martedì 29 giugno 2010

Rhythm Heaven [DS] - Recensione



Ci sono giochi che riescono nel miracolo di accattivarti subito. Altri ti prendono dopo un po. Altri mai. Altri prima ti prendono e poi ti mollano. E così via, così via...
Perché tutta questa menata? Perché raramente mi sono capitati giochi che come Rhythm Heaven possono incarnare in sé più di altri tutti questi casi.
Per farvi capire, il genere è quello che generalmente, se hai una minima inclinazione verso di esso, ti acchiappa subito. Solo che qui, la cosa che risalta subito agli occhi, è una difficoltà caina. Ma anche la difficoltà è un discorso ambiguo, perché le prove sono tanto diverse tra di loro che chi trova difficile una certa prova troverà facile una che ha messo in crisi altri.
In cosa consiste la sfida? Ogni quadro del gioco, sbloccabili in successione ottenendo almeno un "OK" come valutazione in quello precedente, è costituito da una scenetta particolare, che ovviamente si svolgerà a tempo con la musica di sottofondo, e seguendo quel ritmo, previamente spiegatovi via tutorial (sempre efficienti nelle spiegazioni, anche se certe volte mi è capitato che non chiarisse bene cosa bisognasse fare, e questo può causare frustrazione), e voi dovrete "semplicemente" eseguire a tempo le azioni illustratevi, che sostanzialmente sono tre, alternate o mischiate tra di loro di volta in volta: colpetto secco sul touch screen, pressione prolungata, colpetto a trascinare. Tutto qui, e sarà più che sufficiente

Ora mi tocca parlare della difficoltà, e devo dire che è un punto più difficile da trattare di quanto non possa sembrare. Perché Rhythm Heaven che, pur essendo oggettivamente difficile, lo è anche soggettivamente, poiché un quadro che ha dato molte difficoltà a me può venire molto facile a qualcun altro, e viceversa.
La questione difficoltà rende ambiguo anche il rapporto con il gioco, perché se è sicuro che la curiosità di vedere come sarà il quadro successivo e l' intestardirsi nel completare quelli precedenti (magari ottenendo un "SUPERB", che vi darà una delle medaglie necessarie ad accedere ai minigiochi, rigorosamente ritmici, o addirittura un "PERFECT", che vi regalerà un bonus di vario genere, ma attenzione, per i PERFECT vi verranno assegnati tre tentativi per quadro, dopo di che dovrete aspettare che sia il gioco a riproporvelo), la frustrazione che può generare il costante fallimento nei tentativi può consigliare di prendere il gioco a piccoli bocconi, come d' altronde suggerirebbe la sua natura portatile (che comunque trovo in parte discutibile, visto che la concentrazione richiesta per giocare potrebbe non essere raggiungibile ovunque).

Bene, toltimi i sassolini dalla scarpa, posso elogiare quella perla che è Rhythm Heaven, probabilmente il migliore rhythm game degli ultimi anni (secondo me anche di Guitar Hero, perché, volendo considerarli alla pari dal punto di
vista formale "acustico", RH ha dalla sua un' immediatezza nei controlli impossibile da acquisire per i neofiti di GH).
Il design, semplice ma ispiratissimo e a dir poco fresco, saprà catturarvi da subito con le carismatiche creazioni che vi accompagneranno lungo il gioco. Certo, molti obietteranno che il tutto è a dir poco semplicistico, per non dire scarno, ma io dico, per un gioco del genere basta che l' asppetto visivo mostri un pò di personalità e sarà più che sufficiente.
E la musica, ovviamente. La musica è ottima. Il compositore Mitsuo "Tsunku" Terada ha creato delle melodie fondamentalmente molto semplici, ma tutte più che gradevoli, e che comunque riescono pienamente nell' obiettivo di catturare il giocatore nel ritmo e, quel che è più fondamentale, farlo divertire.

Rhythm Heaven è un gioco che ritengo qualsiasi possessore di DS dovrebbe quantomeno provare. Potrebbe scattare la scintilla.

Grafica: 7
Sonoro: 9
Giocabilità: 8,5
Longevità: 8

Voto: 8,5

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