accompagnati da una fotografia davvero accattivante, nonché un design ispirato (solo l' apparizione degli Zeppelin spaziali vi farà ridere per l' idea in sè).

Dategli una possibilità. Se siete il pubblico adatto, da soli v' intratterrà. Con la compagnia giusta, lo ricorderete per sempre.

PS: speriamo di rivedere quella gran figliola di Julia Dietze più spesso.


sabato 24 novembre 2012

"Allen", di Leo Ortolani

Il miliardario Allen, non avendo di meglio da fare, inscatola in un astronave un manipolo di disperati, alla ricerca dei propri creatori alieni, nello spazio più profondo.

Se non fosse per Rat-Man, il nome di Ortolani di sicuro verrebbe associato come prima cosa al termine "parodia", visto che alcune delle sue opere più memorabili s' inscrivono in questo filone.
D' altronde, l' aver imposto un livello qualitativo così alto rischia di procurare delusione nei confronti di lavori che, presi a sé, non risultano per niente male, ma che, paragonati agli illustri predecessori, deludono le aspettative. Questo è il caso di Allen, parodia combinata di Alien e Prometheus.

Il problema principale del plot è quello di procedere con una lentezza inaspettata per un one shot come questo. Premettendo che non si arriva mai a parlare di noia, la vicenda presenta alcuni momenti eccessivamente lunghi, che fanno aspettare, anche per diverse strisce, l' arrivo della battuta.

Toni così moderati andrebbero più che bene per una storia a puntate della serie principale (come è il caso dell' appena conclusa trilogia dei numeri 91, 92, e 93, non eccezionalmente abbondante di risate, ma intensissima dal punto di vista narrativo), ma nel caso di una parodia del genere si deve puntare su un umorismo serrato e costante.
Non che in tal senso sia tutto da buttare, anzi; Misterius, sfottò a Voyager e Mistero, diverte come la prima volta, per dirne una. Ma diverse occasioni per degli sketch potenzialmente esilaranti non sono state nemmeno colte, con una eccessiva insistenza sulla sacrificabilità dei personaggi che non siano protagonisti.
Graditissimo, comunque, il ritorno del personaggio del Nano.



Stilisticamente parlando, Ortolani ha deciso di ripresentare il tratteggio stilizzato e ruvido già offertoci nei numeri 86 e 87 della testata principale, decisamente affine nello spirito ad Alien, meno a Prometheus. Il risultato è decisamente encomiabile, in quanto alcune vignette presentano un impatto che forse, con il classico stile ben delineato che conosciamo, non avrebbero avuto lo stesso effetto.

Lungi dall' essere un opera scadente, Allen è semplicemente un lavoro più sottotono rispetto ai suoi colleghi. Certo non è da intendere come un segno di stanchezza dell' autore, visto che risale a poco tempo fa la saga del Grande Magazzi, divertentissima parodia a Harry Potter e Twilight.
Forse in questo caso l' autore ha speso più attenzione a disegnare, piuttosto che a scrivere. Forse il periodo è gremito d' impegni.


domenica 18 novembre 2012

300 di queste risate: dieci video che mi hanno fatto scompisciare

Trecentesimo post! Emozionati? Si? No? Idem qui. Ma visto che comunque mi andava di fare qualcosa di diverso per questa sottospecie di occorrenza, ho fatto una classifica di dieci video che mi hanno fatto ridere fino a piangere. Enjoy.

10. ASK RAPTOR JESUS



Un video carino. Niente di speciale a dire il vero. Ma a farlo risaltare, guarda caso, e proprio Raptor Jesus! Innanzitutto ci offre uno dei più interessanti (nonché sinceri, secondo me) discorsi sulla salvezza. E poi, quei 4 secondi, a partire dal minuto 1:21, mi hanno fatto crepare. Oscar per miglior momento inaspettato in un video!

9. CHARLIE THE UNICORN



Odissea tragicomica in più parti di un unicorno. Non so come altrimenti riassumerlo.

8. AVOYAGER



Il re delle parodie in italiano, per quanto mi riguarda. Nonché attendibilissima fonte d' informazione scientifica. Almeno quanto il programma ispiratore. Obbligatorio vederne anche la seconda puntata.

7. RICHARD BENSON



Quella dei personaggi da Youtube è una delle piaghe della società contemporanea. Ma ci ha portato tanti e tali figuri che alla fine si può anche perdonare (basta non diventarne uno). Il mio preferito in tal senso è Richard Benson. Anche più di Germano Mosconi (RIP).

6. ALADDIN COMMITS SUICIDE



Ammetto pubblicamente di avere un debole per i video del genere Youtube Poop. Se fatti bene, sono dei piccoli capolavori. Questo non è da meno. Ma in assoluto la scena che ha rischiato di ammazzarmi è quella a partire dal minuto 7:04. Occhio.

5. BIRDEMIC, by JONTRON



Jontron è uno degli youtubers che seguo con più interesse. I suoi video sono interessanti, realizzati benissimo, e soprattutto dannatamente divertenti. Tra tutti ho pescato questa recensione di Birdemic, in quanto contiene un paio dei suoi migliori momenti in assoluto.

4. LEO AND SATAN - LEO GOES TO SCHOOL



L' umorismo di Psychicpebbles è... malato a dir poco. Quindi non può non piacermi. La sua produzione più famosa è la serie Leo And Satan, e questo è la mia puntata preferita.

3. IL PRESENTATORE INCOMPETENTE



Avviso a tutti gli avventori: da qui in poi iniziano quelli che mi hanno procurato serie crisi di asfissia. Siete avvertiti.
Riguardo al video in terza posizione, qualsiasi anticipazione ve lo rovinerebbe. Scopritelo da soli.

2.  MICHAEL THE TERRIBLE BOYFRIEND



Harry Partridge, altro youtuber che carica i suoi corti animati che seguo. Meno deviato di Psychicpebbles, ma non per questo più contenuto. Come Ask Raptor Jesus, anche questo deve tutto al colpo di scena finale, ma con un crescendo decisamente migliore (per non dire del tutto inaspettato).

1. AWESOME REACH



Come cavalcare perfettamente l' onda di uno dei peggiori hype degli scorsi anni (quello per il gioco Halo Reach). Ho passato una serata intera a guardare questo video, e ci sono voluti due giorni prima che ridessi di meno. Premete play e trattenete il fiato.

giovedì 15 novembre 2012

Top Ten Boss Fights (non finali)

La vergogna maggiore non è tanto che la prima classifica fosse fatta malino, a rivederla col senno di poi, ma piuttosto che sia il mio post più visualizzato in assoluto, percui quella mezza schifezza è manifesta a tutti!
Stavolta, per mettere maggior ordine, ho diviso il tutto in due classifiche. La prima riguarderà i boss normali, la prossima vedrà invece di elencare quelli finali. Enjoy!


10. DARKSIDE - da KINGDOM HEARTS          -video-




Kingdom Hearts è stato il mio primo gioco per PS2, ed è una delle serie a cui sono maggiormente affezionato, (nonostante cerchi perennemente di sodomizzarmi), e il valore nostalgico che provo nei suoi confronti ha pochi eguali. Sebbene la battaglia con Sephiroth sia obiettivamente più intensa e spettacolare, lo scontro iniziale contro Darkside ha un impatto molto più devastante.
Oltre che godere di una delle migliori presentazioni mai avute da alcun boss, vi pone davanti ad un mostro colossale nel giro di pochi minuti dall' inizio dell' avventura, e il senso d' inadeguatezza che coglie il giocatore nei primi attimi di combattimento è disarmante.
Di contro, come ho accennato prima, ci sono però boss fights più concitate nello stesso gioco, e per questo si becca il fondo della lista.


9. SPIDER QUEEN - da OoKAMI      -video-







Il discorso fatto per Darkside si potrebbe applicare anche alla Spider Queen, con le dovute proporzioni. Infatti la si incontra a diverse ore dall' inizio del gioco, e tecnicamente è il secondo boss (molti sembrano dimenticare il combattimento contro Waka); ma come detto per il candidato qui sopra, l' impatto dell' incontro con questo mostro surclassa quello di molti suoi commilitoni più difficili da abbattere.
Un aspetto spesso sottovalutato di questo boss è il suo design decisamente disturbante, considerati i toni mediamente cartooneschi del titolo. Un fiore con degli occhi umani per bulbi, capelli di donna su volto di ragno, MANI GIRATE AL CONTRARIO. Oltretutto, nella versione originale il suo nome equivale più o meno a "ragno prostituta". E meno male che Ookami è classificato 12+!


8. MOONLIGHT BUTTERFLY - da DARK SOULS       -video-




Qualsiasi boss di Dark Souls è meritevole di una posizione in questa classifica. Ma tra tutte ho deciso ancora una volta di premiarne una che si svolge nelle prime fasi del gioco, tra l' altro del tutto opzionale.
Lo scontro con la farfalla lunare si distingue dal boss medio del gioco per richiedere un' approccio decisamente più pensato e meditativo, in quanto questa, dopo essersi librata in volo verso di voi (in uno degli scorci più poetici del gioco), comincerà a bombardarvi di colpi magici, verso i quali le vostre difese all' inizio del gioco saranno ridicole.
A peggiorare le cose ci sta il fatto che probabilmente sarete ben poco equipaggiati per il combattimento a distanza, obbligandovi quindi a due strategie: schivare i suoi attacchi aspettando che si posi vicino a voi per riposare e mazzolarla per bene in quel momento, o se disporrete di arco e/o magie, rispondere subito alle offese con colpi a distanza.


7. RIDLEY - da METROID OTHER M     -video-





A fare perdere molti punti a questa intensa boss fight è la stupidità del coccolone che viene a Samus prima d' iniziarla. Seriamente, Team Ninja, la ganja, se dovete fumarla, fumatela di qualità.
Ed è un vero peccato, perché a seguire c' è la boss fight forse più furiosa di tutto il gioco, e chiunque abbia giocato ad Other M ha ben presente quali picchi d' intensità i combattimenti raggiungano, quindi è tutto dire.


6. L' IDRA - da GOD OF WAR     -video-






Altro esempio ormai antologico di come iniziare il proprio videogioco. Se vuoi dimostrare a tutti quanto sia cazzuto il tuo nuovo action-adventure, cosa c' è di meglio di sparargli dritto in faccia il testone di una colossale idra giusto poco dopo aver imparato i domandi del gioco? A tutt' oggi forse la boss fight più iconica del franchise, al punto che ancora, a distanza di anni, dà molte piste in quanto a come realizzare uno scontro memorabile.



5. DARK SAMUS - da METROID PRIME 3: CORRUPTION     -video-







Il tema dell' opposto negativo è sempre stato uno dei più ricorrenti e affascinanti dei videogame. Laddove spesso è stata una scusa per creare un nuovo personaggio semplicemente alterando i colori di quello preesistente (i picchiaduro su questo ci marciano pesante), alcuni risultati sono encomiabili, e uno di questi è Dark Samus.
Abbandonando il design organico sfoggiato in Echoes, DS ritorna con un aspetto più high tech, nonché all' apice della sua potenza, al punto d' aver soggiogato sia la razza dei pirati spaziali, che gli altri cacciatori di taglie del gioco.
Qualcuno potrebbe dire che la sua presenza qui potrebbe essere scorretta, in quanto facente parte dello scontro finale del gioco. Verissimo, ma visto che il vero e proprio boss finale è l' Aurora Unit 313, penso che  Dark Samus si sia ritagliata il suo spazietto qui.
Il combattimento fa fede alla sua natura di nemesi della protagonista (ruolo in cui forse la supera soltanto Ridley), vista l' intensità, che unita a delle rare ferocia e astuzia, ne fanno un antagonista da non sottovalutare. Il suo utilizzo di sosia, attacchi combinati, e ampio sfruttamento del Phazon (l' infamoso minerale da cui si originò), costringeranno Samus a ricorrere a tutti i suoi mezzi - quali visori a infrarossi e raggi caricati - per adattare di volta in volta la propria tattica a quella del boss.



3. NEVAN - da DEVIL MAY CRY 3: DANTE'S AWAKENING       -video-




Il sesso vende, e lo dimostra che la vampira qui presente sia in terza posizione. Se escludiamo la sua innata attitudine verso gli attacchi elettrici, Nevan incarna perfettamente i dogmi dell' immaginario vampiresco (chiaramente luccichii di sorta NON ne fanno parte), sfoggiando durante il combattimento molte delle caratteristiche proprio dei suoi compari, quali il muoversi a velocità sovrumane, totale controllo su creature inferiori (vedi pipistrelli), e l' ovvio "sucaggio di sangue" (mossa con cui recupera energia).
Queste caratteristiche, unite alla suddetta abbondanza di attacchi elettrici di vario tipo - e soprattutto al fatto che finché non avrete ammazzato tutti i sorci volanti che le ronzano intorno non subirà il minimo danno - fanno di Nevan il boss più difficile del gioco, insieme a Beowulf e Vergil.


4. SAPIENTIA - da BAYONETTA      -video-




Bayonetta è un altro gioco che avrebbe potuto riempire da solo questa lista. Ma qui il problema si era risolto a decidere tra due combattimenti (contando che il boss finale Jubileus non è stato nemmeno considerato): Sapientia o la terza lotta contro Jeanne?
Per quanto sia un grande estimatore degli scontri 1 a 1 tra esseri umani in questo genere di giochi, il setting stesso della lotta contro Sapientia ha fatto terra bruciata. Cosa può esserci di più figo di abbattere un enorme mecha-angelo sulle acque di un mare in tempesta? Ben poco, direi.


2. JACK KRAUSER - da RESIDENT EVIL 4    -video-




Il famoso faccia a faccia tramite quick time events tra Leon e Krauser preannuncia già da sé uno scontro dai toni decisamente diversi rispetto al Resident Evil medio (contando comunque che il 4 rappresenta l' inizio della deriva action della serie), ricordando più classici del cinema quali Commando piuttosto che un film di Romero a caso. Qualcuno avrà di certo da ridire sul fatto che fosse il segno definitivo che la saga avrebbe deragliato dai canoni classici, ma per me il 4 è stato il primo gioco della serie, quindi fottesega.
Lo scontro si svolgerà secondo le meccaniche di un letale nascondino: Krauser sfrutterà le rovine in cui vi trovate per attuare una tattica mordi e fuggi, scagliandovi frecce esplosive, piazzando mine, e tendendovi agguati in cui vi assalirà, occasione in cui Leon (e quindi il giocatore) dovrà dimostrare di non essere da meno nel maneggiare il coltello.


1. INHERT - da ZONE OF THE ENDERS 2: THE SECOND RUNNER      -video-




Ancora una volta una bossfight che si distingue dalle altre presenti nel suo gioco. Certo va considerato che ogni boss di ZOE2 richiede di adottare strategie peculiari per il caso presente, ma Inhert riesce a risaltare ulteriormente, a cominciare dal suo design.
La caratteristica principale che distingue gli Orbital Frame da qualsiasi altro mecha mai ideato è la presenza di linee luminose sul corpo, cosa che Inhert manca, presentando anzi un aspetto che, unito alle sue capacità e alle piccole lame di cui dispone, sembrano suggerirlo come un robot anomalo - probabilmente un prototipo, in quanto è l' unico in tutto il gioco, oltre al Jehuty e all' Anubis, a possedere lo Zero Shift - . Unico vezzo, su un corpo tanto semplice, è la statua di un angelo guerriero impressa sul volto.
Lo scontro riflette la natura peculiare del mecha, in quanto Inhert farà di tutto per confondervi, nascondendosi dietro i pilastri semoventi della stanza, creando dei doppioni, e infine oscurando del tutto l' ambiente, costringendovi ad affidarvi all' I.A. del Jehuty per localizzarlo.
Se non vi sembra chiaro quanto mi gasi questa boss fight, aggiungo soltanto che Inhert è il mio personaggio preferito nella modalità VS Battle sbloccabile dopo aver completato la partita. Ed è quindi uno dei miei boss preferiti di sempre.



COMING SOON: FINAL BOSSES!

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