martedì 2 novembre 2010

La voce delle stelle - Recensione

Nel 2046, i giovani Mikako e Noboru si vedono separati quando la prima si arruola nell' esercito per fronteggiare una razza aliena ostile, mentre il secondo continua la sua vita sulla Terra. L' unico mezzo di comunicazione che i due hanno sono i messaggi tramite telefonino, che però richiedono sempre più tempo per essere ricevuti man mano che Mikako si addentrerà nello spazio profondo. Il loro rapporto resisterà a questa dura prova?

Realizzato al 90% da un' unica persona, Makoto Shinkai, questo piccolo OAV di 25 minuti è l' esemplificazione di come la semplicità (se non povertà) di mezzi possa andare di pari passo con la bravura narrativa, specie quando si ha qualcosa di chiaro da dire.
E La voce delle stelle, adattamento dell' omonimo manga, ha un messaggio, forte e delicato: l' amore è un qualcosa che resiste nel tempo e nello spazio?
La risposta è meno ovvia di quanto possa sembrare, perché i protagonisti soffrono davvero la lontananza, e ognuno cerca di affrontarla a modo suo.
Certo, a voler essere pignoli si può obiettare che il tema della lontananza sia affrontato in maniera unilaterale, ossia non si approfondisce se e come Makoto senta la distanza dei familiari, del luogo di origine, e così via, visto che risulta un pò difficile credere che l' unico problema della lontananza sia la mancanza di Noboru, il cui amore peraltro era in forma molto embrionale.
Ma comunque, tralasciando queste debolezze nella trama quello che ci resta è una piccola perla, fatta di paesaggi poetici, momenti quasi onirici, e che di sicuro sa colpire emotivamente.

Sul fronte tecnico il giudizio è ambiguo, poiché se è palese che la qualità grafica sia tutt' altro che eccelsa (pur vantando una discreta computer grafica), il buon design dei mezzi, i suddetti bei paesaggi e poco altro salvano la baracca rendendolo abbastanza piacevole da guardare, specie considerando che tutto l' aspetto visivo è stato realizzato da un' unica persona.
Consigliato di cuore a tutti. C' è chi lo osannerà come capolavoro, chi ne vedrà i limiti, ma dubito che possa risultare un' esperienza negativa, specie per la sua brevità.

Voto: 8

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