giovedì 22 luglio 2010

"Q", di Luther Blissett

La prima impressione che ebbi leggendo Q fu quella dell' erede spirituale de Il nome della Rosa. In fin dei conti entrambi vengono riuniti sotto il genere del romanzo storico, e a ben vedere nel condividono (e condividono tra di loro) molti degli stilemi del genere, quali l' ovvia ambientazione d' epoca, la cura nella descrizione degli ambienti del periodo e del modo di vivere e pensare delle genti.
Ma le somiglianze andavano oltre, poiché entrambi i testi condividono uno spessore filosofico mica da sottovalutare. Se le disquisizioni "echiane" sul valore della risata e il suo influsso sulla ragione e sulla fede sono ormai immortali, altrettanta fama meritano le lunghe discussioni filosofiche in Q sul valore della fede e su quale debba essere la sua origine. Q è affascinante da leggere. A patto di non essere refrattari a far funzionare la testa, avrete tra le mani alcune delle pagine più dense di riflessioni che mi siano mai capitate di leggere. Tra l' altro gli autori (Luther Blissett è lo pseudonimo dietro cui si cela un gruppo di autori italiani: caso più unico che raro in cui mi sento di provare orgoglio nazionale), ben consci di quanto ci sia sulle loro pagine, hanno avuto l' accortezza di spezzettare il libro in brevi capitoli, tanto che la lunghezza media sarà di 3 pagine ognuno. Certe volte durano una pagina, altre volte diverse, fatto sta che è perfettamente equilibrate.
Ma Q non è solo teologia (o politica, o economia...), ma è anche azione, tanto che l' intensità delle scene di combattimento è tale che molti furono spinti a paragonarlo con i romanzi di Salgari.

In fin dei conti, quella di Q è una storia che viene concepita dalle idee, ma che viene partorita nel sangue. Seguendo le vicende di un rivoluzionario senza nome vedremo gli aspetti più lerci e infami della riforma protestante, creata e tradita da Lutero, fino a giungere al periodo del Concilio di Trento. Violenza, miseria, ricchezza, coercizione e mille altri elementi costruiscono un' epopea che si dilunga per oltre 30 anni. Il tutto con un uomo che muove le fila nell' ombra. Q. Poco più di un cenno, appena una lettera, che però ha la capacità di distruggere dall' interno il movimento riformista più attivo.

A dispetto di tanta magnificenza, l' unico rammarico che provo è quello di aver impiegato molto tempo per leggerlo, causa scarso tempo libero per godermelo appieno, tanto che mi sono serviti mesi per finirlo, giungendo all' ultima pagina stanotte. Ma devo dire che ciò ha creato un certo feeling con l' opera, ponendo un parallelismo tra il mio "viaggio" compiuto in compagnia del libro e le mille traversie affrontate dal protagonista. Dall' alto di ciò, consiglio il libro a chiunque abbia occhi per leggere, meglio ancora se ha anche la mente per capire.

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