sabato 7 maggio 2011

Inception

Anni fa, più o meno un decennio, ci fu un film che partendo dal cinema portò una rivoluzione culturale che ha trasceso il suo media, diventando un vero fenomeno di massa cui tutt' oggi molti pagano tributo, come un tempo fu per Blade Runner.

Il suddetto film è il primo devastante Matrix, ed Inception ne è per molti versi l' erede filosofico, nonché figlioccio concettuale più o meno onesto. I viaggi nei sogni di quest' ultimo ricordano fin troppo la connessione a Matrix, ma il plagio è lontano, considerando che le meccaniche che regolano tali immersioni, per quanto simili, alla resa dei conti si differenziano notevolmente nella struttura grazie ad idee quali l' influenza sul sogno che ha ciò che succede al corpo fisico del sognatore. Semmai un bel buco narrativo nasce dalle poche spiegazioni in merito a quali siano le possibilità degli "insiders" durante il sogno, visto che una scena lascia intendere che possano sognare tutto ciò di cui hanno bisogno, un pò alla Matrix, ma spesso certe situazioni fanno capire il contrario, visto che basterebbe immaginare l' oggetto giusto per uscire da situazioni difficili.

Comunque problemi tutto sommato di poco conto, quando ci si ritrova a scene d' azioni così intense, si vede proprio che la mano è la stessa dietro Il Cavaliere Oscuro. Ma non è solo l' azione a rendere Inception il film evento della scorsa annata, quanto piuttosto la trama, che non si esaurisce nel thriller fantascientifico, ma sviscera l' interiorità del personaggio di Di Caprio, la cui vicenda è sorprendentemente coinvolgente e drammatica.

Se come me avete avuto la colpa di tardare così tanto a vederlo, allora imitatemi e sbrigatevi a recuperarlo, difficile che ne restiate delusi.

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