domenica 8 aprile 2012

"Kick-Ass 2", di Mark Millar e John Romita Jr.

La moda del supereroe impazza. Seguendo l' esempio di Kick-Ass molti cominciano ad andare in giro in costume, inventandosi un' identità alternativa e aiutando il prossimo, combattendo il crimine e non. Dave quindi si unirà ad un gruppo di "vigilantes", cercando di convolgere Mindy "Hit-Girl", che però rifiuta, avendo promesso al patrigno di aver chiuso con la lotta al crimine.
Tutto va liscio, fino a quando Red Mist, adesso col nome di Mother Fucker, si rifà vivo, bramoso di vendetta.


Kick-Ass rappresenta senza il minimo dubbio l' opera più originale e concettualmente interessante di Millar, ponendo una questione veramente interessante: possibile che mai a nessuno sia venuto in mente di emulare i propri amati supereroi e combattere i fumetti? "Possibile che tutti vogliano essere Lady Gaga e non Batman?" (forse la battuta non era precisamente questa, ma il succo è questo)
L' idea forse non era proprio nuovissima, ma era raccontata con una tale ironia, un tale black-humor, e soprattutto era calato perfettamente nella pop culture, da essere pienamente godibile ed identificabile col lettore medio di fumetti, che almeno una volta avrà fantasticato su di una carriera da giustiziere.
Kick-Ass 2 quindi completerebbe il cerchio, mostrando dopo la nascita dei supereroi quella dei supercattivi, ma si inserisce in una posizione ambigua, perché se da un lato è l' ennesima riprova del gusto per l' estremo un pò fine a sé stesso dell' autore, dall' altro qua c' è maggiore sostanza nella trama, se non altro perché qui, anche grazie al fatto che si tratta di un sequel, i personaggi hanno un vero spessore.
Il personale metro di giudizio per un fumetto, su quanto sia coinvolgente e valga la pena di leggerlo, lo baso sulla smania che prende di leggerne il numero successivo, e in tal senso Kick-Ass 2 è promosso ampiamente. Pur non essendo ai livelli del primo, la lettura è coinvolgente e divertente, e verso la fine riserva anche qualche soddisfazione. Certo il finale forse è un po troppo campato in aria (come a voler rendere ancor più chiaro che ci sarà una terza parte), e questo mi ha lasciato l' amaro in bocca, ma che ci vogliamo fare, oggigiorno se non fai una trilogia non sei nessuno.

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