lunedì 1 febbraio 2010

Imaginarium of doctor Parnassus

Il monte Parnaso, stando a quello che era l' immaginario antico, era il luogo ove risiedeva il paradiso dei poeti, massimi conoscitori delle cose di natura e dell' umana essenza.
Ha quindi un certo valore retorico il nome del dottor Parnassus, che tramite lo sconfinato potere del suo immaginario disvela quelli che sono i lati più profondi e nascosti della coscienza di chi lo visita, scoprendo le sue gioie più ardite come anche le colpe mai accettate.

A voler essere onesti, non ho ben afferrato quello che dovrebbe essere il messaggio del film; forse il dare importanza alle giuste cose, o saper riconoscere il male dove si nasconde, ma onestamente neanche m' importa molto, il film è un piacevolissimo viaggio all' interno della natura umana, flebile e mutevole come dimostrano gli immaginifici ambienti dell' Imaginarium (realizzati in una computer grafica che non è chissà cosa, ma è ben congeniale all' obiettivo).

Finisco accennando, inevitabilmente, a Heat Ledger. Bravo come sempre, ma non credo che sia il suo ruolo migliore (siamo lontani dal cowboy gay e dal Joker), ma più che altro per via della sua morte, che gli ha impedito di affrontare direttamente le molte sfaccettature della sua personalità all' interno dell' Imaginarium, interpretati, come saprete, da altri attori (Johnny Deep, Jude Law, Colin Farrel): il personaggio risulta decisamente interessante e poliedrico, ma la sua interpretazione, carente dei momenti in cui avrebbe potuto essere maggiormente interessante, appare purtroppo poco sfruttata.

Vale comunque la pena di essere visto, a costo di non trovare indigesta la fantasia del regista.

PS: non male Tom Waits nel panno del Diavolo, anche se il miglior Satana cinematografico che abbia visto rimane Al Pacino.

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