giovedì 29 dicembre 2011

Apocalypto

La crudezza di particolari che aveva caratterizzato La passione di Cristo ritorna nel seguente film firmato Mel Gibson. Ma dove nel primo l' insistenza su quei particolari era inutile e fine a sé stessa (mantenendo il mio giudizio sotto un profilo puramente cinematografico, non religioso), qui la violenza diventa mezzo di espressione della lotta per la sopravvivenza nel ciclo "uomo mangia uomo", mostrando come mai prima d' ora la spietatezza della cultura religiosa Maya.
Mi chiedo se la lingua parlata per tutto il film (rigorosamente sottotitolato) sia l' effettivo linguaggio precolombiano o un idioma creato per l' occasione. In ogni caso, il risultato è degno di nota, al pari dell' aramaico del precedente film.
Interessante riflettere su quale possa essere il significato del titolo, interpretabile sotto vari punti di vista, in merito comunque al significato di "fine del mondo", sia per l' eclissi, sia per il suddetto ciclo autodistruttivo dell' uomo, per l' appunto in merito al finale, che lascia intendere come l' apocalisse si stia avvicinando per quel mondo (decadente?) per far spazio quasi ad un nuovo predatore.

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