giovedì 14 marzo 2013

"Pluto", di Naoki Urasawa e Osamu Tezuka

Mentre il mondo piange la scomparsa del robot Mont Blanc, attivista per la pace morto in circostanze misteriose, molte personalità legate in qualche modo alla robotica vengono assassinate secondo uno strano rituale: ogni cadavere ha degli oggetti incastrati alla testa in modo da creare delle corna.
L' ispettore dell' Europol Gesicht, robot a sua volta, prende in mano il caso, ma la spirale assassina sembra stringersi su molti altri robot, incluso lui stesso.

Le riletture di prodotti culturali diventati, più che canoni, veri e propri dogmi del loro paese, è sempre un' operazione delicata. Astroboy, del padre ideale di quel fenomeno che sono i manga, è per questi l' equivalente de I Promessi Sposi per la letteratura italiana.
Pluto nasce da una sua costola, e ne riprende il mito affidandolo a uno dei maggiori autori del fumetto giapponese odierno, quell' Urasawa autore di qualche operetta da quattro soldi. Robette come 20th Century Boys, che presenta quello che forse è l' intreccio più complesso che abbia mai letto, e Monster, osannato a livello mondiale.

Questo per dire che approcciarsi ad un lavoro del genere, dato il curriculum di chi se ne occupa, permette di mettere da parte le ansie per quanto ci si ritrovi tra le mani, e posso dirlo subito: Pluto è un lavoro all' altezza del suo autore, che riconferma d' essere uno dei più grandi tessitori di thriller degli ultimi venti anni, nonché uno dei maggiori storytellers.

Il tratto di Urasawa si riconferma ricco ed espressivo.


Partendo da un' apparentemente semplice caso di serial killer, l' indagine di Gesicht lo porterà scoprire che le radici di questo male arrivano ben oltre le sue vittime, toccando la politica e la storia del mondo, fino a quale sia il valore di una vita, sia essa umana o robotica (suggerendo spesso che le differenze tra queste siano quasi inesistenti).
Con un incedere chiaro e allo stesso tempo intricato, gli otto volumetti del racconto volano via senza che ci si renda conto di quanto si abbia letto, lasciando lo spettatore con la piacevole sensazione della "quadratura del cerchio" che contraddistingue i lavori di Urasawa, ossia la realizzazione della perfezione con cui i tasselli della trama s' incastrano tra di loro, caratteristica propria dei migliori gialli.

Pluto è un' opera allo stesso tempo complessa e facile. Se il lavoro concettuale dietro è notevole, data la rilettura effettuata di un' opera oramai istituzionalizzata nella sua patria, allo stesso tempo è perfettamente accessibile a chiunque non l' abbia letta (come il sottoscritto), e, data la sua brevità rispetto ad altri manga dello stesso autore, rappresenta un ottimo trampolino di lancio per chiunque ne sia neofita, ma fosse interessato ad avvicinarcisi.

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