venerdì 14 ottobre 2011

Metroid : Other M [WII] - Recensione





Con l' avvento del 3D, il problema a cui dovettero andare incontro gli sviluppatori era reinventare i propri giochi, specie i marchi famosi, in funzione delle nuove potenzialità tecnologiche disponibili. A Nintendo se la sono cavata egregiamente, con Super Mario 64 e The Legend of Zelda: Ocarina of Time. Con Metroid però il processo è stato più lento e faticoso, tanto che il marchio ha addirittura saltato una generazione, dal Super Nintendo al Gamecube senza passare per il Nintendo 64. La missione venne affidata ai Retro Studios, e nonostante i mille dubbi iniziali sappiamo benissimo come sia andata a finire, con la trilogia Prime che è entrata nell' olimpo dei videogiochi. Ma, forse troppo impegnata con altri progetti, Nintendo ha affidato ancora una volta il suo marchio più adulto a degli esterni, a quel Team Ninja, famoso per l' amato-odiato Ninja Gaiden. Ancora una volta ci ritroviamo davanti ad un reboot "morale" (perché è chiaramente inserito nella continuity della serie), solo che piuttosto che affrontare la sfida di una nuova tecnologia (se escludiamo il Wii Mote), stavolta si decide di affrontare un nuovo fronte mai affrontato prima, ossia inserire una trama, elemento da sempre alieno (e non necessario) per un Metroid.
A onor del vero, già Prime 3: Corruption aveva implementato un' elemento narrativo decisamente accentuato, specie se si fa il raffronto con qualsiasi altro episodio della serie. Ma qui la cosa si è spinta ulteriormente, rendendo Samus personaggio attivo negli intermezzi filmati, non più spettatrice muta degli avvenimenti. Stavolta, per la prima volta nella serie, la nostra eroina parlerà. E anche troppo! Il principale problema all' impianto narrativo, terribile da dire, è proprio la caratterizzazione di Samus, troppo contraddittoria con quello che è stato il personaggio fino ad oggi. Si è tentato di accentuare il suo lato emotivo, per svelare i suoi lati più deboli: beh, ci sono riusciti anche troppo. Per essere una donna adulta che da anni viaggia da sola per la galassia uccidendo mostri di ogni dimensione e forma, la protagonista di Other M è... come riassumere in una parola sola? EMO.
Si, emo, perché ci ammorba spesso con interminabili monologhi su tutte le sue insicurezze passate e presenti, con una voce pressapoco atona, figlia di una direzione del doppiaggio disastrosa (cosa che affligge buona parte del cast). Insomma, l' hanno resa eccessivamente fragile, e anche ancor più contraddittoria, quando l' apparizione di un vecchio nemico affrontato più volte stavolta le farà venire quasi un coccolone.
L' intreccio in sé è piuttosto buono invece. Nulla di che, ma per lo meno uno o due "WTF" vi usciranno fuori (anche se la loro estemporaneità sembreranno uscire da un B-movie). Non parliamo degli altri personaggi, secondo me sono tutti dimenticabili, anche perché di tutto il cast solo 4 hanno una vera personalità, cosa che si rifletterà a posteriori su uno dei buchi narrativi del gioco, uno abbastanza grave, visto che riguarda quello che sarà un grosso cardine della trama che però sembrerà venire dimenticato. Peccato.

Other M si presenta come il primo vero Metroid in terza persona in 3D (riallacciandosi ai fratelli Mario e Zelda nell' epoca 64 bit), che sfrutterà però una telecamera fissa, per niente fastidiosa, salvo in certe situazioni, comunque nulla di critico. In questa modalità Samus potrà sfruttare tutte le sue abilità topiche, tranne missili e supermissili. Questi verranno usati esclusivamente nella modalità in prima persona, applicabile ruotando il controller (ricordo che si sfrutta unicamente il Wii Mote, niente Nunchuck) in posizione verticale, ossia perpendicolare alla tv. E qui nascono i problemi pratici di Other M.

Non capisco perché i programmatori si siano ostinati a voler utilizzare unicamente il Mote, di fatto privandosi di altri 4 comandi (1 levetta, 2 dorsali, 1 sensore di movimento). Mi pare di ricordare che volessero replicare il feeling dei Metroid 2D classico. Encomiabile, ma allora perché inserire anche la prima persona Un azione del tutto macchinosa e innaturale, visto che dovrete totalmente cambiare posizione di mano e joystick, costringendovi in certi casi ad evoluzioni acrobatiche. Nulla che affondi completamente il gioco, ma certe volte la frustrazione sarà notevole, come nel caso del boss finale, il cui primo round è atroce in tal senso.
Tutta un' altra storia è la mira nella terza persona. Il gioco ha un sistema di autopuntamento che sopperisce alla altrimenti impossibilità di mirare dato il movimento in 8 direzioni uniche di Samus, unica possibilità visto che ci si sposta usando la croce direzionale. Quindi punteremo automaticamente al nemico più vicino, scelta discutibile, specie nelle prime fasi di gioco, ma sorprendentemente una volta presa la mano il sistema funziona piuttosto bene.


Apriamo il tema della difficoltà. Il Team Ninja è famoso per la difficoltà dei suoi giochi, e si potrebbe dire che Other M non faccia eccezione, ma personalmente ho percepito il livello di sfida in maniera molto ambigua. Pur essendo i combattimenti impegnativi, la difficoltà di questi scema piuttosto rapidamente, anche prima del loro naturale abbassamento per il potenziamento del personaggio. Sostanzialmente, per determinati nemici, si tratta di sbattere contro il muro della loro improvvisa difficoltà rispetto ai precedenti, morire qualche volta, e una volta appreso la strategia per affrontarli la loro difficoltà quasi si annulla. Ci sono quindi picchi di frustrazione in un gioco mediamente non molto difficile.


Che non si fraintenda comunque. Other M è un gioco divertente, intenso, e con una varietà piuttosto buona di situazioni, tutte in funzione dello spirito maggiormente arcade rispetto ai canoni della serie. Una mappa più lineare, quindi, non priva di segreti quali oggetti extra, ma dallo scorrimento di sicuro più liscio rispetto ai classici intoppi degli altri giochi, in cui bisognava capire in quale punto della sconfinata mappa utilizzare il potenziamento acquisito. Qui l' esplorazione procede in maniera molto più guidata, senza la ricerca ossessiva del potenziamento di turno, che verrà sbloccato solo dopo che il caro Adam ci permetterà di utilizzarlo, scelta ai confini dell' offensività nei confronti del giocatore che mi rifiuto di commentare; oltre ad essere contraddittoria riguardo a Samus, che è diventata cacciatrice di taglie proprio per operare di testa sua, priva il gioco della soddisfazione a posteriori per la sconfitta di un boss, ossia l' ottenere il potenziamento da lui nascosto. Una bazzecola, che però uccide un po la soddisfazione per la vittoria.


Tanta sperimentazione nelle fasi di gioco non dà sempre dei buoni risultati. A ricevere il Razzie Award sono quelle con telecamera alle spalle, alla Resident Evil 4. Se inizialmente potrebbero sembrare una buona idea, ben presto si capisce che, data l' impossibilità di attaccare in queste sezioni, di fatto è impossibile anche che accada qualcosa, visto la nostra impossibilità a difenderci. Detto in parole povere, saranno delle camminate a passo di formica in cui non succederà nulla. In una delle prime fasi del gioco ci sarà un backtracking in questa modalità a dir poco tedioso.


Tecnicamente il gioco non è il massimo offerto dalla corrente generazione. Per quanto il livello di dettaglio sia decisamente buono e le animazioni fluidissime, i rallentamenti in certe situazioni saranno inevitabili, e il gioco carica un po più spesso di quanto non avrei voluto. Il design poi, è fresco e colorato, ma chi è abituato ai toni cupi dei Prime potrebbe essere infastidito da tanta "vivacità".
Il sonoro, a parte la questione del doppiaggio (mediamente scadente), non presenta picchi di sorta. Tranne forse qualche boss theme non ci sono brani particolarmente memorabili.
Certo se c' è un fronte su cui la nuova impostazione della mappa perde è la longevità. In 10 ore scarse starete vedendo i titoli di coda. Certo, sono state dieci ore piuttosto intense, quindi piangiamo con un occhio.


La sperimentazione è sempre gradita, e per quanti punti oscuri questo gioco abbia, lo ritengo tutto sommato riuscito, visto che innegabilmente ha portato un pò di freschezza nella saga (che comunque è una delle poche a non aver conosciuto veri e propri flop qualitativi, sempre escludendo gli spin off). Non sono del tutto chiuso ad un nuovo episodio dal Team Ninja. Se aggiustassero delle magagne e delle stupidaggini di troppo (faccio notare che il tasto B non viene usato manco di striscio), potrebbe uscirne un vero capolavoro.
E magari la prossima volta forniranno l' armatura di Samus anche di lamette, chissà!


Grafica: 8.5
Sonoro: 7.5
Giocabilità: 8
Longevità: 7


Voto: 7.5


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