martedì 26 febbraio 2013

Batman: Arkham City - Game Of The Year Edition [360] - Recensione



Prendere quello che c' era di buono e ampliarlo. Dovrebbe essere la regola d' oro per lo sviluppo di qualsiasi sequel. E c' è da credere che Rocksteady, in sede di sviluppo di Arkham City, abbia fatto tatuare questa massima sulla fronte di ogni sviluppatore, in quanto tutto il buono che c' era in Arkham Asylum qui è riproposto espanso oltre ogni dire.

Lo spazio "chiuso" del manicomio è stato abbandonato in favore di una città prigione (nella migliore tradizione di certa fantascienza), nella quale ben poca attenzione si presta, almeno apparentemente, alle marachelle che si consumano tra i detenuti, siano questi prigionieri politici, criminali comuni, o i tanti supercriminali avversari dell' uomo pipistrello. In particolare di questi Arkham City sembra eccezionalmente costipata, visto che ne incontrerete a bizzeffe. Se da un lato questo non può che fare la gioia dei fan, e garantire una certa curiosità per vedere chi sarà il prossimo (fino alla fine ci saranno new entry), dall' altro questo assembramento di massa lascia poco respiro allo sviluppo della maggior parte di questi, sparpagliati nelle circa 10 ore della storia, al punto che certi camei sono decisamente mordi e fuggi.
Comunque sia, di sicuro non è l' atmosfera a mancare al gioco, che spinge sull' acceleratore gli elementi di design visti nel primo, mostrando, nella commistione di musiche, ambienti e personaggi, una certa ispirazione al Batman di Nolan nelle prime, e a quello di Burton per molti aspetti dei secondi (con certi momenti anche sottilmente disturbanti).



Tutto quello che c' era nel primo, e anche di più, si era detto. Questo "the more, the merrier" è riscontrabile in entrambe le fasi che ormai contraddistinguono la serie: l' action e lo stealth.

Nel primo, le mosse a disposizione per Batman sono aumentate esponenzialmente, aggiungendo combo, mosse dagli svariati effetti, e un più ampio uso dei suoi proverbiali gadget, come le granate congelanti. A dispetto di ciò, comunque, il fulcro resta lo stesso, ossia riuscire a concatenare più mosse possibili senza interrompere la catena di colpi, in modo da ottenere punteggi più alti (e più esperienza nello Story Mode). Ma non saremo i soli ad avere subito dei miglioramenti. Ora i nemici saranno equipaggiati con più varietà, aggiundento a quanto visto prima armature, scudi anti-sommossa, per non parlare di tutta una serie di nemici speciali che richiederanno notevole impegno per essere sconfitti.
Tanta varietà, se è indiscutibilmente un miglioramento (a confronto, Asylum era monotono), può richiedere una quantità di concentrazione non indifferente, visto che determinati nemici richiederanno determinate mosse  per essere eliminati, cosa che potrebbe spezzare una combo se non eseguita perfettamente, e certe volte il numero e la varietà di questi su schermo sarà tale da farvi confondere, fino a che non avrete fatto l' occhio (dopo molta pratica). Un' inezia, comunque.



Anche le fasi stealth sono state irrobustite considerevolmente, aggiungendo a tutti i classici ereditati dal prequel alcune chicche come il fumogeno, le cariche elettriche da sparare (utilizzate anche in certe interazioni con l' ambiente), granate congelanti, e così via. A ciò si aggiunge una maggior numero di azioni contestuali (come gli occasionali, ma soddisfacentissimi, doppi KO).
E anche in questo caso, i nemici presentano un arsenale rinnovato, con aggeggi quali visori notturni per scovarvi al buio, e jammer per confondere la vostra visione stealth.

Queste meccaniche così opposte ma complementari, stavolta si vedono calate in uno scenario di respiro ben più ampio rispetto al suddetto manicomio, dando al gioco un anima quasi sandbox, per quanto limitato rispetto ad un GTA (ma chiaramente, parliamo di giochi diametralmente diversi).
Arkham City, come accennato prima, è covo di criminali e bande che lottano tra di loro (capeggiate da Duefacce, Pinguino, e Joker), e questo porterà a zone presidiate da squadre armate e picchiatori, per non contare gli elicotteri militari che vigilano sul tutto (e che vi spareranno a vista, se stuzzicati). In questo ambiente, le cose ad attrarre la vostra attenzione abbonderanno, tra una notevole varietà di missioni
secondarie (spesso legate ad altri personaggi dell' universo del fumetto), e le bentornate sfide dell' Enigmista.
Queste, a loro volta, sono un altro aspetto dell' originale ad essere stato steroidato, forse addirittura troppo, visto che di trofei e prove da superare ce ne sono addirittura troppe. Ma in fin dei conti, tutta roba che fa brodo, e che aumenta esponenzialmente la già non indifferente longevità del titolo.



Parlando dell' enigmista, faranno capo a lui stavolta le sfide extra offerte oltre la campagna principale, anche loro divise tra combattimento e stealth. E grazie a tutti gli upgrade subiti dai nemici che ho elencato prima, sono decisamente più difficili da superare col massimo dei punteggi (e lo dice uno che nella sfida di combattimento più difficile del primo era arrivato a classificarsi, perdonate il pavoneggiamento, 24° nella classifica mondiale). Ma ancora una volta, se questo può portare ad un po' di frustrazione, allo stesso tempo è tutta manna dal cielo per il livello di sfida e la longevità.

E la GOTY edition, cosa aggiunge? Tanta roba, a dire il vero. Roba che a esser onesti credo mi sarei sentito defraudato, se avessi comprato separatamente e singolarmente, ma che messa nello stesso pacchetto rende la cosa ben più allettante.
Catwoman, per iniziare. Le sue missioni sono risibili a dir poco, al punto che quasi tutte (sono 5) durano pochi minuti (la prima forse trenta secondi), senza aggiungere nulla di consistente alla trama. Selina in sé è piacevole da utilizzare: più debole, ma molto più veloce di Batman, e ha i suoi gadget caratteristici (anche se pochini).
Riguardo "La Vendetta di Harley Queen", vero e proprio epilogo alla storia, per quanto strutturato bene a livello di gameplay, è deludente proprio per il suo fare da chiusura all' avventura principale, presentando veramente un cazzo a livello di avanzamento di trama e approfondimento. Seriamente, è del tutto inutile, e questo mi ha deluso, a maggior ragione del fatto che il finale originale non mi è garbato affatto, abbastanza campato in aria. L' unico vero motivo per giocare il DLC è la possibilità di utilizzare Robin, altra gradevole alternativa a Batman.
Tutti i personaggi alternativi sopra elencati, più Nightwing, sono liberamente utilizzabili nella modalità sfida, aumentando vertiginosamente il fattore longevità.

Nel fumetto si vede per una vignetta, ma, ehi, tutto fa brodo!

A coronare il tutto, l' aggiunta più effimera ma allo stesso tempo più accattivante: le skins alternative. Tutti i personaggi hanno almeno due costumi alternative, ma Batman trionfa a mani basse, beccandosene una decina, che faranno a dir poco la gioia dei fan hardcore del personaggio.

Il comparto tecnico non presenta sconvolgimenti rispetto a quanto visto prima. L' Unreal Engine viene spremuto a dovere, presentando un certo lavoro di fino rispetto ai già ottimi risultati del predecessore (migliorando quello che secondo me era il suo punto debole, ovvero la scarsa espressività dei volti), ma a fare veramente la differenza è il comparto artistico, che, come accennato sopra, brilla veramente di luce propria; e con lui le musiche, che sembrano essere una commistione di quanto prodotto da Elfman e Zimmer per i rispettivi film.

Difficile pensare come migliorare ulteriormente una formula che mostra pochi fianchi a critiche, se non sotto il profilo della trama, in cui le occasioni sprecate non si contano (per dire, Robin appare e se ne va nel giro di un minuto). L' unica vera opzione sarebbe l' ampliamento ulteriore di quanto offerto, magari mettendoci finalmente alla guida di qualche veicolo, su tutti la Batmobile. Ma per questo c'è il futuro, nel quale ci aspetta il già annunciato nuovo episodio next-gen (non più affidato ai Rock Steady. Speriamo bene).

Grafica: 9
Sonoro: 8,5
Gameplay: 8,5
Longevità: 9

Voto: 9


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