mercoledì 8 febbraio 2012

"Alice nel paese delle meraviglie / Attraverso lo specchio", di Lewis Carrol

L' ambiguità fatta libro. O meglio, fatta favola. Nulla nelle avventure di Alice è quel che sembra, o per lo meno, non è quello che ci si aspetterebbe. Tutte le regole del mondo degli adulti qui vengono sovverite e rovesciate, in un delirio in cui solo l' innocenza di una bambina può districarsi. E Carrol aveva molta fiducia nell' inventiva del bambini, offrendo costantemente ad Alice (e ai giovani lettori per cui il libro fu inteso) delle sfide che apparentemente sarebbero al di là delle sue capacità, ma che con il suo spirito d' osservazione e la sua fanciullesca intrapendenza riuscirà a sbrogliare sempre per il meglio.
Il paese delle meraviglie (e il regno al di là dello specchio) sono i luoghi topici della metamorfosi, dove nulla rimane sempre uguale a sé (come c' insegna il Bruco, tutto cresce e cambia) e dove nulla sottosta a leggi prefisse e immutabili (Humpty Dumpty fa significare alle parole ciò che gli pare). Una lettura consigliata a tutti per la sua leggerezza, che però non si traduce in banalità di contenuti, anzi.

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