martedì 24 novembre 2009

Le portrait de petit Cosette - Recensione

Eiri Kuruhashi è un giovane studente di Belle Arti che lavora part-time in un negozio d' antiquariato. Pur conoscendo molte ragazze è ancora single, e passa le sue giornate con gli amici. Ma da un certo punto in poi Eiri comincerà a non farsi più vedere, passando tutto il suo tempo nel negozio. Il motivo sembrano essere dei nuovi oggetti presi dal magazzino, esercitanti una notevole influenza sul suo comportamento. Gli oggetti infatti possiedono l' anima di Cosette, ragazzina morta secoli prima in circostanze misteriose. Innamorato perdutamente per lei, Eiri sarà a dir poco ossessionato da lei, ma imparerà ben presto quale sia il prezzo per l' amore di Cosette.

Oh, che dire su
Le portrait de petit Cosette? Tutto e nulla. Potrei bollarlo semplicemente come un cartone discreto, per alcuni ma non per quasi tutti, ma credo che meriti un' osservazione più approfondita. Partiamo dalla lunghezza. La serie è breve (tre puntate da poco più di trenta minuti ciascuna), ma l' impressione, che in realtà è più una sensazione, è che i tempi siano stati addirittura un pò dilatati. Cosette ha molte scene semi oniriche, quasi psichedeliche, di sicuro di un gotico assurdo, che in certi momenti, per quanto belle stilisticamente, allungano un pò il brodo, tanto che ho l' impressione che accorciando un pò i tempi, e soprattutto eliminando un pò di scene inutili, la trama sarebbe stata più sbrigativa ma anche più compatta, considerando che spesso si fatica a capire cosa stia succedendo. E alla fine del tutto, molti dei misteri non vengono risolti. Se questo sia un bene o un male potete deciderlo solo voi, a me ha dato una leggera sensazione d' incompletezza, causata ancora da questo voler essere a tutti i costi enigmatici. In quanto ai personaggi, Cosette non è male, anche se soffre anche lei di questa sindrome "non ti faccio capire un cazzo"; neppure Eiri è male come personaggio, ma lui agisce in maniera contraddittoria, secondo me (chi vedrà capirà); gli altri sono puramente secondari.

Comunque, a dispetto di quanto ho detto finora, se vi piace il gothic la serie potrebbe anche prendervi, dopotutto, a me tutto sommato non è dispiaciuta. Senza contare che graficamente è davvero ammaliante. Nonostante siano solo tre episodi, certe volte ho avuto l' impressione che la qualità non fosse tanto elevata quanto ci si sarebbe aspettati da un anime di questa brevità, ma in generale anche questi momenti di calo effettivo sono compensati ampiamente dallo stile visivo, con inquadrature ardite e scenografie stranianti, permeate da un forte senso mortifero. Ancora, qui sono i gusti personali ad imperare, su se possano piacervi o no. Personalmente ho trovato molte scene davvero accattivanti. Due parole per la colonna sonora, davvero valida, specie per il tema cantato. In sintesi, un cartone senza difetti particolari se non forse una eccessiva pretesa di ermetismo, che se per certi versi dà fascino alla trama, per altri la rende difficoltosa da seguire. E un paio di note finali:
1- In un contesto tanto curato nella forma, stona decisamente che il titolo sia scritto in maniera erronea (non ripasso francese da un pò, ma se non erro andrebbe scritto "Le portrait de la petite Cosette")...

2- Ora, Cosette è bella, ma porca vacca, doveva essere COSÌ lolicon? Sembra una bambina delle medie, a voler essere buoni, tanto che dubito che qualche spettatore occidentale possa trovarla un oggetto erotico (l' amore del protagonista è puramente emotivo, sia chiaro; forse anche troppo).


Voto: 7,5

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