venerdì 15 marzo 2013

Il Grande e Potente Oz

Se c'è una cosa che mi ha chiarito questo film, è che la differenza tra soddisfazione e delusione sta nelle aspettative che uno si crea.
Approcciandomi a quella fetecchia di Alice in Wonderland, queste furono pesantemente disattese, mostrando un Burton fiacco, che, salvo qualche singhiozzo nella caratterizzazione dei personaggi, non mostrava una briciola di quelle qualità che lo hanno sempre contraddistinto, a cominciare dal comparti visivo, decisamente anonimo e privo di quel senso di grottesco che caratterizza le sue opere più famose (non basta dargli colori smorti per farne un film burtoniano).
A sorpresa, Oz, film verso il quale non provavo la benché minima speranza, si è rivelato una pellicola ben più solida di quanto pensassi, pur con tutti i suoi limiti.

Il rischio, in questi adattamenti patrocinati dalla Disney, è quello di avere in mano lavori piatti, che rispondano alle esigenze non solo di marketing, ma anche di targeting di questa: zero violenza quindi, lieto fine, e morti (se ci sono) edulcorate, e soprattutto trama dall' intreccio prevedibile. Se Alice era infossata in questi problemi, Oz fortunatamente si districa meglio tra di essi, mostrando come Raimi, almeno per la prima parte del film, sia riuscito a tenere in mano le redini della guida creativa della sua creatura, con un comparto creativo, e soprattutto una fotografia che fanno pensare, se non a Spider-Man, addirittura a La Casa.

Partendo da un prologo filmato in bianco e nero e in 4:3 , il transito al mondo di Oz è caratterizzato dai 16:9 e da un' esplosione di colori e forme tale da scatenare nello spettatore la voglia di avventurarcisi. E fino all' intervallo uno può quasi dimenticarsi chi abbia messo i soldi per questo film, tanta è la bontà dei dialoghi, delle situazioni, e del ritmo, al punto da poter quasi immaginare la frenesia di una produzione indipendente.
Non che passata la metà ci sia il collasso, ma è innegabile che, salvo forse un pò sul finale, il brio iniziale sia stato perso, portando a svolti narrativi triti, specie per chi conosca l' opera originale di Baum, di cui questo è il prequel.



Fortunatamente, laddove lo script scarseggia, ci pensano i personaggi a tenere su la baracca. James Franko è un Oz sorprendentemente solido, molto sfaccettato, e per quanto non privo di difetti, accattivante; rimane la curiosità di vedere cosa ne sarebbe uscito se a farlo fosse stato Robert Downey Jr., come pianificato all' inizio, ma contentiamoci.
Al posto dei canonici leone, spaventapasseri, e uomo di latta, abbiamo la scimmia volante, che da sola vale la visione, e altri due comprimari che non svelerò, di cui soprattutto uno è riuscito eccezionalmente bene.
Le streghe rappresentato alti e bassi, con una Mila Kunis forse poco adatta al ruolo, una Michelle Williams soddisfacente, e un' ottima Rachel Weisz.

In definitiva, Il Grande e Potente Oz è un' ottimo entertainment, da vedere a cuor leggero e senza aspettarsi il film della vita.
A questo punto però una riflessione personale. Finora la Disney ha prodotto un sequel per Alice nel Paese delle Meraviglie diretto da Burton, e affidato un prequel per Il Meraviglioso Mago di Oz a Raimi. Cosa ci sarà da aspettarsi in futuro, specie considerando la parabola qualitativa in ascesa?
Personalmente, punterei su di uno spin off su Capitan Uncino messo in mano a Terry Gilliam. Così, per dire.


Purtroppo Hoffman ormai sarebbe vecchiotto per la parte. Ma io avrei già in mente il sostituto...

No?

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