martedì 26 gennaio 2010

Bayonetta [360] - Recensione

Prima di qualsiasi cosa, è doveroso un mea culpa.
Ai tempi del primo trailer d' annuncio, fui uno dei più aspri critici del gioco, focalizzando la mia attenzione sulla protagonista, criticandole il fatto di non avere la minima parte del carisma che associo a figure quali Dante.
E in parte avevo ragione. Continuo a preferirle Dante, ma devo dire, col senno di poi, che la strega ha il suo porco perché.
Senza voler cadere nella facile trappola del dire che il suo carisma nasce nel metterci costantemente il culo in faccia, a livello di tamarraggine e spettacolarità Bayonetta ha poco da invidiare all' action hero medio, anzi, molti avrebbero solo da imparare in quanto a messa in scena (sia in game che durante i filmati): tra demoni evocati tramite i suoi capelli (che formano anche i suoi vestiti, e realizzate che non possono fare le due cose insieme...), pistole nelle scarpe, strumenti di tortura con una forte inclinazione al sadomaso, Bayonetta intrattiene, poco da dire.
Ambientazione e storia non sono da meno. I personaggi fanno a gara a chi è più tamarro, e in generale, se non vi dispiace l' atmosfera per niente seria del titolo, il cast potrebbe starvi simpatico (abbiamo inoltre l' ennesima prova del fatto che Samuel L. Jackson sia ovunque. Guardate Rodin!).
A rovinare il tutto ci pensano le cutscene. La trama, in sè la solita brodaglia senza troppe pretese se non dare un minimo motivo ai vostri massacri, è raccontata malissimo. Nonostante i filmati siano mediamente piuttosto lunghi, nonché invasivi, riuscire ad afferrare il senso del vostro giro sarà la vera sfida del gioco, per non parlare dei buchi narrativi e delle questioni non spiegate (roba che al confronto Devil May Cry 3 è un Oscar alla sceneggiatura).
Ma giudicare un gioco del genere in base alla trama, oltre che impietoso, sarebbe errato, nonché folle, quindi, considerando anche la possibilità di saltare tutti i filmati, chiudiamo questa parentesi con un rinfrescante "Chi se ne impippa".

Passiamo alla parte più succulenta di Bayonetta, ossia il gameplay, dove si vede ancora che i Platinum Games non hanno perso nulla del loro smalto dei tempi dei Clover Studios.
E si vede chiaramente anche che abbiamo a che fare con gli stessi geniacci responsabili del primo Devil May Cry. Se quello ha di fatto creato un genere, Bayonetta lo spinge dove non era mai arrivato prima (pur abbracciando, lo dico subito, una filosofia diversa da quella di Ninja Gaiden).
Sostanzialmente il brodo è sempre lo stesso: seguire l' unica via disponibile, affrontare i nemici che ci vengono messi di fronte, risolvere occasionalmente un enigma ambientale, affrontare un boss. Stop. Il gioco ridotto ai minimi termini è questo, ma a rendere la cosa più sfiziosa ci pensa la creatività dei Platinum, che oltre agli estrogeni hanno dato a Bayonetta pure le idee.

Il vero fiore all' occhiello, ovviamente, sono i combattimenti. Il sistema è di facile apprendimento, nonché molto profondo e ideale anche per i perfezionisti. Si attacca con Y e B, rispettivamente pugni e calci, tenendo premuto X si ha il fuoco continuo, e con A si salta. Poi abbiamo i dorsali, che permettono di provocare i nemici, di agganciarli, di cambiare in tempo reale tra due configurazioni d' armi, e di effettuare la schivata.
Questa in particolare sarà rilevante ai fini della giocabilità, visto che una delle peculiarità del personaggio è attivare un temporaneo bullet time (Sabbat Time) se sarete in grado di schivare gli attacchi nemici all' ultimo istante. Sarà bene abusare di tale abilità, specie nelle difficoltà più elevate, dove pochi secondi in cui avere il controllo completo della situazione possono fare la differenza.
Parlando invece delle capacità offensive, Bayonetta dispone, come già detto, della possibilità di equipaggiare armi sia nelle mani che nei piedi. Questo, insieme alla possibilità già detta di switchare tra due coppie di armi (alla DMC3, per intenderci), permette di essere preparati per ogni situazione, visto che certe armi sono più adatte a certune piuttosto che ad altre (probabilmente all' inizio troverete la frusta inutile, ma credetemi, in certi casi aiuta molto!).
Interessante che spesso le combo terminino con un colpo speciale demoniaco (e ancora, giù con tette e chiappe!).
Oltre a questo, aggiungiamo attacchi speciali, quali le tempeste di fuoco rapido, l' occasionale utilizzo di elementi del paesaggio, ma soprattutto due chicche: la possibilità di utilizzare le braccia angeliche, ovvero le armi lasciate a terra dai nemici una volta uccisi (dall' utilizzo limitato, ma molto varie nella tipologia e soprattutto molto efficaci contro i nemici), e gli attacchi torturanti, degli speciali colpi magici che a patto di caricare sufficientemente il colpo infliggeranno notevolissimi danni usando i più svariati strumenti di tortura.
Ciliegina sulla torta, con i nemici più grossi (e con ogni boss), lo scontro si chiuderà con l' invocazione di un colossale demone che li sbranerà (o farà a pezzi in ogni modo), e vi assicuro che le dimensioni di questi possono rivaleggiare con i già giganteschi boss. Questi ultimi poi sono l' apice della spettacolarità offerta dal gioco, presentandosi a dir poco mastodontici, roba da fare il verso a Shadow of the Colossus. Gli scontri con questi richiederanno il dare fondo a tutte le vostre capacità, nonché dei poteri di Bayonetta, e, anche grazie ad un intelligente e poco invasivo uso di quick time events, lo spettacolo è garantito.

A questo punto è doveroso spendere due parole sulla difficoltà.
La difficoltà di Bayonetta è in linea col genere, ossia decisamente più elevata rispetto al gioco moderno medio. Il gioco non è avaro di aiuti, quali rifornimenti per l' energia vitale e per il potere magico rinvenibili distruggendo oggetti dello scenario, e i chechkpoint non sono rari. Potrebbe sembrare che ciò renda il gioco facile, e di sicuro alleggerisce il carico, ma vi assicuro che gli scontri sapranno impegnarvi notevolmente. I nemici sono di varie tipologie, ognuna con le sue debolezze e i suoi schemi di attacco (invero numerosi), e gli scontri di gruppo sono la regola. E se è vero che a Normale (massimo livello di difficoltà disponibile a inizio gioco) al termine del primo giro dell' avventura si prende presto la mano, a Difficile le cose peggioreranno notevolmente, con la velocità dei nemici più che raddoppiata, nuovi schemi di attacco per alcuni, angeli più numerosi (senza contare che le tipologie più pericolose s' incontrano più spesso). Il tutto ovviamente con maggiori danni inflitti. E ancora non ho provato la Non-Stop Climax (dico solo: niente Sabbat Time!).

Ma a variare la cosa ci pensa l' inventiva degli sviluppatori, che hanno cercato di mettere quante più situazioni possibili all' interno dell' avventura, che così risulta molto più varia del classico action game. Non voglio rovinare il piacere di scoprirle di persona, dico solo che, pur apprezzando lo sforo, è innegabile che non tutte queste fasi siano divertenti allo stesso modo, e anzi certune sono un pò sottotono.
Comuqnue, tra le alternative più piacevoli, segnalo i Portali Alfheim, delle minisfide in cui bisogna uccidere gli angeli seguendo determinate regole, e l' Angel Attack, disponibile al termine di ogni livello, ossia una sorta di tirassegno, ottimo per accumulare anelli e oggetti extra.

L' avventura in sé non è lunghissima, anzi, le missioni non sono neanche tante e al primo giro in dieci, se non meno ore, l' avrete finito. Ma frenate la delusione, perché a renderlo lunghissimo ci pensano tutta una serie di extra ottenibili, sia comprandoli (costumi, tecniche, un boss segreto...), che sbloccandoli (difficoltà, armi...), rendendo il gioco potenzialmente capace di superare le 40 ore, il che, per un gioco (e figurarsi per un action), non sono briciole.

Sul versante tecnico, a livello d' ispirazione Bayonetta è un prodotto sopraffino. I toni del gioco sono a dir poco esagerati, e quindi tutto, a partire dai personaggi, passando per gli angeli per arrivare agli ambienti, sono eccessivi, ultra-dettagliati e barocchi. Quindi si va da personaggi trash che più trash sarebbe difficile, ad alcuni degli ambienti più poetici che abbia mai visto in un gioco (e di sicuro tra i più belli di questa gen). Vista l' eccessività del tutto, saranno solo i vostri gusti a decidere se sia una cosa buona o no. Di certo, è innegabile che il lavoro d' ideazione grafica dietro sia pesante.
Purtroppo, a rovinare tanto spettacolo ci pensano certe imperfezioni grafiche. Il gioco rallenta pesantemente in certe situazioni (neanche rare), al punto che per diversi secondi avrete quasi una dose extra di Sabbat Time. Senza contare che le telecamere in certi momenti, specie in certe situazioni particolari, sembrano fare il gioco degli angeli e fare di tutto per farvi ammazzare a tradimento. Difetti fastidiosi ma che nel complesso dell' opera, pur affossandone il voto e non permettendogli, insieme alla poca cura di certe sezioni extra (l' impressione ricevuta è che non abbiano avuto il tempo necessario a limare il tutto, perché sono problemi piuttosto evidenti), di raggiungere le vette di eccellenza altrimenti più che meritate.

Chiudo con le musiche. il discorso riguardo alla grafica è perfettamente applicabile al sonoro, che come il primo è un misto di pop ed epicità davvero incredibile, che, nuovamente, solo voi potrete decidere se apprezzare o meno.

Grafica: 8,5
Sonoro: 8,5
Giocabilità: 9
Longevità: 9

Voto: 8,5

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