venerdì 22 luglio 2011

Harry Potter e i doni della morte - Parte 2


Ma che bel modo di finire una serie cinematografica, anzi, un evento culturale quale è il fenomeno Harry Potter! E dire che la Parte 1 aveva fatto sperare fin troppo bene, presentandosi come uno dei migliori (se non IL migliore) della serie. Parafrasando un' altra recensione, se il primo era tutta atmosfera, il secondo è tutto azione. Ma a parer mio, a differenza di quello che sosteneva il recensore, non ci sta, specie se il risultato è un compitino come quello qui proposto, dove tutti gli eventi hanno subito un' accelerata a dir poco sconvolgente, tanto che si fa quasi fatica a seguire la catena delle situazioni; ma quel che è peggio, è 
che l' impianto emotivo della trama originale è bello che svilito.

Ho imparato da tempo che con questa serie non bisogna partire nel giudizio dal raffronto col libro, ma in questo caso il ricordo della carica emotiva della trama su carta e la sua povertà su pellicola è sconvolgente. Tutto appare più misero, semplificato, abbreviato... specie il trionfo finale, se paragonato con quello che c' era nel libro (ma anche prendendolo semplicemente a sè!) va ben oltre il deludente.

Unico momento che si salva veramente della visione è il lungo flashback su Piton, davvero bello e toccante, specie per il suo riutilizzare intelligentemente vari momenti della serie, facendo riflettere su quanto tempo sia passato da quando tutti vedemmo La Pietra Filosofale al cinema. Ma anche qui una nota stonata: forse sarebbe stato meglio rinunciare a un pò di stile cool in favore di una narrazione più pacata e corposa, visto che quella che è la chiave di volta nell' interpretazione di tutta la serie appare un pochino confusa, a parer mio, per chi non avesse ben presente la versione di partenza.

L' amaro in bocca quindi, per un film che sembra aver dimenticato il gusto per le atmosfere e per i climax ricercati, paradossalmente dopo che il predecessore sembrava invece averle pienamente maturate.

venerdì 15 luglio 2011

"Dell' amore e di altri demoni", di Gabriel Garcìa Màrquez

Màrquez ci racconta una storia su alcuni dei demoni che rosicchiano l' animo umano. La cupidigia, la lussuria, e anche l' amore, che è forse il più subdolo e letale di tutti, perché è quello per il quale chiunque sacrificherebbe tutto, anche la propria identità.

Una storia cruda narrata con uno stile asciutto, che potrebbe forse turbare qualche lettore avvezzo a letture più soft, ma che indubbiamente incatena gli occhi alla carta stampata, rivelando forse un altro demone prima ignorato: la potenza delle parole narrative.

"Ventimila leghe sotto i mari", di Jules Verne

Se questa era considerata letteratura per ragazzi, c' è da dire che i ragazzi una volta erano decisamente più pazienti di quelli di oggi! Anche contando il fatto che oggi giorno di ragazzini che leggono credo ce ne siano una decina al mondo.

Questo lo dico perché Ventimila leghe sotto i mari è farcito di una quantità impressionante di nozioni scientifiche, che se da un lato rendono più accurata e verosimile la vicenda (ricordiamoci che si tratta di fantascienza, per quanto in larga parte sia stata ampiamente superata dalla tecnologia odierna. Il potere profetizzante di quest' uomo è stupefacente!), dall' altro certe volte la narrazione ne risulta molto rallentata, anche troppo, specie nei momenti in cui si procede all' elenco dei vari pesci che i personaggi incontrano nei mari del mondo. Sono pagine che alla lunga ho teso a saltare.

Comunque la vicenda è potenzialmente molto accattivante. Dico potenzialmente perché risulta a dir poco monca, visto che il finale non risolve nulla e anzi la narrazione viene interrotta proprio quando si cominciava a vedere qualche spiraglio nel personaggio di Nemo.

Giudizio? Promosso con riserva. Di sicuro va letto obbligatoriamente il seguito, L' isola misteriosa.

"Mastro-Don Gesualdo", di Giovanni Verga

E' un vero peccato che nelle scuole non facciano leggere questo piuttosto che I Malavoglia. Senza nulla togliere a quel libro che ho veramente amato, ma mi è piaciuta maggiormente la vicenda di Mastro-Don Gesualdo. Non perché la prima sia scritta peggio, o questa scritta meglio. Semplicemente mi è piaciuto maggiormente. Come si suol dire, gusti! Invito dunque chiunque non l' abbia ancora fatto e che magari si sia fermato al primo episodio dell' incompiuta pentalogia degli sconfitti a leggere il secondo (e sfortunatamente ultimo) episodio.

mercoledì 6 luglio 2011

"Cecità", di Josè Saramago

Quelli con cui ho scambiato opinioni sul libro (pochi a dire il vero) sono concordi: l' inizio di Cecità è noioso per la sua lentezza. Paradossalmente, invece, io ho avuto il processo contrario: nessun problema all' inizio, perplessità alla fine. Non che la lettura sia stata una discesa qualitativa, per carità, anzi. Semplicemente i dubbi finali sono nati con una certa difficoltà nel capire dove voglia andare a parare di preciso Saramago. La trama d' altronde è di quelle che chiaramente poggiano molto sull' interpretazione del lettore. Chi vorrà vedrà la mano di Dio nell' improvvisa cecità universale (l' uomo ceco innanzi al peccato?), ipotesi resa ancora più forte dal persistere di un "testimone oculare" (l' unica a vedere nel mondo di chi non vede, quasi un novello Cristo che sopporta su di sé la visione dello sfacelo umano), altri ancora magari nulla, d' altronde la conclusione mi è sembrata un pò troppo repentina per essere chiaramente decifrabile.

Al di là di questi dubbi, comunque, il libro è una lettura caldamente consigliata, anche alla luce della sua ambiguità concettuale, che cozza in maniera decisa con la cruda descrizione del mondo dei cechi fatta dall' autore, in cui non viene risparmiato nulla, sia del degrado dell' ambiente che soprattutto degli uomini, che anzi perdono il loro statuto di esseri umani, come riconoscono loro stessi, al punto che non si chiameranno neanche più per nome (e a mancare saranno anche coordinate che identifichino la storia nel tempo e nello spazio, così da rendere la "parabola" universale). Chiunque non fosse spaventato dalle letture forti e soprattutto dall' eterodosso stile di scrittura di Saramago, direi che è un acquisto sicuro.

lunedì 4 luglio 2011

Transformers - Dark of the Moon


La sparo grossa. Enorme. Ho preferito il secondo. Non crocifiggetemi, vi prego, ma laddove Transformers 3 sia un film obiettivamente superiore a quella monnezza de La vendetta del caduto, non esito a definirlo un pessimo film dei Transformers, nonché il peggiore della trilogia. Perché? per un semplice motivo. Il tedio che ho provato vedendo questo film non lo provai nè col prequel nè di certo con l' originale. Ora io mi chiedo, ma che senso ha dare tanto spazio agli esseri umani? C' è un solo essere umano sulla Terra che all' annuncio di Transformers 3 abbia detto "Oddio, devo scoprire cosa farà Shia Labeouf dopo il college"? O magari in realtà tutti dicono "Voglio vedere fottuti robot che si facciano a pezzi"?! La risposta vien da sé.
La superiorità rispetto al secondo sta in un intreccio più costruito di quanto non pensassi all' inizio. Ogni tanto poi c' erano delle battute niente male, su tutte credo che il film valesse la visione per sentir dire "Si, eccellenza. Che testa di cazzo." (chi se la ricorda?). Poi si, i robot fighi ci sono ancora, anzi qualche creazione era niente male, ma qui casca l' asino (e qui iniziano gli spoiler).

Che mi metti a fare Shockwave nel film se compare forse 5 minuti in tutto il film e pronuncia UNA parola e basta? Non sono un esperto dei Transformers, ma basta informarsi un pò per vedere che si tratta di un personaggio piuttosto importante nell' originale, e qui è ridotto a un buzzurro qualsiasi. Forte comunque il tipo. Ma a questo punto sorge spontanea la domanda: come cazzo fanno i Decepticon a perdere sempre, nonostante dal secondo film in poi abbiano un vantaggio di forze a dir poco schiacciante? Ah, già, l' esercito di robot alieni viene sconfitto grazie all' ausilio del solito sputo di militari americani, ovvio.

C' è da dire che Optimus Prime non aiuta. Nel senso che aiuta fin troppo.Dire che sia sgravatone è poco, specie considerando che verso la fine del film lui in una quindicina di secondi fa quello che tutti gli altri personaggi hanno provato a fare per oltre mezzora? (sono serio!)
Ad ammazzare la noia invece non aiuta per niente il fatto che quando c' è un combattimento, il 70% di questi vede gli uomini ad affrontare i Decepticon, quando invece (stupidamente, ovvio) molti preferirebbero vederci degli Autobot.
Il problema, se non fosse chiaro, è che di azione ce n' è meno di quanto me ne aspettassi, e quindi dibito che per me il film avrà il valore di "ri-visione" che ha il secondo, che per quanto idiota ha molta più azione degna di questo nome e intrattiene maggiormente.

Ultime parole per la nuova sgnacchera da pin up. Sembra superfluo descrivere quanto il suo personaggio sia inutile (considerando che pare che Megan Fox abbia mollato per l' uso sessista che Bay farebbe, e ha dimostrato di fare, delle done nei suoi film. In parole povere, materiale per seghe per gli adolescenti), ma questa è veramente, MA VERAMENTE inutile. Il suo personaggio è noioso fino allo schifo, ha una parte a dir poco scema (e fortunatamente limitata), è una stonatura incredibile passare da una fidanzata consolidata ad una il cui sviluppo deve essere portato in un solo film dove per arrivare prima ne erano serviti due. E francamente, trovavo la Fox più bona.

E magari, nel caso remoto di un Transformers 4, spero che Bay abbia la creanza di darci una scena finale che sia degna di questo nome, e non quello che sembra un errore di montaggio.

venerdì 1 luglio 2011

X Men - L' inizio

Non so perché funzionino così bene, ma gli X Men a mio avviso si sono prestati bene finora agli adattamenti cinematografici (non mi esprimo sullo spin off su Wolverine che non ho visto). Fatto sta che tutti i film che ho visto legati ai personaggi mi sono piaciuti, e non fa eccezione L' inizio, che pur non essendo un capolavoro (come anche gli altri film d' altronde) si è dimostrato un prodotto davvero valido, specie per gli appassionati del fumetto.

Non sono sinceramente in grado di dire l' esatto grado di fedeltà al fumetto, ma fermo restando che basta farsi un giro su Wikipedia per notare i cambiamenti, una cosa che mi è piaciuta del film è che, a differenza degli altri "marvel movies" di recente concezione, questo non ha tagliato i ponti col lavoro fatto precedentemente, ma anzi ci si riallaccia direttamente, come dimostra l' inizio.

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