domenica 29 novembre 2009

Evangelion: 2.0 You Can (Not) Advance - Recensione

Shinji comincia ad accettare il suo ruolo di pilota dell' Eva 01, trovando grande conforto nell' amicizia di Toji e Kensuke, nel graduale scioglimento di Rei, e in un minimo riavvicinamento a suo padre. Contemporaneamente, la battaglia contro gli Angeli va avanti, e in tutto il mondo si procede alla creazione di nuovi modelli, spesso sperimentanti nuove funzioni, e di pari passo vengono selezionati nuovi piloti.
In questo clima viene importato in Giappone l' Eva 02 dall' Europa, col suo pilota, Asuka Shinikami Langley, dal carattere fortemente competitivo e aggressivo.
Per Shinji si aprirà quindi un altro fronte, oltre a quello dei campi di battaglia: ora che ricomincia ad apprezzare la gente che gli sta intorno, vuole riuscire a stringere forti legami personali sia con Rei che con Asuka, che forse non è così forte come appare.
Nel frattempo, sulla Luna, un ragazzo dai capelli bianchi attende impaziente l' incontro con Shinji.

Non ce la faccio, devo dirlo subito: You Can (Not) Advance è bello, bellissimo, e apre nuovi orizzonti per una serie che ormai aveva detto tutto (ma evidentemente quasi tutto) ciò che aveva da dire, in tutte le salse possibili e immaginabili, tra serie tv, film, manga, e spin-off di ogni genere.
Un progetto del genere va valutato sulla base dei cambiamenti che apporta alla trama, e il rischio di lasciarsi sfuggire le tante novità introdotte è forte, quindi non vi accennerò nemmeno. Osserverò solo i fatti: You Can (Not) Advance è un ibrido tra quello che è stato You Are (Not) Alone e che forse sarà il terzo film (conosciuto temporaneamente solo come Quickening), ossia un misto tra eventi presi dalla serie, e di cui spesso l' appassionato di questa potrà indovinare, se non l' esatta conclusione, almeno lo svolgimento, e altri del tutto nuovi, che poi sono quelli che aggiungono più gusto alla visione.

Ma il valore di questo film è che, al di là delle novità più evidenti (specie in sede di design, ma ne parlerò più avanti), saranno le nuove piccole sfumature a essere gradite. Su tutte, lo sviluppo di Asuka.
Il tema portante del film è, come è sempre stato per il marchio, il percorso interiore dei personaggi, in special modo i Children (i piloti delle unità Evangelion), e in questo film l' attenzione è spartita tra Shinji e Asuka, e in misura inferiore su Rei. L' Asuka che si presenta a noi qui appare inizialmente identica a quella della serie, ossia strafottente e gloriosa fino alla boria. Ma proseguendo nella visione ci si rende conto che il suo personaggio ha assunto dei contorni lievemente diversi. Qui la sua non sembra tanto rabbia indirizzata solamente nell' allontanamento degli altri, in quanto ritiene di dover essere l' unica a primeggiare per valere qualcosa, ma sembra più un' aggressività tradente un inconscio desiderio di attenzioni, che arricchisce l' insicurezza profonda del personaggio.
Quanto a Shinji, same old story per chi lo conosce, riconfermandosi come uno dei personaggi più complessi mai prodotti in un anime. Per Rei, noteremo dei piccoli ma curiosi cambiamenti, che vi lascio il piacere di scoprire.
Per quanto riguarda i cambiamenti apportati allo svolgimento classico degli eventi, finora, tranne un paio particolarmente rilevanti, non c' è stato nulla di veramente sconvolgente, ma tutti si presentano ottimi e in grado di stupire chi conosce la storia originale.

Due parole sul nuovo Child, Mari Illustrious Makinami. Purtroppo il suo personaggio ha avuto meno scene di quanto sperassi, e prevalentemente la si vede in combattimento. Il risultato di ciò è che si sa ben poco sul suo background, ma ciò che si vede è comunque sufficiente a delinearne i caratteri, che la pongono come una bella ventata di fresco per la serie, mostrando un carattere più gioioso (o almeno meno paranoico) rispetto agli altri ragazzi, accompagnata da una certa "animalità" nel modo di fare (che raggiunge il suo apice nel suo fissarsi sugli odori). Al di là di questo, ogni commento su di lei è rimandato al terzo film, dove sicuramente verrà approfondita a dovere.
Tutti gli altri personaggi si riconfermano per quelli che conosciamo, e che quindi amerete. Giusto Kaworu/Tabris ha stimolato la mia curiosità. Come nel primo
film lo si vede poco (giusto in un paio di scene), ma quel tanto è bastato ad accendere il desiderio di scoprire i cambiamenti apportati al suo personaggio, che sembra giocare un ruolo diverso rispetto a quello della serie.

Ora parliamo della grafica, e beh, che dire?
You Can (Not) Advance è probabilmente l' anime (e forse film d' animazione) più impressionante mai visto dal punto di vista tecnico, semplicemente stupefacente. E se questo nelle scene di tranquillità dota i personaggi di una naturalezza che li fa sembrare vivi, nelle scene d' azione si traduce nei combattimenti più spettacolari e titanici che si siano mai visti (peccato per un uso a mio avviso leggermente eccessivo della CG, di cui sono un detrattore, ma di certo non rovina lo spettacolo). E tanta meraviglia si sposta anche nel design, che dove non si riconferma ottimo, si mostra con novità decisamente interessanti.

Molte discussioni nacquero dal restyling dello 02, con delle piccole/grandi modifiche (quelle che si notano maggiormente sono le "corna" in fronte e i reattori per planare sulla schiena), ma posso assicurarvi che in azione non stonano minimamente, e anzi accentuano la predisposizione al combattimento dell' unità, che qui sembra veramente ideata per il close-combat.
Il re-design si nota anche negli Angeli, che se non sono inventati di sana pianta, mostrano in tutti i casi un design alternativo davvero accattivante, che amalgama perfettamente con la spettacolarità dei combattimenti, come è avvenuto nel primo film per Ramiel.

Sul fronte sonoro, anche qui abbiamo le versione riorchestrata dei celeberrimi brani originali, supportati da alcuni nuovi molto validi. Unica cosa un pò dubbia è la scelta di accompagnare certe scene da una (bella) canzoncina con una voce bianca giapponese, forse discutibile a mio avviso nel primo caso, decisamente più riuscita nel secondo, dove per certi versi rievoca The End of Evangelion. Chi vedrà credo capirà.

You Can (Not) Advance, rispetto a You Are (Not) Alone, sembra non soffrire della parziale frammentarietà del primo, che ripercorrendo (quasi) al 100% le fasi iniziali della serie doveva fare dei tagli necessari, che avrebbero potuto rendere poco chiari certi passaggi a chi non la conoscesse. Qui il problema non mi è sembrato porsi, visto che ormai il nuovo andazzo ha preso lo slancio verso le novità, e se c' è qualcosa di poco comprensibile, è dovuto alle solite enigmaticità e cervelloticità della trama, quindi tutto regolare.
Se ai non appassionati potrebbe piacere, se non per la trama (che potrebbe comunque spingerli a recuperare la serie originale), almeno per la realizzazione tecnica, è indubbio secondo me che questo film verrà apprezzato in special modo da chi Evangelion lo conosce e l' ha amato, che vedrà come i realizzatori siano stati in grado di cambiare una serie storica senza snaturarla minimamente.

Voto: 9,5

2 commenti:

  1. Gran bella recensione...
    A causa della mancanza di un degno adattamento nella nostra lingua,devo ancora vedere"you can(not)avance"...
    Parlando del film,mi chiedevo se la musica classica fosse presente in quantità minore rispetto la serie.

    RispondiElimina
  2. Insomma,alla fine non ho resistito e ho visto il film,fregandomene altamente della(pessima)qualità video.
    Se volevano sconvolgermi,con gli effetti speciali,ci sono riusciti.
    Per approfondire dovrei spoilerare alle altre 3 persone che seguono il blog,quindi preferisco tralasciare.
    Diciamo solo che ho apprezzato tantissimo,anche se le canzoni cantate dai bambini mi hanno fatto storcere il naso.
    Per il resto,direi che 9,5 é un voto più che appropriato per un opera del genere.
    Adesso sarà dura tornare agli anime"comuni"dopo aver visto un tale capolavoro.

    RispondiElimina

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