sabato 1 dicembre 2012

"Il Processo", di Franz Kafka

Se c' è una parola che può riassumere bene Il Processo, quella è "angoscia". Un angoscia soffocante, confusa, di quelle che ti mettono nella condizione di sapere di stare per sbattere contro qualcosa, ma quel qualcosa non arriva mai.

K. si ritrova, senza alcun preambolo, coinvolto in un processo che lo vede accusato di una colpa sconosciuta. E tale colpa sembra del tutto secondaria rispetto al processo in sé, al punto che quasi subito non interesserà più nemmeno al protagonista, troppo preso dall' avere la sua rivalsa nei confronti di un meccanismo giudiziario che ha del divino, nella sua imperscrutabilità.

Il Processo è un racconto del rapporto di tutti con il potere e l' autorità, ossia un' entita aliena e alienante che, pur nascendo dagli uomini, ne diventa quasi un padrone esterno, al punto che nessuno ne può comprendere appieno l' estensione e la vera natura.

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