giovedì 13 gennaio 2011

High School of the Dead - Recensione


Alcuni studenti di un liceo cercano di sopravvivere ad un' improvvisa invasione di zombie, cercando contemporaneamente di scoprire cosa sia successo ai loro genitori.

Eros e tanathos, secondo Sigmund Freud, sono i due principi basilari intorno a cui verte ogni nostro desiderio: uno, chiaramente, quello che spinge a cercare il piacere in ogni sua forma; l' altro, il piacere proibito, ossia quello che fa trasgredire ai regolamenti imposti dalla società e dai superiori, compiendo azioni illecite, anche se queste fossero mortalmente rischiose. Ora, perché cazzo vi sto raccontando tutto questo? Perché qui di eros e tanathos ce n' è a bizzeffe, nella loro forma più rozza e soddisfacente: ragazze nude e massacri. Ma basterà? Ed è di qualità? per alcuni si, per altri no.

Partiamo dall' eros: High School of the Dead è un ecchi, genere che fa della nudità parziale o totale il suo punto di forza. Qui praticamente ogni inquadratura è un pretesto per inquadrare reggiseni, mutandine, sederi e seni (ovviamente di dimensioni sconcertanti). Ma non aspettatevi di vedere capezzoli o vagine. Di quelli manco l' ombra, nonostante certe volte pare stravolgano l' anatomia umana per non mostrarli.
Il paradosso è che HSotD le tette te le sbatte in faccia, ma allo stesso tempo non te le fa vedere. Dopo la visione di qualche puntata vedere un hentai è una boccata d' aria fresca, solo solo per non dover sottostare a pretesti assurdi per non vedere un capezzolo.

Riguardo al tanathos, siamo già su livelli più soddisfacenti, e parlando di zombie non mi aspetterei altro. L' unico appunto che mi sento di fare è dovuto non alla serie in sé quanto all' ottusa censura a cui è stato sottoposto. La versione da me visionata probabilmente è quella televisiva, che subì oscuramenti e tagli nelle scene più cruente (cosa che all' epoca fece scalpore). Nulla di particolarmente traumatico, ma di sicuro ti guasta la visione.

Comunque, sono problemi di ordine secondario. HSotD fa bene il suo lavoro (sangue e tette), ma sotto di questo non c' è molta sostanza (almeno finora, visto che, pur non essendo stata ancora annunciata, che io sappia, è fin troppo ovvio che ci sarà una seconda serie, visto che questa finisce nel bel mezzo di niente).
I personaggi seguono tutti stereotipi ben consolidati, a partire dall' otaku fanatico di armi alla ragazza trundere (Asuka, anyone?). Più o meno tutti li ho trovati così carismatici da volerli vedere sbranati. Takagi è talmente acida (troppo anche per uno tsundere) che Asuka al confronto è la persona più tenera al mondo; la dottoressa è così impacciata da ben meritare di morire; Rei è solo una vacca, senza se e ma; Takashi... non mi stupirebbe se alla fine realizzasse di essere gay, considerando le occasioni che brucia; la bambina, dopo una molto toccante entrata in scena, diventa perfettamente inutile. Ma quello che ho odiato maggiormente è il cane, apoteosi della banalità. Certo un loro sviluppo c' è, ma rimane comunque ancorato ai canoni del genere, quindi poche sorprese. E quando sembra osare di più, e creare delle situazioni nuove, in cui si creano delle vere relazioni, l' anime si rimangia tutto e si torna indietro. Il passo del gambero. La povertà di contenuti la dimostra il fatto che se si tolgono le scene ecchi e simil comiche di colpo scompaiono intere puntate. Si, l' obiettivo della serie è far arrapare gli otaku, ma chi vorrebbe anche un pò di trama che fa? E la trama non è andare raminghi senza nulla da fare da un punto A ad un punto B. Alla fine della dodicesima (ultima) puntata, di fatto di passi avanti se ne sono fatti pochissimi, al punto che quasi si potrebbe saltare dalla terza al finale della dodicesima, cambierebbe poco.

Nella costruzione del contesto "zombesco" è stato fatto un buon lavoro, tanto che qui la mancanza di originalità va quasi apprezzata, visto che i fan del genere ritroveranno tutti i loro stilemi preferiti: città in fiamme, migliaia di zombie che spuntano dal nulla, uomini normali pazzi furiosi...

Tecnicamente poco da dire: il design graffiante può piacere o meno, ma le animazioni sono comunque di ottimo livello, e non manca l' uso di molti effetti per rendere più dinamiche le scene d' azione. Sonoro nella media, con qualche picco occasionale davvero ben congegnato.

C' è chi lo ha apprezzato (molto) più di me, ma il mio consiglio è questo: se volete una serie sugli zombie, guardate The Walking Dead. Se avete voglia di quello che Cetto Laqualunque definisce "pilu", un hentai saprà soddisfarvi ben di più.

Voto: 6,5

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