giovedì 29 settembre 2011

La crisi ha ucciso oltre 13 milioni di posti di lavoro (TRADUZIONE)

Tanto per vivere in allegria, un altro pezzo sulla crisi economica, anche per ricollegarci al pezzo sul declassamento dell' Italia. Stavolta l' articolo proviene da Der Spiegel.de.

Clicca qui per leggere l' articolo originale.


Questa cifra riassume tutto il dramma della crisi economica mondiale: più di 13 milioni di posti di lavoro, secondo l' OECD (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, N.D.T.), dall' inizio della crisi sono stati epurati - soprattutto tra i non qualificati e i giovani. Solamente in Germania e in Cile la disoccupazione si è mantenuta sugli stessi livelli del 2007.


Berlino- Il salvataggio delle banche e dei paesi in pericolo è costato miliardi - ma la faccia più amara della crisi si mostra nella vita quotidiana: dall' inizio della crisi nel 2007 sono stati perduti più di 13 milioni di posti di lavoro.Oggi giorno, in 34 paesi membri dell' OECD, 44 milioni di uomini sono senza lavoro - "molti di questi da oltre 12 mesi", ha comunicato l' organizzazione questo lunedì.


Stando all' OECD, tra tutti i paesi membri ce ne sono solamente due estranei al trend negativo: la Germania e il Cile. In questi paesi dall' inizio della crisi l' indice di disoccupazione è rimasto basso.


Comunque le previsioni riguardo questo nuovo "scombussolamento" globale oscurano del tutto ogni prospettiva. "La situazione in molte zone si è rilassata nel 2010, così la recente misera crescita economica distrugge questa breve vittoria", dichiara l' OECD.Anche impieghi ottimi e di alto livello sono diventati rari, in particolare per i giovani impiegati. "Sempre più persone ottengono solamente contratti a tempo determinato, che - differentemente da quelli comuni precedentemente - portano ad un punto morto piuttosto che ad un trampolino per avere un impiego durevole.
Simili avvisaglie giungono dall ' Eurostat (Ufficio Statistico dell' Unione Europea, N.D.T).


La disoccupazione e la Germania


Si presenta problematica l' elevata carenza di lavoro duraturo. Questa, dal 2007, è raddoppiata in molti paesi, negli Stati Uniti è persino triplicata. "Anche in questo senso la Germania è una dei pochi paesi a vantare un trend positivo", dichiara l' OECD. "Perciò [nel resto del mondo] rimane alta la percentuale di disoccupati che da un anno o di più cercano lavoro, il 47%."


Quindi la Germania si presenta come una gradita eccezione rispetto al dilagare della disoccupazione, che è scesa di due punti al 9,7%. Nel quadro dell' OECD i giovani nella fascia tra i 15 e i 24 anni hanno sofferto un forte collasso nel mercato del lavoro. "Similmente serie sono state le conseguenze per i non qualificati", dice.


Uomini colpiti più duramente


Secondo l' OECD alla fine del 2010 più di 22 milioni di giovani non studiavano, né tanto meno lavoravano. L' organizzazione perciò promuove una migliore formazione sin dall' infanzia, "e questo soprattutto per bambini provenienti da famiglie svantaggiate". L' occupazione degli uomini, stando alla media dell' OECD, ha subito una forte contrazione, del 2,7%, mentre per le donne siamo sullo 0,6%.

giovedì 22 settembre 2011

Speciale Marvel Zombies

 Essendo più o meno chiuso un ciclo iniziato nel 2005 sulle pagine di Ultimate Fantastic Four, ho pensato di ripercorrere quelle che sono le tappe di una delle idee a mio avviso più geniali della scorsa decade in fatto di fumetti supereroistici, ossia un "what if" a dir poco terrificante: cosa accadrebbe al mondo se tutti i suoi supereroi diventassero spietati zombie?
L' idea nacque come ho detto sulla testata UFF, e più precisamente nel ciclo narrativo Crossover, scritto da Mark Millar e disegnato da Greg Land. Il plot vedeva Reed Richards portato con l' inganno dal suo alter ego zombie nella dimensione apocalittica con l' intento di approfittare del varco e procurarsi carne fresca, visto che la loro Terra è ormai spopolata.
L' idea piacque tanto al pubblico che non è servito certo un warp dimensionale per permettere a quella che era nata come una semplice storia inserita in una continuity di avere una storyline propria.
Sulle pagine di UFF gli zombie avrebbero di nuovo avuto la loro riscossa con il successivo arco narrativo Orrore nel 2006, la cui conclusione però non avrebbe fatto altro che generare a mio avviso altri buchi narrativi nella testata suddetta... ma questo è un altro discorso.

 Con Robert Kirkman a fare da mente e Sean Philips a fare da braccio, gli zombie sono tornati già nel medesimo anno con la loro miniserie apposita. L' essere slegato da una testata principale ha permesso agli autori di sbizzarrirsi con quello che mancava alle apparizioni su UFF (e che in fin dei conti è l' anima del genere), ossia lo splatter, che qui abbonda a dir poco.
Partendo direttamente da dove termina Crossover e finendo poco oltre Orrore, lo spin off svela la disperata ricerca di cibo da parte degli zombi in un mondo ormai deserto.
Con un abbondante dose di humor nero, di gore, e di tutta una serie di situazioni che bisogna aspettare apposta i "what if" per potervi assistere (roba che può mandare in solluchero i fans, che finalmente vedono scardinati un pò di dogmi classici), questa prima miniserie è a dir poco eccellente, e ne consiglio la lettura a chiunque, davvero una piccola gemma.




Nell' aprile del 2007 vede la nascita il primo spin off della serie, un cross-over con l' Armata delle Tenebre, il celebre film di Sam Raimi, che di non morti la sa lunga. Il personaggio interpretato da Bruce Campbell, Ash Williams, s' incastra perfettamente con l' atmosfera del marchio, dando vita a siparietti esilaranti in cui interagisce con i "buffoni in calzamaglia"; morti o vivi che siano. Si nota qualche incongruenza narrativa, ma nulla di grave, e si può benissimo chiudere un occhio vista la qualità del volume, un sano entertainment da prendere alla leggera.


 Se a Settembre abbiamo la fine dello spin off, a Ottobre la trama prosegue, diversi anni dopo la conclusione dell' originale, nel momento in cui gli ultimi super zombie rimasti si rendono conto di aver divorato tutta la carne presente... nell' universo!
L' unica quindi è tornare sulla Terra e raggiungere il teletrasporto di Reed Richards. Peccato per loro che il pianeta non è più deserto come l' avevano lasciato...
Fin qui la qualità si mantiene ancora elevata. MZ2 è la naturale continuazione della miniserie precedente. Ritornano tutti gli elementi che ne hanno decretato il successo, quindi i fan saranno a casa loro. E forse loro più di altri, visto che la trama è piena di riferimenti agli avvenimenti precedenti, quindi chi si approcciasse a questo volume senza aver presente cosa sia successo prima avrà sicuramente dei problemi.
Il finale è chiaramente aperto, lasciando intendere che ci saremmo dovuti aspettare in futuro ancora nuovi massacri. E così è stato!




 Non contando la numerazione che avranno le altre serie ufficiali (essendo stato pubblicato solo nel 2009), Marvel Zombies Return è considerabile quasi come uno spin off, per quanto centrale sia in realtà la sua trama, che chiude gli eventi dei principali zombie della serie, e costituisce anche un plausibile finale per il marchio. Certo, va considerato che l' impianto comincia a scricchiolare sotto le incongruenze e i buchi narrativi, quali il perché gli zombi sopravvissuti abbiano di nuovo fame se erano riusciti a sconfiggere la loro "dipendenza", ma sono problemi su cui si può chiudere un occhio, la serie è valida, e ancora una volta offre abbondanti dosi di fan service (in tal senso la prima storia è un must imprescindibile per tutti i fan dell' Uomo-Ragno). La natura eterogenea di Return si rispecchia nel fatto che sono diversi artisti ad avvicendarsi nella realizzazione dei vari numeri, quindi probabilmente preferirete alcuni di questi piuttosto che altri. Comunque chiunque abbia seguito fin qui la serie deve leggerlo obbligatoriamente.



 La terza stagione sposta l' attenzione su alcuni nuovi fronti dell' epidemia "zombesca". Se finora abbiamo visto quasi esclusivamente i supereroi, adesso ci verrà mostrato come viene vissuta dai supercattivi, i quali si saranno organizzati in un gruppo compatto con l' obiettivo di portare il "vangelo della carne" in una nuova ( e chiaramente "in carne") dimensione, ossia la Terra-616 (la dimensione in cui si svolge la continuity Marvel principale, per intenderci), la quale però ai primi segnali d' invasione prenderà immediatamente le dovute contromisure inviando Machine Man, membro del gruppo Nextwave, a procurare campioni biologici in loco per poter distillare una cura. Cosa otteniamo quindi se mettiamo una specie di super Terminator con una grave misantropia che sfocia nell' odio viscerale per qualsiasi essere organico in un mondo di "sacchi di carne" macellabili liberamente? Quello che è probabilmente l' episodio più splatteroso di tutto il marchio.
Un volume molto leggero, leggibile anche con una scarsa (o assente) conoscenza della continuity, che ha soprattutto il merito di aprire, come si è detto sopra, la storia verso un nuovo mondo tutto da sbranare.


 Anche la quarta stagione (iniziata nell' Aprile del 2009) muove i suoi passi nella dimensione 616, seguendo le vicende della riformata squadra dei Figli della Mezzanotte (Morbius il vampiro vivente, Licantropus, la strega Jennifer Kale, ed Hellstorm). Una vera e propria compilation di mostri horror classici quindi. Questi saranno impegnati a cancellare tutte le tracce dell' infezione lasciate in giro dalla testa del Deadpool zombie, inviato per primo nella Terra-616 in MZ3.
A complicare la situazione s' inseriranno tutta una serie di potenze, interessate per vari motivi al virus zombie, quali l' Uomo-Cosa, Hood, e persino Dormammu.
Kev Waller e Fred Van Lente, dopo la terza serie, nuovamente gli autori in carica. Stavolta tutto l' umorismo è affidato a Deadpool, mentre i Figli della Mezzanotte si mostrano in tutta la loro fragilità, avendo da affrontare ancora prima degli zombie extra-dimensionali i loro demoni interiori (anche letteralmente).




 Con la quinta stagione, serializzata tra Giugno e Ottobre 2010, devo purtroppo assistere ad uno scivolone qualitativo. Lente è ancora lo sceneggiatore, mentre i disegni sono passati sotto l' egida di Jose Lopez, e stavolta ho avuto l' impressione che un pò della verve del marchio sia stata persa per strada, mentre è ormai chiaro che la freschezza originale sia ormai un lontano ricordo.
Eppure le premesse erano delle migliori, visto che al centro delle nuove avventure ritroviamo Machine Man, accompagnato da Howard the Duck, un duo che avrebbe dovuto ricreare l' atmosfera dissacrante che ormai tutti conosciamo, ma che come ho detto ha perso di smalto. Interessante anche l' idea di scoprire diverse versioni parallele del virus, occasione per un continuo richiamo a citazioni cinematografiche e non, ma che però ha impedito di costruire un impianto narrativo solido.
A salvare del tutto la baracca però ci pensa l' ultimo episodio, davvero geniale.


 Deadpool : Viaggio con la testa fuoriesce dalla continuity ufficiale degli Zombies, in quanto costituisce un ciclo a tutti gli effetti del Deadpool "normale", ma è possibilissimo inserirla nel nostro discorso in quanto prosegue gli eventi di MZ4, ossia cosa sia accaduto in seguito alla testa del Deadpool zombie giunto su Terra-616 in MZ3. Il mercenario dal fattore rigenerante miracoloso quasi quanto il suo essere linguacciuto viene assoldato per recuperare una pericolosissima arma biologica dispersa nelle Terre Selvagge. Indovinate di cosa si tratterà?
Ancor più che in passato la trama qui gioca molto sul fattore comico, e i siparietti tra Deadpool, Headpool (la testa zombie), e gli altri personaggi meritano da soli la lettura. Unico motivo per sconsigliarne la lettura è l' odio che potreste provare nei confronti di un personaggio così assurdo.






Ce ne sarebbe ancora da dire sul Vangelo della Carne, ma ammetto senza vergogna di non aver letto tutto il leggibile sull' argomento. Ma la vastità delle letture non deve spaventarvi più del dovuto, poiché come avrete capito ne vale decisamente la pena. It's chow-time!

mercoledì 21 settembre 2011

La valutazione del debito pubblico dell’ Italia abbassata dalla S&P sull’ onda della crescente paura (TRADUZIONE)

La notizia del giorno. O almeno, della giornata di ieri. La BBC ne ha fatto un quadro piuttosto chiaro. Diamogli un' occhiata.

Clicca qui per vedere l' articolo originale.


“L’ Italia scende nella valutazione del suo credito, l’ ultima svolta nella crisi di debito europea.

Standard and Poor’s (società che effettua ricerche finanziarie, con studi sugli indici di borsa e le quotazioni, N.D.T) riduce la sua valutazione [dell’ Italia] di un livello, da A+ ad A.
L’ agenzia ha fatto riferimento alla debole crescita dell’ Italia, criticando la risposta di Roma alla crisi fino ad oggi e afferma che l’ incertezza politica potrebbe minacciare il futuro.
I mercati minimizzano la decisione, mentre il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha affermato che la manovra è stata influenzata da “considerazioni politiche”.
Berlusconi ha aggiunto che l’ abbassamento è stato dettato più dalle storie dei media che dalla realtà economica.

“Allineamento”

Partiti leggermente più bassi, i mercati azionari europei sono poi migliorati nelle operazioni del mattino. Il MIB italiano è salito dell 1.6% nelle prime tre ore, il Dax tedesco del 2.3%, e le FTSE 100 di Londra del 1.4%.
“S&P si stava solo allineando con i mercati”, ha detto Jane Foley, stratega monetario alla Rabobank (fornitore di servizi finanziari olandese, N.D.T.).
“I mercati hanno penalizzato il mercato italiano delle obbligazioni da alcuni mesi ad ora per la sua fragile coalizione e i confusi discorsi sul bilancio.”
Ha aggiunto che ci si aspetta da un momento all’ altro che la società Moody’s (altra società attiva nell’ ambito delle ricerche finanziarie, N.D.T.), che valuta l’ Italia tre gradi più in alto rispetto alla S&P, abbassi a sua volta la sua valutazione.

“Incertezza futura”

Italia ha approvato recentemente un impopolare taglio nei bilanci, ma la S&P suggerisce che ciò non aiuterà molto.
“Riteniamo che la ridotta andatura dell’ attività economica dell’ Italia nel fissare una data renderà gli obiettivi fiscali revisionati dal governo difficili da raggiungere”, dice la S&P in una dichiarazione.
“Inoltre, ciò che vediamo come la tentata politica di risposta del governo italiano alle recenti pressioni sul mercato suggerisce una continua incertezza politica sul come orientarsi nelle sfide dell’ economia italiana.”
S&P critica l’ enorme affidamento del “bilancio di austerità” sull’ aumento delle tasse – incluso l’ 1% di aumento nell’ IVA – dicendo che queste in Italia sono già elevate, e che l’ aumento peserà maggiormente sulla crescita.

Ma adesso si prevede che il governo riduca le sue previsioni sulla crescita dal 1.1% allo 0.7%, e ciò potrebbe costringere a rivedere il proprio atteggiamento anche in merito al prestito.
Il ministro delle finanze italiano, Giulio Tremonti, sta avendo una serie d’ incontri con banchieri e uomini d’ affari per discutere come accelerare il tasso di crescita del paese.
Le domande a proposito della leadership del governo hanno coperto un grosso ruolo nell’ analisi della S&P:
“Anche sotto pressione, le istituzioni politiche italiane, i monopoli in carica, gli impiegati dei pubblici impieghi, etc… intralciano la capacità del governo nel rispondere con decisione alle impegnative condizioni economiche.
“Non è chiaro cosa si possa fare per uscire dallo stallo tra queste istituzioni politiche e il governo.”

Paura del contagio

L’ Italia segue i paesi affini nell’ eurozona quali Spagna, Repubblica d’ Irlanda, Grecia, Portogallo e Cipro nel vedersi abbassato il giudizio del proprio credito quest’ anno.
La mossa a sorpresa delle agenzie valutatrici seminerà timori per il “contagio” nell’ eurozona.
L’ Italia ha il secondo maggior debito d’ Europa e il costo di quel debito è cresciuto nelle recenti settimane quando i creditori del Paese sono diventati nervosi riguardo la sua capacità di saldare i debiti.

Anche la Spagna sta lottando per spingere il suo flebile tasso di crescita, e per portare il suo tasso di disoccupazione sotto il 21%.
“Ci stiamo riprendendo più lentamente di quanto ci aspettassimo”, afferma martedì il ministro delle finanze spagnolo, Elena Saldago.
Ha comunicato che il suo governo non vorrebbe abbassare i suoi obiettivi riguardo la crescita economica, tuttavia è conscia del fatto che se dovessero fare nuove previsioni oggi, queste potrebbero essere differenti.
Ciononostante, i costi del prestito per l’ Italia e la Spagna erano virtualmente invariato martedì mattina, dopo l’ annuncio della S&P.
Il bond (obbligazione) dell’ Italia cede, cosa che dimostra il costo del suo prestito, lievitando sul 5.6%  negli scambi odierni.
L’ euro si avvicina marginalmente al dollaro, a $1.37.

Le ultime news interessano la Grecia e se lunedì il suo fallimento sui prestiti colpirà o meno duramente i mercati.
Il governo greco è in trattativa con il Fondo Monetario Internazionale (organizzazione che vigila e opera sulla situazione economica mondiale, in particolare per i suoi paesi membri, N.D.T.)e l’ Unione Europea per ricevere maggiori “fondi di salvataggio”.
Una seconda conferenza atta a finalizzare le ultime misura di austerità della Grecia è prevista per martedì.
Nei primi di questo mese, la S&P ha diminuito la valutazione del credito degli Stati Uniti da AAA ad AA+ per la prima volta nella sua storia.”

lunedì 19 settembre 2011

SCAMBIO - Una siciliana è assistente-insegnante alla Realschule / Il pensiero europeo viene vivacizzato (TRADUZIONE)

Il mio interesse per l' articolo nasce dal fatto che la Chiara Tinnirello di cui si parla è una mia amica, cui faccio i migliori auguri per questa nuova esperienza. Buona lettura!

Clicca qui per il testo originale.

La collaborazione europea di questi tempi è messa a dura prova da tagli economici e giganteschi debiti statali. Molto più successo degli sforzi sulla grande scena politica ha la collaborazione nell’ istituzione scolastica in Europa. Anche la Keiserpflaz-Realschule plus (“Kapri”) a Inghelheim tiene in considerazione il pensiero europeo. Da molti anni lo scambio scolastico internazionale viene ricercato e incoraggiato. Numerosi ragazzi e ragazze delle ultime classi visitano paesi esteri. In questi giorni partono nuovamente le 10° classi (l’ equivalente del nostro 5° liceo, N.D.T) per l’ Italia. Ugualmente furono e sono accolti gruppi di studenti a Ingelheim.

Entrambe le parti beneficiano del progetto.

Adesso la Realschule estende ancora il suo impegno allo sviluppo progressivo del pensiero europeo. Innanzitutto prende parte ai cosiddetti Progetti Comenius, l’ innovativa via promossa alla collaborazione e al gemellaggio tra le istituzioni scolastiche in Europa, cominciato dal gemellaggio scolastico e regionale per il sostegno, fino  alla collaborazione delle istituzioni per la formazione scolastica.

Chiara Tinnirello, originaria dell’ Italia, svolgerà fino al maggio dell’ anno seguente un periodo di sostegno come collaboratrice di questo programma al Kapri di Ingelheim. La trentenne, proveniente dal piccolo comune siciliano di Lentini, nei pressi di Siracusa, ha conseguito una laurea in Filosofia all’ università di Catania ed è oggi graduata a Messina. L’ incerto futuro lavorativo nella sua patria e il suo amore per la Germania la spingono a fare domanda per il progetto Comenius. “Ho studiato per molti anni filosofia e lingue. Amo la cultura della Germania, la filosofia tedesca, e voglio solamente conoscere come sia la vita qui”, racconta la siciliana, ch parla un tedesco perfetto.

“Lei porta l’ Italia, la lingua e la storia della sua terra natia in Germania”, dice l’ insegnante Margret Magner, che assiste Chiara Tinnirello nell’ incarico a scuola. Sia per la giovane siciliana che per i responsabili del Kapri l’ “Assistenz-Projekt” (il progetto di sostegno) si prospetta come una “Win-win-Situation” (una situazione in cui entrambe le parti guadagnano dalla collaborazione reciproca, N.D.T.).

Uno stage per nove mesi

Mentre la trentenne sperimenta personalmente come sia la scuola tedesca questa  approfitta delle innumerevoli capacità e conoscenze dell’ ospite. Chiara Tinirello non parla fluentemente unicamente il tedesco, come detto prima, ma anche il francese; e, si capisce, l’ italiano, da sua lingua madre. Quindi ha già presieduto il suo primo atto burocratico, un “Crash-Sprackursus” (un corso per l’ apprendimento rapido di una lingua straniera, N.D.T.) per gli studenti, che in questi giorni sono in marcia per San Pietro. “Pianifichiamo con lei anche le lezioni di storia e di geografia”, afferma la rettrice Sabine Reich. Anche la partecipazione alle serate coi genitori è prevista. La scuola in tutta la sua interezza!

Ma per la vita fuori dal “Kapri” l’ aperta siciliana deve possedere intuito per il mondo lavorativo locale. Margret Magner vuole usare i suoi contatti per facilitare questi incontri.
Nel frattempo la sua ospite trentaquattrenne alloggia Chiara Tinnirello in una camera a Meinz. E non le dispiacerebbero certo dei contatti nel capoluogo all’ Università Johannes-Gutenberg. Con l’ idea di un’ Europa unita l’ italiana è disposta assolutamente a vivere e a lavorare in Germania a lungo. E perciò chissà, i rapporti con l’ Alma Mater per la filosofa studentessa possono essere utili e avere successo.

Inauguriamo una nuova sezione: Traduzioni!

Nuovo proposito per l' anno corrente, tenermi in forma riguardo alle lingue straniere traducendo articoli presi da internet. Cercherò roba interessante, o che almeno interessi me. Se non vi piace cazzi vostri!
Ogni traduzione sarà correlata di testo originale. A prestissimo la prima!

sabato 17 settembre 2011

American History X

Il nazismo è tutt' altro che morto, esso si muove per branche meno eclatanti ma non per questo meno pericolose. Per onestà di cronaca però non è l' unica forma di razzismo da cui si debba guardarsi, poiché l' odio dell' uomo verso l' uomo non ha patria, razza, o ceto.
Questa è lo sfondo concettuale da cui muove American History X, narrandoci le vicende del naziskin Derek (un superbo Edward Norton, che tra l' altro salì alla ribalta proprio per questo film), appena scarcerato per omicidio, ripercorrendo gli eventi che l' hanno portato alla prigione e della rete violenta in cui per causa sua si ritrova invischiato anche il fratello minore Danny.
Sarà l' occasione per soppesare la propria vita, e se il sacrificio di sé stessi è degno di certi ideali, che forse non saranno così meritevoli come supponeva.

venerdì 9 settembre 2011

"Deadpool: La guerra di Wade WIlson", di Duane Swierczynski e Jason Pearson

Una serie slegata dalla continuity principale, che se in parte sembra voler dare una versione alternativa e veritiera (?) delle origini del mercenario schizzofrenico, dall' altra non sembra prendersi troppo sul serio nel suo intento. La presenza di diversi livelli narrativi fortemente intrecciati, sommata alla vena surreale (o iperreale se vogliamo) di un protagonista ben noto che infrangere la quarta barriera (ossia interagire direttamente col lettore essendo conscio di essere un fumetto) rendono il filo un pò ostico da seguire nel finale, e alla fine non si ha nemmeno chiaro se tutto ciò che si è letto sia da prendere sul serio o con ancora meno credenziali di un qualsiasi "what if". Cosa che comunque, probabilmente, era l' intento degli autori stessi.

Lo stile dei disegni sinceramente non è di quelli che gradisco maggiormente, ma è innegabile che si adattino perfettamente all' atmosfera scanzonata e sopra le righe della trama, che tra l' altro riserva qualche battuta davvero niente male.

Lettura consigliata a chiunque sia appassionato del personaggio, chi lo detesta di sicuro non cambierà idea leggendolo.

giovedì 8 settembre 2011

"Full Metal Alchemist", di Hiromu Arakawa - Recensione


I fratelli Edward e Alphonse Elric, provetti alchimisti, furono abbandonati dal padre da piccoli, rimanendo con la madre. Alla morte di questa e ancora ragazzini, tenteranno un esperimento alchemico per resuscitarla, che però fallirà con risultati disastrosi. Il primo perderà un braccio e una gamba, il secondo vedrà il suo corpo perduto del tutto, sopravvivendo solo legando la propria anima ad un armatura. Intraprenderanno un viaggio alla ricerca dell' unico metodo per riottenere i loro corpi, ossia il segreto alchemico definitivo: la pietra filosofale.

Nell' ormai REMOTISSIMO Settembre 2006, recandomi a scuola, passai come sempre di fronte all' edicola, quando mi cade l' occhio sul reparto manga, e scorgo il terzo numero di Full Metal Alchemist. Memore della serie animata, all' epoca in onda su MTV, decisi di prenderlo, anche perché la messa in tv era in pausa, e quindi la trama era rimasta bloccata più o meno dov' era arrivata la pubblicazione del manga in Italia. Il fatto che ieri abbia comprato il 27° e ultimo tankobon testimonia decisamente quanto mi sia piaciuta la serie. Eh si, quando finisce qualcosa che piace si rimane sempre male, ma quando si giunge al termine di una storia che ci ha accompagnati per cinque anni esatti ci si rende effettivamente conto di quanto tempo sia passato, di come fossimo quando la iniziammo, di come siamo ora. E di come anche i personaggi siano cambiati nel frattempo, una vera e propria crescita parallela.

Ma insomma, a esser sincero e a voler esser più terra terra alla fine quello che ti manca veramente cono i piccoli particolari, quali il leggere le vignette di apertura dell' autrice, le strip finali, o quei piccoli dettagli nascosti nelle vignette. Insomma, il proprio rapporto con l' opera.

FMA rientra nel novero degli shonen manga più puri, è chiaro. Ma a dispetto alla media di questi, e soprattutto dei capisaldi del genere, quali One Piece e Naruto, qui abbiamo a che fare con una struttura in cui i combattimenti non sono la chiave di volta di tutta la storia, pur rimanendo momenti importanti della narrazione. Qui non ci sono combattimenti che durano interi volumi, per una progressione effettiva della trama lentissima, come anche non ci sono potenziamenti assurdi e ai limiti del ridicolo dei personaggi: la loro forza è quella, dall' inizio alla fine.
Non che i combattimenti manchino d' inventiva o intensità, ovvio. La questione dell' alchimia viene comunque sfruttata più per la realizzazione di effetti spettacolari nei combattimenti che altro, anche se, come sarà chiaro, non è un semplice mezzuccio estetico, ma il vero centro della storia.

I personaggi sono tanti, tantissimi! Il mondo di FMA è popolato da tanti attori che si muovono sul palcoscenico impegnati nella loro vita quotidiana, tutti umanissimi, chi avaro, chi generoso, chi caritatevole e chi spietato. In tutto questo a risaltare però sono i "cattivi", quali il gruppo degli Homunculus (e altri che non vi anticipo), che apriranno più volte la questione di cosa faccia veramente di un essere umano tale e quali siano i suoi pregi e difetti. Nulla di veramente originale, ma raccontato ottimamente.

Sul fronte disegni, l' opera è un piccolo capolavoro. Il design dei personaggi è fresco e originale, e il disegno degli ambienti e degli oggetti è sorprendentemente dettagliato e preciso. A ciò si aggiungono i combattimenti, delineati con chiarezza e chiara velocità d' azione.

A fronte del tempo che ho passato con questo mondo non posso essere del tutto oggettivo nella valutazione di questo manga. Ma mi sento di dire con assoluta certezza che nel panorama degli shonen è difficile trovare qualcosa di così particolare e fresco, privo di molti degli stereotipi narrativi del genere. Tra ristampe e versioni GOLD trovarlo non è assolutamente difficile, senza neanche spendere un patrimonio. E ricordate, secondo il principio dello scambio equivalente tanto date, tanto ricevete. O forse no?

mercoledì 7 settembre 2011

"Il maestro e margherita", di Michail Afanas'evič Bulgakov

Il sogno sovietico, più simile in realtà all' incubo sovietico, filtrato attraverso gli occhi di un autore che ha visto le sue speranze artistiche, Michail Bulgakov, spezzate più volte dalla censura di un regime che non vedeva di buon occhio le allusioni critiche al suo operato. Come qualsiasi dittatura, d' altronde.

E come fa un autore censurato a sfogarsi contro la censura? Ma con un altro libro, ovviamente! Nel quale scomoda un personaggio assolutamente ambiguo quale il diabolico Woland per soppesare la società stalinista e portare scompiglio nel suo ipocrita ordine.

Il problema principale del libro è che è di difficile interpretazione per chi non abbia una buona conoscenza dell' autore (io mi sono fatto aiutare da altri), visto che il significato di molte scene (come quella del volo, riscritta in maniera che venisse descritto come un' esperienza positiva rispetto alla prima stesura negativa, dopo che l' autore fece amicizia con Saint d' Exupery, cosa che gli ha fatto riconsiderar el' aviazione), e di molti personaggi (come Pilato, icona del potere come lo vede Bulgakov, terribile ma necessario che lo sia in quanto è il potere).

C' è chi lo troverà un inutile marasma, chi un capolavoro di satira, chi un curioso fantasy. Obbligatorio leggerlo e vedere in quale versione vi riconosciate.

domenica 4 settembre 2011

"Il vangelo secondo Gesù Cristo", di José Saramago

Saramago è un autore con pochi peli sulla lingua. Tratta qualsiasi argomento e lo tratta con la crudezza di particolari che hanno i documentari più spietati e più veritieri. Altra caratteristica di Saramago è una certa passione per i temi difficili, facili allo scandalo. D' altronde scrivere una ri-narrazione della vita di Gesù cristo dal concepimento alla morte in croce non è un' impresa da poco, visto che probabilmente è più difficile raccontare in maniera nuova una storia che conosciamo tutti che non una nuova di zecca. Specie se poi si mira a scriverne un vero e proprio vangelo umano, in cui Gesù non è un messia che accetta placidamente l' orribile fine che l' attende, ma un uomo come un altro che si trova invischiato nella tela ordita da un padre tiranno e onnipotente, nel senso più letterale del termine.

Quello che ne esce è un quadro affascinante di un' epoca dove la devozione a Dio è tutto, ma offerta ad un Dio che forse nessuno del suo popolo eletto capisce pienamente, e nemmeno lui sembra capire più di tanto a che fare ci stia, fagocitando sé stesso in una spirale di spietate devozioni e conflitti divini, puramente fini a sé stessi.

E siamo tutti legati da questa catena egoistica, visto che la nostra predestinazione è a noi sconosciuta, così come il volere del Padre, paradigma dell' autorità castrante, che a nulla si piega. E "non si dica che il diavolo non abbia tentato Dio".

"Don Chisciotte della Mancha", di Miguel de Cervantes Saavedra

Il peso di parlare di un libro del genere si sente. Parliamo di uno dei capolavori della letteratura mondiale presi a modello per il suo genere specifico dai letterati di intere generazioni. Cervantes, con Shakespeare e Dante, è stato il paradigma rispettivamente per il romanzo, per il teatro, per la poesia. Gli veniva riconosciuta una verve narrativa invidiabile, per la quale molti dei suoi ideali discepoli avrebbero dato non si sa cosa. E la mia lettura del Don Chisciotte della Mancha ha retto al peso di tali aspettative? Si, certamente; ma con qualche riserva.

Un pò come per Il conte di Montecristo, osservo immediatamente che l' opera segue un modus operandi ormai largamente perduto, ossia quello di voler quasi essere un' opera omnia dell' umanità, in cui sia contenuta molta della cultura contemporanea all' autore, uscendone un vero e proprio ritratto della società da lui vissuta, trovandosi unite alla narrazioni approfondite descrizioni del sistema sociale, economico e culturale della Spagna chisciottiana (inizio del '600).

Ma al di là del fascino della cornice, quello che colpisce veramente il lettore è scoprire come lo spirito comico della narrazione abbia mantenuto tutta la sua carica divertente a dispetto di 400 anni sul groppone. I siparietti tra Chisciotte e il fido Sancho, le loro rocambolesche avventure, e le battute una volta sottili una volta caciarone dello scudiero rendono brillante e appassionante la narrazione, con un' abbondante quantità di risate ad accompagnarle. E alla fine si proverà anche un pò di commozione. Non anticipo nulla, chiaramente.

Quello che invece non mi aspettavo è invece come certi capitoli della prima parte del romanzo siano di una noia atroce. Nello specifico, di tratta di storie parallele alla principale che nulla hanno a che fare con lo svolgimento della trama, e che a mio avviso appesantiscono terribilmente il ritmo (mi basti dire che ci sono un centinaio di pagine consecutive eliminabili in toto senza la minima ripercussione sulla qualità del tutto), e oltretutto per il tono spesso eccessivamente aulico stonano col resto. Certi commenti inseriti da Cervantes nella seconda parte lasciano pensare che anche lui si sia pentito di questa scelta, tanto che nella seconda parte di digressioni di questo tipo non ce ne sono, e se capita qualcosa del genere è molto più breve di quanto non capiti nella prima parte.

Difetti di questo genere, oltre a una certa quantità di buchi narrativi sempre nella prima parte (a momenti sembra quasi che Cervantes si scordasse la sua stessa storia man mano che la scrivesse) non mi permettono di dare il massimo dei voti al Don Chisciotte, che comunque riconosco come un innegabile caposaldo della letteratura mondiale, degno di una lettura da parte di chiunque.

Ultima nota sull' edizione Newton Compton della serie "I mammut": l' edizione nei contenuti è accuratissima, con molte note che delucidano gran parte dei riferimenti altrimenti a dir poco oscuri presenti. Unico grosso rammarico è la qualità fisica del volume, davvero inaspettatamente fragile per essere chiamato mammut!

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