domenica 18 aprile 2010

The wrestler

Ho fatto notte fonda per vedere questo film, ma ne è valsa decisamente la pena. Da tempo non vedevo un film dai toni tanto pacati, ma sotto la cui asciuttezza stilistica non si muovesse un' intensità tale. The wrestler è una storia di redenzione mancata; di un uomo che dopo aver dedicato tutta la propria vita allo spettacolo, e averci sacrificato tutto, realizza improvvisamente di quanto poco egli abbia ormai; e i suoi tentativi di recuperare quanto perduto non possono essere molto felici, poiché egli, più che come uomo, è maggiormente realizzato come wrestler, trovando pace solo sul ring, attorniato dalle ovazioni del pubblico. A dir poco colossale l' interpretazione di Mickey Rourke, che ci regala Randy "the Ram", uno dei personaggi più veri e profondi di sempre.

venerdì 9 aprile 2010

Tengen Toppa Gurren-Lagann THE MOVIE: Lagann-hen - Recensione

Dopo aver sconfitto i suoi quattro generali, Simon, ormai a capo del Dai Gurren Dan, muove battaglia a Teppelin e al suo sovrano, Lord Genome, signore degli uomini-bestia. Sconfitto, questi lo avverte della minaccia che il ragazzo ha scatenato sull' umanità, una minaccia che porterà alla sua estinzione.

Amata odiata Gainax. Non realizzasse alcuni tra gli anime più belli al mondo non riuscirei proprio a perdonarle certe porcate commerciali più o meno recenti. Già per Evangelion ci provò (e ci riuscì) con Death & Rebirth, ma peggio ancora è stato fatto con Tengen Toppa Gurren-Lagann.
Che poi dico, che senso ha avuto realizzare questa (almeno idealmente) versione alternativa dei fatti ad appena due anni dall' originale? Per Evangelion ne passarono di più, e di sicuro il risultato è stato di tutt' altro livello (vedi The end of Evangelion), senza contare che lì c' era l' implicita necessità di compensare un finale visivamente monco causa problemi finanziari (e infatti The end portava in video l' apocalisse così come sarebbe dovuta essere, e con una grafica ampiamente migliore).
E cos' ha fatto invece Tengen Toppa Gurren-Lagann THE MOVIE: Gurren-hen? Ha migliorato la grafica? No, perché, oltre che essere composto per il 90% da stock footage preso dalla serie paro paro, nelle poche scene inedite la qualità grafica era assolutamente in linea con la serie.
Ha portato, come avrebbe dovuto essere in sede d' annuncio, dei cambiamenti alla trama? No, manco per il cazzo. E non venitemi col combattimento finale, perché se cambia un pò la forma, va a parare esattamente dove arrivava la serie. Facciamola breve. Gurren-hen è una delle peggiori prese per il culo della storia dell' animazione e non.

Con Lagann-hen il tiro è stato aggiustato un pò. Intendiamoci, non credo che si salvi del tutto dalla definizione di "inculata", ma per lo meno la visione di questo è ben più giustificata rispetto al primo film.
Ancora una volta molte delle promesse in sede d' annuncio sono andate a farsi fottere, quali un finale alternativo alla saga degli Anti-Spiral, e soprattutto un approfondimento su Viral nel periodo tra la battaglia di Teppelin e la sua cattura. E nonostante molte delle novità del film siano concentrate nella seconda metà, la conclusione è para para, non si sono sprecati manco a ridisegnarla. Complimenti.
E come se non bastasse, è ancora presente un altro problema del primo film, pur ridotto, ossia il fatto che dubito che chiunque non abbia seguito la serie riuscirà a non provare una certa confusione vedendo il film, visto che molti eventi sono qui solo abbozzati e ridotti, e chi non li avesse già presenti potrebbe trovare piuttosto oscuri certi passaggi.
Per lo meno, come ho detto, pur essendo ancora abbondante l' uso di materiale riciclato, qualche novità anche piuttosto interessante non è assente, specie nel confronto finale, probabilmente ancora più massiccio di quanto non fosse già nella versione originale. Anzi, probabilmente abbiamo uno dei combattimenti più spettacolari mai visti (pur non raggiungendo i livelli di You Are (Not) Alone, ma principalmente per una realizzazione tecnica inferiore).

Poco da dire su grafica e musiche. La prima è identica in tutto e per tutto a quello che offriva la serie (forse qualche leggero miglioramento nelle scene inedite), mentre le musiche sono grossomodo le stesse (fantastiche).
Volendo tirare le somme, nonostante i notevoli passi avanti ancora una volta è un progetto che, a differenza del Rebuild di Evangelion, consiglio esclusivamente a chi ha già visto la serie, per poterla apprezzare appieno, anche se paradossalmente saranno anche quelli che lo odieranno di più.

Voto: 8

martedì 6 aprile 2010

"Kick-Ass", di Mark Millar e Jhon Romita Jr.-

Mark Millar è uno dei migliori autori degli ultimi dieci anni. Ha dimostrato una vena dissacrante ancora più acida del sempiterno Miller. Maggior pregio dell' autore è quello di aver sempre voluto scardinare i fumetti supereroistici dai loro canoni. Se questo è in parte ravvisabile già nella fantastica serie degli Ultimates (dove però è spesso difficile stabilire il confine tra satira e la terribile "americanità"), Millar dà il suo meglio quando lavora a briglia sciolta, con personaggi del tutto originali. Un esempio fu l' ottimo Wanted, dove dimostrò tutta la cattiveria di un mondo dove i supercriminali hanno letteralmente fatto il culo ai supereroi.
Ora lo spunto è per certi versi ancora più stuzzicante: in un mondo come il nostro, zeppo di fumetti, film, e prodotti vari sui supereroi, possibile che nessuno abbia mai provato a emularli?
Di fatto il protagonista, un ragazzino di sedici anni, sarà il primo vero eroe in costume, e scoprirà che a dispetto delle intenzioni e dell' assenza di supereroi, è fin troppo facile farsi spaccare il culo!
Chi conosce l' autore non avrà difficoltà a immaginare gli elementi che condiscono la narrazione, ossia la solita crudezza degli eventi, e dosi massicce d' ironia nera.
Ma ciò che piace maggiormente dell' opera è il suo realismo. Kick-Ass diventa famoso grazie ad un video amatoriale su Youtube, e diventa un vero e proprio fenomeno culturale.
E come sempre, parlando di Millar, il pregio migliore dell' opera è il disincanto con cui la storia procede, senza riserbarsi più di tanto per un lieto fine che tanto lieto non è, anzi, diciamo che non lo è proprio.
Probabilmente non incisivo quanto Wanted, ma comunque meritevole di mettere per la prima volta su un piano completamente diretto con noi la figura del supereroe.

sabato 3 aprile 2010

"I promessi sposi", di Alessandro Manzoni.

Era inevitabile. Che prima o poi mi sarei ritrovato faccia a faccia con uno dei tanti spauracchi di tutti gli studenti d' Italia era solo questione di tempo. E il tempo ègiunto con l' università, dove, per preparare l' esame di Letteratura Italiana (manco a dirlo), è richiesta la lettura integrale del noto tomo.
Purtroppo, come molte cose, la fama che li precede è immeritata. Come fu all' epoca per I Malavoglia, bollati universalmente come mattone indigeribile da molti studenti, salvo poi, dopo averlo letto, essere diventato uno dei miei libri preferiti, simile è il discorso per I Promessi Sposi. Certo, capisco che come molte cose imposte per forza dall' alto esso risulti automaticamente indigesto, complice anche uno stile di scrittura non esattamente leggero, ma insomma, per farla breve, a me non è dispiaciuto, anzi! Manzoni era uno che sapeva scrivere, su questo c' è poco da dire. Oddio, non credo che sia tutto oro quello che luccica. Il caro Alessandro aveva un pò la fissa di allungare troppo il brodo, che poi è il suo stile di scrittura, ma trovo che certi passaggi fossero un pò troppo dilungati, tanto che alla lunga la lettura l' ho trovata un pò stancante.
Intendiamoci, nulla che possa compromettere la lettura per chi l' apprezza. Certe parti cono a dir poco fantastiche, su tutte la storia di Gertrude, che meriterebbe un libro a sé.
Credo che qualsiasi amante della letteratura dovrebbe quantomeno dargli una possibilità, superando magari il pregiudizio creatosi in tanti anni di studi d' italiano come "opera pallosa", potrebbe sorprendervi.

giovedì 1 aprile 2010

Mine vaganti

No no, ormai me ne sono praticamente convinto, il cinema italiano è tutt' altro che morto, a dispetto di quello che in genere si dice; e con buona ragione, devo dire, apparentemente smentendomi, ma d' altronde i problemi sono due: innanzitutto si ha sulle spalle il peso non indifferente di quello che ha rappresentato non solo in Italia, ma nel mondo, la vecchia scuola di Fellini, de Sica & co. , periodo aureo che probabilmente non tornerà mai, pur ritenendo che probabilmente avremmo ancora qualcosa da insegnare ancor' oggi, ma questo è un altro discorso.
E poi, soprattutto, come si suol dire "fa più chiasso una cattiva notizia che cento belle", e così fa molto più rumore l' ennesimo cinepanettone/cocomero/cagone annuale che non film validi come il qui presente Mine vaganti.
Una commedia dal retrogusto un pò amaro, che merita senza dubbio una visione.

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