mercoledì 7 settembre 2011

"Il maestro e margherita", di Michail Afanas'evič Bulgakov

Il sogno sovietico, più simile in realtà all' incubo sovietico, filtrato attraverso gli occhi di un autore che ha visto le sue speranze artistiche, Michail Bulgakov, spezzate più volte dalla censura di un regime che non vedeva di buon occhio le allusioni critiche al suo operato. Come qualsiasi dittatura, d' altronde.

E come fa un autore censurato a sfogarsi contro la censura? Ma con un altro libro, ovviamente! Nel quale scomoda un personaggio assolutamente ambiguo quale il diabolico Woland per soppesare la società stalinista e portare scompiglio nel suo ipocrita ordine.

Il problema principale del libro è che è di difficile interpretazione per chi non abbia una buona conoscenza dell' autore (io mi sono fatto aiutare da altri), visto che il significato di molte scene (come quella del volo, riscritta in maniera che venisse descritto come un' esperienza positiva rispetto alla prima stesura negativa, dopo che l' autore fece amicizia con Saint d' Exupery, cosa che gli ha fatto riconsiderar el' aviazione), e di molti personaggi (come Pilato, icona del potere come lo vede Bulgakov, terribile ma necessario che lo sia in quanto è il potere).

C' è chi lo troverà un inutile marasma, chi un capolavoro di satira, chi un curioso fantasy. Obbligatorio leggerlo e vedere in quale versione vi riconosciate.

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