sabato 18 febbraio 2012

Red Dead Redemption - Game Of The Year Edition [360] - Recensione




Se c' è un genere con cui ho sempre avuto un rapporto particolare è quello del western. Non ho mai subito appieno il fascino di questo setting così importante, specie in ambito cinematografico. Non ho mai visto per intero un film western (a parte forse qualcosa come Lo chiamavano Trinità o Occhio alla penna, se vogliamo considerarli), e al massimo ho letto qualche storia di Cocco Bill e Lucky Luke.


Questo per dire che Redemption è il primo prodotto puro (non parodizzato) ambientato nella frontiera americana che abbia mai fruito. E se c' è una cosa che ho capito è che non vorrei per niente viverci (Doc Brown dovrebbe spiegarmi cosa ci trovi mai). Tra banditi, animali selvaggi, sparatorie, cannibali, e chi più ne ha più ne metta, il selvaggio West è una vera trappola. Ma di certo vale la pena farci un giro, almeno virtuale, visto che tra un proiettile e l' altro potrete assaporare tutte le varie sfaccettature di questo mondo che mai prima d' ora avevamo potuto quasi toccare con le nostre mani. Andare a caccia, cogliere erbe nel deserto, giocare a Blackjack in un casinò, o anche semplicemente attraversare il continente in sella ad un ronzino che corre a briglia sciolta, magari fermandosi per godere di uno scorcio particolarmente pittoresco, ti ricordano come certa gente sappia quale sia il segreto per creare un titolo sandbox degno di questo nome. Le piccole cose. Tante piccole cose che messe assieme ne fanno una enorme, immensa. La frontiera insomma, offertaci da Rockstar con uno stile che solo lei sa riversare nei suoi giochi, a partire dalla trama, e soprattutto dai personaggi.


Ma spendiamo due parole sull' intreccio. Interpreterete John Marston, ex bandito che adesso, per motivi riguardo ai quali è restio a parlare, sta dando la caccia ad alcuni suoi ex compagni di banda, viaggiando in un America (e un Messico) in via di cambiamento, un luogo dove la legge comincia a imporsi sulla rozzezza della vita, o almeno impone la sua versione personale di rozzezza. Quindi, in pieno stile GTA, la trama progredirà recandosi da determinati personaggi e svolgendo le missioni da loro affidateci, che ci faranno scoprire anche tanti scorci secondari di un ambiente così affascinante. Pur avendo percepito che certe volte le cose venissero tirate un pò per le lunghe (troppi favori da fare in cambio di uno solo), la trama non perde mai di consistenza, soprattutto grazie alla splendida caratterizzazione dei personaggi, a cominciare proprio da John, che a sorpresa mi è riuscito più simpatico di quanto non pensassi. E mi sento di aggiungere, chiaramente non spoilerando, che il finale della storia, anch' esso a sorpresa, mi ha colpito davvero molto. E anche dopo, comunque, una bella soddisfazione ce la potremo togliere!


Le missioni principali (che poi per lo più rimescolano tutte le azioni effettuabili durante il free roaming) saranno raramente tediose, e di certo si fregiano di una notevole varietà (che comunque non sempre si traduce in qualità. Ce ne saranno una o due in cui si va da A a B, si vede un filmato, e si torna a B. Inventiva!), cosa che, unità alla suddetta bontà della trama, vi spingerà notevolmente a proseguire con gli eventi principali. Ma per lo più, chiaramente, il gioco si basa su quel fenomeno accademicamente denominato cazzeggio, in cui potrete scoprire tutti i segreti e gli angoli più infimi dell' enorme e fascinosa mappa. Che sia a piedi o a cavallo (soprattutto a cavallo, magari uno comprato se non addirittura domato da voi stessi), un giro vale sempre la pena di farlo, si scopre qualcosa senza troppe difficoltà, magari una missione secondaria affidatavi da uno sconosciuto, o il covo di una banda, che forse ha pure rubato la cassaforte di una banca. Ma non è detto che dobbiate riportargliela, potreste anche tenervi il malloppo.


A tutto ciò si aggiunge una sfilza di minigiochi da far paura, alcuni adatti giusto per minchionare (come il braccio di ferro), altri che invece sono riproduzioni perfette di veri giochi d' azzardo (potrei cominciare a giocare veramente a Black Jack, aiutatemi!), o magari un bel duello, che non fa mai male.
Spesso questi minigiochi (e missioni secondarie) sono collegati allo sbloccamento dei costumi alternativi per il personaggio, che se per lo più hanno funzione decorativa, in certi casi vi daranno sei bonus niente male, come la capacità di barare a poker o un tempo di recupero più rapido per il Dead Eye (una sorta di ralenty).
Come avrete capito, riguardo alla longevità, viaggiamo su livelli piuttosto alti. Se tutto ciò non bastasse, la GOTY Edition include tutte le espansioni del gioco, ossia il multiplayer completo di tutte le missioni e le mappe aggiuntive, ma soprattutto Undead Nightmare, ossia una versione zombesca del gioco originale, non lungo quanto quello, ma di sicuro divertentissimo e capace di tenervi impegnati sufficientemente a lungo.


Il fronte tecnico si fregia di tutto lo stile Rockstar, specie nel comparto audio, per niente invasivo, ma capace con le sue musiche di sottolineare perfettamente i vari momenti delle vostre peripezie.
La grafica invece mostra qualche leggera incertezza, soprattutto un certo pop up di elementi dello scenario e textures, ma è un difetto presente in scala così ridotta da non meritare particolare attenzione, specie considerando lo spettacolo offertoci, che mostra i suoi punti di forza nelle animazioni fluidissime e in particolar modo nel sistema d' illuminazione che rende l' ambiente veramente vivo.


Poco da fare, gringos. Redemption è uno dei migliori giochi delle recenti annate, e quest' edizione rende a dir poco imperativo procurarselo, senza contare che in rete si può trovare facilmente a buon prezzo.


Grafica: 9
Sonoro: 9,5
Giocabilità: 9
Longevità: 9


Voto: 9


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