lunedì 2 novembre 2009

"Hellsing", di Kōta Hirano

La Royal Knights of Protestant Order è la società segreta britannica specializzata nello sterminio dei "freak", ossia di tutte le creature sovrannaturali che minaccino la vita umana nel regno. La società è conosciuta anche col nome del gestita nobile casato che lo gestisce, Hellsing, che vede in Integra Farbunke Wingates Hellsing il suo ultimo esponente.
Tra le sue fila l' Hellsing annovera individui dalle capacità peculiari, quali Alucard, potente vampiro addomesticato dagli predecessori di Integra, Victoria Seras, poliziotta vampirizzata da Alucard, e Walter C. Doneaz, maggiordomo al servizio degli Hellsing conosciuto come Shinigami per le sue capacità assassine.
Contrapposta alla protestante Hellsing abbiamo la Sezione XIII "Iscariota" del Vaticano, responsabile cattolica dello sterminio di mostri e di "eretici", quali i protestanti, che trova come asso nella manica Alexand Andersen, prete dai poteri temibili.
Ma entrambe le società si ritroveranno ad affrontare una minaccia comune, legata al passato del Vaticano e di certi membri dell' Hellsing, specie di Alucard...

La mia passione per Hellsing iniziò quando un amico mi suggerì di vedere gli OAV che ritraspongono, meglio di quanto non avesse fatto la serie di diversi anni fa, le vicende del manga, forti di una realizzazione tecnica decisamente migliore e soprattutto una maggiore fedeltà alla vicenda del manga.
Ma la recente notizia dell' acquisizione degli OAV per l' Italia mi ha messo di fronte al fatto che avrei impiegato molto più tempo a vedere la fine della vicenda, considerando che già con i fansub i tempi d' attesa erano lunghissimi tra un episodio e l' altro; così mi sono visto costretto a procurarmi il manga, e che dire: il mio manga preferito dopo Devilman, opera con cui Hellsing condivide diversi punti tematici e non.

Prima un commento secco: Hellsing è un manga truzzo, che però progredendo nella trama riserba tanti momenti topici, specie negli ultimi volumetti (10 in tutto), dove il ritmo e i colpi di scena hanno un' impennata notevole, tant che si è sempre spinti a leggere tutto d' un fiato per vedere la conclusione al più presto.
Miglioramento visibile non solo nella trama, ma anche nel disegno. Sarà certamente legato agli incredibili tempi per serializzare Hellsing (10 volumetti in 10 anni!), ma si nota decisamente il miglioramento nel tratto. Magari non tanto nel livello di dettaglio, quanto nel delineare l' aspetto dei personaggi, molto più preciso (e migliore) man mano che si va avanti.
E lo stile cupo di Hirano è uno dei più blli che abbia visto. Certe vignette sembrano fotogrammi di un film espressionista.
Senza contare le scene spettacolari presenti negli ultimi numeri, che sono davvero curioso di vedere su schermo.

Passiamo ora a quello che avevo anticipato, ossia i punti di richiamo con Devilman.
Partiamo col primo: l' uso della violenza. In entrambi i manga è abbondante, e per certuni probabilmente anche eccessivo (non per me), ma quello che sta dietro la loro violenza credo sia differente tra l' uno e l' altro. Se dovessi definire la violenza di Devilman direi che la trovo "cattiva ma naturale", perché lì il tutto sa di "lotta per la sopravvivenza" (chi l' ha letto capirà benissimo il concetto); è terribile a vedersi, questo si, nonostante lo stile retrò del segno di Nagai, ma essendo asservita a quello che è il plot (un ciclo di vita e morte naturale che coinvolge uomini e demoni [e non solo]), mi dà l' impressione di essere quello che si vedrebbe in un documentario sugli animali senza veli.
In Hellsing, invece, direi che la violenza è "sadica": i personaggi godono nel perpetrare violenza ad oltranza, quasi fossero dipendenti da questa brutalità, schiavi di loro stessi.
Perché come in Devilman il punto focale della trama era cosa significasse lottare per sopravvivere nel mondo, e cosa potesse diventare l' umanità in una condizione simile, in Hellsing si osserva un' altro aspetto della natura umana, più "personale": a che punto un uomo perde l' umanità e diventa un mostro?
Non mi dilungo su questo tema, lasciandovi liberi di percepire il messaggio come volete...

E quindi, il tutto si sposta sui personaggi, mostranti profili psicologici che ho trovato più complessi di quanto non fosse pensabile all' inizio, cosa che va ad aggiungersi alla favolosa presenza scenica di questi (soprattutto di Alucard, che da solo varrebbe la pena della lettura).

La lettura è quindi consigliato a qualsiasi amante di vampiri, dark, gore; quanto agli altri, probabilmente l' esageratezza dei combattimenti non vi farà gradire l' opera, di cui consiglio comunque la lettura di almeno i primi due/tre volumi, potrebbe sorprendervi.

The bird of the Hermes is my name
Eating my wings to make me tame

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