domenica 28 ottobre 2012

L' ultimo capodanno

Una delle prime cose che questo film ci dice è l' essere ritenuto patrimonio culturale da non ricordo quale organismo internazionale.
Beh, questa è la riprova che il mondo abbonda di senso dell' umorismo!
Difficile immaginare qualcuno che dopo aver visto questo film abbia detto "Va preservato come un tesoro". Non tanto perché sia brutto, anzi, ma perché è una delle cose più deliranti che abbia visto da almeno quando ho visto Cry Baby, e questo è tutto dire.
Il film è tratto da un racconto di Ammaniti, e c' è da chiedersi se se ne fumasse di buona mentre lo scriveva.
Se siete di quelli che prendono sul serio qualsiasi cosa vedano, evitatelo come la peste, perché i momenti in cui voi (ma chiunque, anche io) direte "Ma che cazz..." abbondano, ma la visione è decisamente meritevole, visto che questo matto delirio è anche esilarante.

L' era glaciale 4 - Continenti alla deriva

Superato l' imbarazzo di essere tra le poche persone in sala ad avere più di 12 anni, e acclimatatomi con gli schiamazzi e i commenti dei "pueri" presenti, la visione de L' era glaciale 4 è stata decisamente piacevole.
Non mi ritengo un fan sfegatato della serie, ma in un modo o nell' altro li ho visti tutti, e il 4 riconferma le mie impressioni di sempre: una serie piuttosto divertente, con delle trame "meh", ma dei risvolti comici che da soli valgono il biglietto.
Come sempre i personaggi secondari rubano la scena alla maggior parte di quelli principali, quali il sempiterno Scrat, o la nuova Nonnina. Noto invece che il declino di Diego e Manfred procede inesorabilmente: il primo sempre più scialbo, e il secondo sempre più noioso, cosa peggiorata da un cambio nel doppiaggio, che vede Filippo Timi sostituire Leo Gulotta, e il risultato è decisamente demoralizzante.

Una riflessione finale: penso che si siano esplorati più o meno tutte le variazioni sul tema possibili, tra era glaciale, disgelo, immancabili dinosauri, la deriva dei continenti... cosa verrà dopo? Non vorrei che arrivassimo a vedere L' era glaciale 10 - La rivoluzione industriale.

sabato 27 ottobre 2012

Ted

I salti mortali che faccio per trovare streaming delle sue serie animate dimostra meglio di qualsiasi frase quanto mi piacciano i lavori di MacFarlane. Il suo umorismo irriverente e senza limiti (superato solo da South Park sotto questo punto di vista) hanno reso i suoi cartoni tra le cose più controverse e di successo che l' etere abbia trasmesso da molti anni a questa parte.

Purtroppo, però, sono un convinto fautore di quella filosofia secondo cui "se uno è bravo a fare qualcosa non significa che lo sia a fare qualcos' altro". Ecco, Ted è l' esempio lampante, applicato al suddetto sceneggiatore: Seth non è (ancora?) in grado di scrivere per il cinema.
Il film è sostanzialmente una maxi puntata dei Griffin, al punto che sembra ricalcarne (fosse fatto da altri potrei persino parlare di plagio  artistico) alcuni dei canoni: se i Griffin hanno Brian e American Dad ha Roger, Ted ha... Ted. Ed eccezion fatta per alcune battute, il fatto di avere un pupazzo indemoniato che gira per la città non sembra produrre nessun effetto particolare (a livello di trama con poche modifiche si sarebbe potuto sostituire benissimo con un umano. La metafora dell' orso come infanzia invasiva lascia il tempo che trova).

E le battute? Questo è il lato peggiore. Non vedevo l' ora che il film finisse. I momenti da tenersi la pancia ci sono stati, ma saranno stati 3 o 4 in tutto il film, che ricordo durare ben 2 ore, un tempo ridicolmente lungo per una commedia, visto che ci vuole una verve fantascientifica per mantenere l' interesse acceso fino alla fine, cosa che qui non avviene. E l' ultima mezzora è da tagliamento di polsi. Complice l' ora tarda ho dovuto lottare con me stesso per non addormentarmi.

domenica 14 ottobre 2012

Dark Shadows

Se Dark Shadows non fosse di Tim Burton, ma di un regista esordiente, penso che se ne potrebbe parlare in termini di "promessa futura". Ma, visto che Burton tutto è tranne che esordiente, i toni devono essere ben più pacati, per quanto comunque mi sento di dire che questo sia un film che uno possa anche aver voglia di rivedere senza doversene vergognare, a differenza di Alice in Wonderland.

A dirla tutta avrebbe anche potuto ambire all' essere un buon film, se non fosse per certi difetti, su tutti una sceneggiatura scritta coi piedi, che nel finale dimostra tutta la sua ridicolaggine in quanto a costruzione e buchi narrativi.
Non mi sento di giudicare tanto il plot in sé, carino e funzionale, e che permette di creare un interessante mix tra il gotico e il "trip" anni '70; e in tal senso il risultato è encomiabile, anche se trovo fastidioso l' insistere ossessivo su particolari del periodo storico, come a volerci sbattere in faccia ripetutamente il decennio in cui ci troviamo. Se in parte è funzionale allo spaesamento di Barnabas - e alcune delle migliori gag nascono da questo contrasto - alla lunga mi è sembrato solo un mezzuccio per allungare il brodo.

Insomma, il comparto narrativo, per quanto esile, regge, nonostante alcuni suddetti buchi narrativi, più o meno grossi (e uno mastodontico dettato secondo me unicamente dal desiderio di voler cavalcare la moda; sia sempre maledetto Twilight). E per questo deve dire grazie alla caratterizzazione dei personaggi, che per quanto anche questa si altalenante (i piccoli Collins non mi piacciono per niente), trova in alcuni, specie Barnabas e Angelique/Angeline (non ricordo precisamente), i suoi personali pilastri.

Una produzione che, nella scala burtoniana, si colloca sul discreto, e dopo i recenti scivoloni lascia ben sperare per quello che avrà a venire, come per esempio Frankenweenie.

PS: Ma come può Barnabas respingere Angelique/Angeline per quell' altra sciacquetta insipida?! Che cazzo si fumava?

 Seriamente!

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