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mercoledì 12 gennaio 2011

Che bella giornata

Un piacevole miglioramento da Cado dalle nubi. Meno battute fini a sé stesse, anzi, l' ispirazione generale è sicuramente maggiore.

Certo, viste le premesse e il successo mi aspettavo un film roboante, e purtroppo le mie aspettative sono state un pò deluse: si tratta "semplicemente" della commedia italiana più divertente da diverso tempo a questa parte. Ma questa parziale delusione deriva in parte dal genio che ha montato il trailer, ove sono state raccolte molte delle battute migliori.

Fa piacere vedere che Checco non si ricicli più di tanto. Il personaggio qui presentato è piuttosto diverso da quello del precedente film, meno ignorantone, forse più diversamente cafone, ma comunque un pò diverso.

Si è parlato tanto della critica sociale contenuta nel film. Diciamo che questo è un fattore a mio avviso un pò sopravvalutato. Si parla (tanto) di terrorismo, (poco) di precarietà, ma tutto sommato le ho trovate più che altro delle simpatiche frecciatine piuttosto innocue, ma direi che è il meglio che ci si possa aspettare da un comico non strettamente satirico.

martedì 11 gennaio 2011

Kuuchuu Buranko - Recensione

Ichiro Irabu è lo psichiatra del suo ospedale. Manco fosse Freud, seguiremo la sua cura di vari pazienti che si sottopongono ai suoi servizi, decisamente poco ortodossi.

La prima definizione che darei di Kuuchuu Buranko se mi venisse chiesta sarebbe quella di un Paranoia Agent sotto acido. Anche se può non sembrare, entrambi i lavori hanno molti punti in comune, fondamentalmente riconducibili ad uno soltanto: l' analisi di vari casi di patologia mentale legati alla società moderna. Certo, l' anime qui recensito non ha la stessa valenza di critica sociale del suo termine di paragone, più che come la società mastichi la vita delle persone a lui interessa raccontare "semplicemente" le loro paranoie, e ne vedrete di tutti i tipi. Spesso però il dottore sembra messo peggio che i suoi pazienti. Irabu sembra un personaggio senza senso, e fondamentalmente lo è; egli è il grillo parlante del terzo millennio, quello più matto di te che però ti dice come comportarti. Dopotutto sono ordini del medico.

Infantile, egocentrico, feticista delle iniezioni, con seri disturbi della personalità, tanto che non è raro che si triplichi (letteralmente). E' un uomo che pur indossando una maschera (d' orso) vive spontaneamente, e fondamentalmente è quello che suggerisce a tutti i suoi pazienti, di vivere superando le maschere che si autoimpongono a mò di difesa, di superare le barriere ansiogene che si creano. L' animalizzazione dei pazienti è esternazione di quei sintomi che ne limitano la vita, e quindi ne fanno men che uomini. Ma lui è solo il medico. Ti indica la via, magari ti ci spinge dentro, ti fa lo sgambetto, ma devi essere tu a camminare.

Il rischio con un impostazione del genere è che la serie risulti noiosa. Deve sempre darti stimoli, o annoia. Per nostra fortuna Kuuchuu Buranko sa intrattenere, merito la costante atmosfera giocosa del tutto e i personaggi presentati, che ne fosse capitato uno che non accattivi! Tutti e gli undici i pazienti sono delineati ottimamente, e per quanto le loro vicende si aprano e si chiudano nel corso di una puntata lo spettatore è coinvolto nella loro vicenda.

Certo, la natura episodica, e quindi la mancanza di un filo conduttore narrativo, rende la visione piuttosto "fine a sé stessa", considerando che, se non per qualche collegamento secondario, (quasi) ogni puntata è una storia a sé. Poco male, comunque, visto che la noia non fa mai capolino, anzi, qualche risata ci scappa. Ciliegina sulla torta le apparizioni estemporanee di Fukkuichi, che infarciscono le puntate di nozioni mediche.

Purtroppo la mancanza di un grosso budget sembra trasparire da molti elementi, quali la brevità (11 episodi) e il riciclo (comunque non assurdo) di scene. Dettagli comunque che non inficiano più di tanto i meriti della serie, che si ravvisano anche e soprattutto sul piano visivo, che è quello che colpisce per primo. Non perderò tempo a descrivere la follia cromatica di tutto, vedrete e capirete. Spendo solo due parole sull' utilizzo di attori in carne e ossa in molte animazioni: geniale!

Le musiche presentano motivetti accattivanti. Da premiare l' opening, l' ending, e l' uso occasionale di brani classici (in una scena l' uso della lirica la rende esilarante).

Forza e coraggio, dunque, non fatevi scoraggiare dalla sua stranezza. Vedetene una, magari due puntate, se vi piaceranno allora tutta la serie farà per voi, nel caso contrario mi spiace per avervi fatto perdere tempo, forse necessitate di un' iniezione di vitamine.

Voto: 8,5

lunedì 10 gennaio 2011

Iron Man - Recensione


Tony Stark, alias Iron Man, arriva in Giappone per dirigere la progettazione di una stazione energetica Arc. Parallelamente a questo, vara la produzione di una versione di serie della sua armatura, denominata Dio. Ben presto però dovrà fronteggiare l' organizzazione terroristica Zodiac, le cui mire interessano la sua tecnologia.

Occhio, recensione un pò spoilerosa.
Oggi è un giorno felice. Perché? Perché mi sono tolto dalle balle questo cartone, che per quanto consti di sole 12 puntate è stato un vero stillicidio.
Le cose da criticare sono tante e tali da non sapere da dove iniziare. Forse conviene partire dalle cose positive.

Ehm... uhm... di sicuro non è cancerogeno.
Perfetto, dopo averne decantato le lodi passiamo ai difettucci: tutto il resto.

Tutto sembra nascere da una sorte di crisi d' identità della serie. Né carne né pesce verrebbe da dire. In realtà né americana né giapponese. Anzi, per la precisione scimmiotta l' americana facendo la giapponese fino allo schifo.

Il fatto di volersi legare ai film lo testimonia qualche piccolo accenno a questi (specie al primo), e soprattutto la sporadica apparizione del personaggio di Pepper. Complice in questo anche il flashback sulle origini di Iron Man, ambientato in un paese asiatico, come nel film, piuttosto che in Vietnam, come nel fumetto. E proprio su questo punto noto una cazzata enorme. Ti rifai al film ma poi fai sopravvivere lo scienziato amico di Stark? E lo fai diventare cattivo? IN QUELLA MANIERA? (spoilero, spoilero, la cosa è talmente squallida che lo faccio apposta, risparmiandovi il supplizio di vederlo).

Insomma, la partenza pare quella. Ma poi? Nei film il mondo invidiava Stark per la tecnologia di Iron Man; e anche qui è così. Però mi chiedo: a che serve rubare Dio quando sono in grado di creare dei robot ancora più cazzuti? Nel film per fare solo un' imitazione di Iron Man avevano bisogno dei rottami del prototipo, qui ci si ritrova dal nulla fortezze volanti, un coso che verrebbe da chiamare Iron Samurai (che, ovviamente, è anche meglio di Iron Man!), e tutta una serie di esoscheletri che fanno sembrare spesso l' armatura di Stark più un Emilio il robot sotto steroidi che un’ armatura invincibile. Necessità da anime, magari; forse non funzionerebbe se fosse invincibile, ma a giocare con personaggi preesistenti ci si brucia.
D' altronde, prendersela con i cattivi è di per sé una cattiva azione. Quando non sono dei poveri fessi, fregati dall' idea di lottare per la giustizia (quando per rendere ancora più evidente che sono dalla parte dei cattivi dovrebbero solo marchiargli a fuoco un teschio sulle natiche), sono protagonisti di colpi di scena che di colpo hanno ben poco (qualsiasi primate senziente potrà intuire a tre quarti della serie chi sia il boss finale).

I buoni purtroppo non sono da meno. Vanno dall' inutile (Chika, responsabile tra l' altro della love story più insulsa mai concepita, roba al cui confronto Moccia è Kundera) al generare odio e voglia assassina (NANAMI!). Ma il peggiore, e maggior delusione (perché da lui qualcosa te l’ aspettavi), è proprio Tony Stark. Se speravate di ritrovarvi Robert Downey Jr. e il suo incedere strafottente, versate calde lacrime, qui ha l' aspetto di un attore di telenovelas ispaniche decaduto con le battute dell' originalità di una ruota rotonda.

E i combattimenti? Almeno quelli si salvano? Ma manco per il piffero. Dimenticatevi il bellissimo trailer d' annuncio (che a vederlo ora fa pensare che servisse unicamente come linea guida, ma almeno fosse stato così, visto che di quello è rimasto ben poco), qui tutte le armature sono in una scialba computer grafica, i combattimenti brevi e insipidi (nonché zeppi di tipici salvavita miracolosi da anime, dal cattivo che si pente al miracoloso miglioramento improvviso della bravura in combattimento).

E con questo ci ricolleghiamo all' aspetto visivo. Oltre la già nominata povera computer grafica, ci ritroviamo un comparto d' animazioni tremendo unito ad un design in genere buono, con dei flop terribili (di nuovo, anche qui Stark regna in negativo!). Inutile spendere parole sul sonoro. Dubito che nessuno ricorderà mai un qualsivoglia brano di questa serie.
Certo serie del genere è anche un bene che ci siano. Dopo tutto le recensioni negative sono le più divertenti da fare (ma non le più appaganti), e questo, tra buchi nella trama sconvolgenti, giapponesate ridicole, finale scandaloso e via discorrendo, ne dà più che a sufficienza. La prima incursione della Marvel negli anime ha più che deluso. Dovremmo forse aspettarci di meglio da Wolverine? Chiedetelo a qualcun' altro, perché io, a meno di essere a corto di scelte, marcherò visita.

Voto: 4

domenica 9 gennaio 2011

Cado dalle nubi

Quando si dice un film "personaggiocentrico", ossia ruotante in tutto e per tutto sull' estro dell' attore protagonista. Nel caso specifico, Checco Zalone e il suo character cafone e ignorante, che qualcuno troverà simpatico, qualcuno odioso. Fatto sta che la sua interpretazione è talmente innocente che, pur sfociando certe volte nell' esaltazione della cafonaggine, sa accattivare la simpatia.

Ma riesce a reggere un intero film? Ni.

Tutte (o quasi) le battute ovviamente spettano a lui, e non tutte sono propriamente ispiratissime. Più che altro certe volte è come assistere ad uno sketch di Zelig, in cui fa la battuta e zak, il pubblico ride (emblematica la scena col gruppo di sostegno. Ridono? Ma nella realtà l' avrebbero preso a pedate nel culo! Tra l' altro, parentesi curiosa: per essere un gruppo di giovani che parlano di problemi familiari, è sorprendente come l' età media a giudicare dalle facce sia molto superiore ai trent' anni).

Certo, gli acuti ci sono, come il padre di famiglia leghista e le canzoni, e in generale il film è una piacevole visione.

venerdì 7 gennaio 2011

Disney's A Christmas Carol

Sono piacevolmente sorpreso. Per carità, non siamo molto oltre una buona riproposizione della solita storia, ma il compito è stato fatto quantomeno bene. Se c' è una cosa che mi ha sorpreso sono i toni del film. Dai trailer e dalla presenza di Jim Carrey mi aspettavo un film molto più comico, invece si prende tremendamente sul serio, salvo qualche caso. Insomma, complice qualche spaventino generato da un paio di effetti "bu!", non è propriamente il prodotto per bambini che pensavo.
Certo che sia un prodotto indirizzato al grande pubblico (e per sfruttare le "prodezze" del 3D) lo dimostrano diverse scene piuttosto movimentate, che, anche se viste in 2D, mi hanno lasciato intuire che in sala fecero uso della terza dimensione. Queste scene, che volendo potremmo anche definire d' azione, onestamente in qualche caso sono parse un pò fuori luogo e allunganti il brodo (nella fattispecie, l' inseguimento da parte del terzo spirito. A che pro, a parte movimentare la scena?).
Il racconto è comunque valido. Volendo soprassedere sul fatto che parliamo di una trama che ormai conoscono anche i sassi, il racconto è ben sviluppato, supportato da un aspetto creativo ispirato (da applausi, secondo me, la transizione dal secondo al terzo spirito).
Ad avermi colpito per primo, però, è la computer grafica usata, davvero buona, se si escludono dettagli un pò grossolani come i capelli.
Certo, alla fine la noia ha prevalso. Come ho detto prima, si è andati troppo per le lunghe. Disney stessa fece meglio con Canto di Natale di Topolino, molto più conciso ma notevolmente più efficace. Meritevole comunque di una visione in famiglia.

mercoledì 5 gennaio 2011

Harry Potter e i doni della morte - Parte 1

Sorprendente come mi sia dimenticato di parlare di questo film, che ho visto un mese fa circa!
Le impressioni da fan del libro? Di nuovo, sorprendente, poco da dire. Probabilmente, insieme al terzo e al quinto il migliore. La fedeltà alla vicenda scritta è buona. Un pò di licenze, come sempre, ma grossomodo c' è poco da lamentarsi, almeno delle cose riportate fedelmente. In quanto alle aggiunte, nulla di particolarmente male (se non i Mangiamorte sul treno: ma non avrebbero dovuto friggerlo Neville per quella risposta?!). Una piuttosto ambigua è stata quella del ballo Harry - Hermione. Bella, eh, ma a che pro? I fan sanno benissimo che tra di loro non batteranno chiodo, mentre gli ignari si faranno dei film inutili in testa.
Riguardo a Qui Quo Qua, poco da dire. Hermione regna in quanto a carattere, Harry è la solita scamorza e Ron sorprende in simpatia, tanto che le scene più divertenti sono le sue.
Ottimi effetti speciali (l' ho visto in 2D), e i toni dark danno davvero gusto alla visione (con qualche bel balzo di paura, amata odiata Nagini). A giugno con la Parte 2!

lunedì 3 gennaio 2011

Top Ten Anime 2010

Terzo appuntamento con l' annuale classifica. Via!



Nel 2046, i giovani Mikako e Noboru si vedono separati quando la prima si arruola nell' esercito per fronteggiare una razza aliena ostile, mentre il secondo continua la sua vita sulla Terra. L' unico mezzo di comunicazione che i due hanno sono i messaggi tramite telefonino, che però richiedono sempre più tempo per essere ricevuti man mano che Mikako si addentrerà nello spazio profondo. Il loro rapporto resisterà a questa dura prova?

Un piccolo gioiello, che se non fosse stata per una certa esagerazione delle cose avrebbe potuto ambire a posizioni più alte.



Per proteggere la popolazione dalle minacce paranormali, il Ministero della Difesa giapponese ha approntato una squadra di esorcisti specializzati nello sterminio dei demoni, l' "Ufficio per la prevenzione dei disastri Soprannaturali".
Membro di spicco del gruppo è Isayama Yomi, figlia adottiva di un grande esorcista, il quale deciderà di prendere in casa Tsuchimiya Kagura, rampolla di un' altra famiglia di esorcisti, recentemente rimasta orfana di madre.

Questa è stata veramente una sorpresa. Essendo solo il prequel al manga pensavo che non potesse raggiungere chissà che traguardi, ma sorprendentemente la trama era piuttosto appassionante, e i personaggi tutto sommato accattivanti, specie Yomi, il cui sviluppo è tutt' altro che scontato. Lo relego al 9° posto solo perché, per l' appunto, essendo un prequel, il finale resta molto aperto, ma ciò non toglie che la vicenda possa essere seguita piacevolmente senza leggere Ga Rei.



Lo ribadisco qui. Inutile tentare di riassumere quel pò di trama presente nel cartone, vista la sua poca consistenza e difficoltà nel seguire il filo. Lasciatevi semplicemente ammaliare dalla potenza delle immagini, e dalla trascendenza della musica.




Invitato dalla sua ex allieva Jenis Quatlane, il Professor Layton, insegnante di archeologia nonché enigmista di fama mondiale, si reca con il suo giovane allievo Luke al teatro lirico Crown Petone ad assistere ad un suo concerto.
Al termine dello spettacolo, però, si ritroveranno coinvolti con tutti gli altri spettatori in una sfida lanciata da un anonimo individuo: tutti concorreranno ad un premio che verrà vinto da un' unica persona: la vita eterna. A tutti gli altri spetta solo la morte.

Un film che riesce davvero a cogliere lo spirito della serie videoludica. Tra giocare il gioco e guardare il lungometraggio c' è poca differenza, se non che nel primo caso ci si spreme le meningi molto più attivamente.



Dopo aver sconfitto i suoi quattro generali, Simon, ormai a capo del Dai Gurren Dan, muove battaglia a Teppelin e al suo sovrano, Lord Genome, signore degli uomini-bestia.Sconfitto, questi lo avverte della minaccia che il ragazzo ha scatenato sull' umanità, una minaccia che porterà alla sua estinzione.

Con tutto che ci troviamo di fronte ad una delle peggiori commercialate, qualche succosa aggiunta lo rende davvero meritevole di visione da parte dei fan.
SUPER TENGEN TOPPA GIGA DRILL BREAKER!!!



La disperazione assedia la vita di Itoshiki Nozomu, insegnante liceale assegnato ad una nuova classe. Di natura a dir poco pessimista, basta una quisquilla a gettare Nozomu nella più profonda disperazione e portarlo a tentare il suicidio. Le cose non sembrano migliorare quando entrerà in contatto con la sua nuova classe, almeno fino a che non realizzerà che ogni suo studente presenta delle fissazioni anche peggiori delle sue!

Piacevole ventata di follia come non ne vedevo dai tempi di Detroit Metal City. Considerabile come una via di mezzo tra Great Teacher Onizuka e Welcome to the NHK, saprà regalarvi qualche risata.



Ginko di professione fa il Mushishi, ossia lo sterminatore di mushi, esseri simili agli spiriti che vivono in un piano più profondo della natura, influenzando lei e noi. Tali Mushi possono essere innocui come pericolosi, quindi Ginko viaggia costantemente da un luogo all' altro prestando i propri servigi per debellare tali minacce.

Cosa si cela dietro l' apparenza delle cose? Esiste un mondo che vive parallelamente al nostro? Mushishi dà la sua personale risposta al quesito, e lo fa con un approccio quasi contemplativo, che, anche se tradisce una certa freddezza, affascina, al prezzo di una lentezza certe volte che potrebbe scoraggiare alcuni.



La vita di tutti i giorni di quattro liceali, divise tra studio, lavoro, famiglia, manga, e tanto altro ancora.

Brioso, divertente, interessante, e dannatamente otaku! Lucky Star è come dovrebbero essere più o meno tutti gli anime, con personaggi carismatici e che non annoiano mai. Quasi tarantiniano nel racconto, visto che, come ci ha abituato il meglio del succitato regista (Pulp Fiction), pochi sono in grado di costruire storie sul niente e renderle interessanti. Vi sorprenderà quanto possa essere avvincente una discussione sul come mangiare una brioche alla crema.



OZ è il social network più esteso che si possa concepire. Chiunque al mondo ha un profilo.Al suo interno si può fare qualsiasi cosa, dal passatempo al lavoro professionale, tanto che si può dire che la vita di tutti i giorni dipenda dai meccanismi di quello che è più di una semplice alternativa a Facebook.
E come tutti, anche Kenji Koiso, liceale con un uno spiccato acume per la matematica, ha un account in OZ, e ci lavora, per di più. Ma quando gli viene offerto di accompagnare la senpai Natsuki Shinohara in viaggio non ci pensa due volte. Arrivata nella sua casa di famiglia, avrà a che fare con i suoi esuberanti familiari, e l' estate sarà più calda che mai.

Il mio giudizio su questo film ha avuto delle fasi altalenanti. Dopo un entusiasmo iniziale, come dimostra la recensione, ho avuto una fase di calata quando realizzai le molte somiglianze della trama col film dei Digimon , con cui condivide il regista (o almeno, con la sua prima metà, essendo costituito in realtà da due corti), cosa che me lo fece considerare come poco più di un clone.
Ma poi, pensandoci a mente fredda, un paio di considerazioni mi hanno fatto ricredere sulla bontà del progetto. Innanzitutto, questo non sarebbe il primo e di certo non il più clamoroso caso di riciclo di idee (alcuni hanno fatto ben di peggio, vi prego di tornare alla posizione 6); oltretutto, degli spunti simili sono stati sfruttati per raccontare due storie piuttosto diverse, visto che qui, oltre alla questione del collasso di internet, c' è tutto il contesto del mondo reale che è quello che dà veramente il peso della trama. Complimenti quindi!




In un mondo sommerso dalle acque un anziano vive e sopravvive innalzando la propria casa di pari passo col crescere del livello del male. Seppelliti sotto tonnellate d' acqua sono oggetti e ricordi.

Difficile trovare parole che non abbia già usato per descrivere la bellezza di questo corto.
Rilassatevi e godetevelo, è proprio qui sopra.


Premio "Poteva farcela": xxxHOLIC


Watanuki ha il potere di vedere gli spiriti, nonché d' interagire con loro. Ma tale abilità non lo rende felice, poiché è costantemente perseguitato da qualsiasi entità sovrannaturale nei paraggi.
Un giorno, però, si sente attratto irresistibilmente da un' antica casa, dove viene accolto da Yuuko, sensitiva che accetta di liberarlo dal suo "dono" in cambio della sua servitù. Così Watanuki si ritrova a lavorare come governante nel suo negozio, specializzato nell' esaudire i desideri delle persone.

Come per Mushishi, anche qui si parla di un aspetto del mondo celato ai nostri occhi ma che interagisce pienamente con noi stessi, nel caso specifico tutta una serie di spiriti, spesso provenienti dalla mitologia giapponese. A fronte di tante potenzialità inespresse come un contesto affascinante e alcune puntate decisamente avvincenti, cosa manca a xxxHOLIC per esser finito nella serie dei miei personali "tutto sommato peccato"?
Fondamentalmente, un cast di protagonisti che non generasse noia e odio...

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