lunedì 10 gennaio 2011

Iron Man - Recensione


Tony Stark, alias Iron Man, arriva in Giappone per dirigere la progettazione di una stazione energetica Arc. Parallelamente a questo, vara la produzione di una versione di serie della sua armatura, denominata Dio. Ben presto però dovrà fronteggiare l' organizzazione terroristica Zodiac, le cui mire interessano la sua tecnologia.

Occhio, recensione un pò spoilerosa.
Oggi è un giorno felice. Perché? Perché mi sono tolto dalle balle questo cartone, che per quanto consti di sole 12 puntate è stato un vero stillicidio.
Le cose da criticare sono tante e tali da non sapere da dove iniziare. Forse conviene partire dalle cose positive.

Ehm... uhm... di sicuro non è cancerogeno.
Perfetto, dopo averne decantato le lodi passiamo ai difettucci: tutto il resto.

Tutto sembra nascere da una sorte di crisi d' identità della serie. Né carne né pesce verrebbe da dire. In realtà né americana né giapponese. Anzi, per la precisione scimmiotta l' americana facendo la giapponese fino allo schifo.

Il fatto di volersi legare ai film lo testimonia qualche piccolo accenno a questi (specie al primo), e soprattutto la sporadica apparizione del personaggio di Pepper. Complice in questo anche il flashback sulle origini di Iron Man, ambientato in un paese asiatico, come nel film, piuttosto che in Vietnam, come nel fumetto. E proprio su questo punto noto una cazzata enorme. Ti rifai al film ma poi fai sopravvivere lo scienziato amico di Stark? E lo fai diventare cattivo? IN QUELLA MANIERA? (spoilero, spoilero, la cosa è talmente squallida che lo faccio apposta, risparmiandovi il supplizio di vederlo).

Insomma, la partenza pare quella. Ma poi? Nei film il mondo invidiava Stark per la tecnologia di Iron Man; e anche qui è così. Però mi chiedo: a che serve rubare Dio quando sono in grado di creare dei robot ancora più cazzuti? Nel film per fare solo un' imitazione di Iron Man avevano bisogno dei rottami del prototipo, qui ci si ritrova dal nulla fortezze volanti, un coso che verrebbe da chiamare Iron Samurai (che, ovviamente, è anche meglio di Iron Man!), e tutta una serie di esoscheletri che fanno sembrare spesso l' armatura di Stark più un Emilio il robot sotto steroidi che un’ armatura invincibile. Necessità da anime, magari; forse non funzionerebbe se fosse invincibile, ma a giocare con personaggi preesistenti ci si brucia.
D' altronde, prendersela con i cattivi è di per sé una cattiva azione. Quando non sono dei poveri fessi, fregati dall' idea di lottare per la giustizia (quando per rendere ancora più evidente che sono dalla parte dei cattivi dovrebbero solo marchiargli a fuoco un teschio sulle natiche), sono protagonisti di colpi di scena che di colpo hanno ben poco (qualsiasi primate senziente potrà intuire a tre quarti della serie chi sia il boss finale).

I buoni purtroppo non sono da meno. Vanno dall' inutile (Chika, responsabile tra l' altro della love story più insulsa mai concepita, roba al cui confronto Moccia è Kundera) al generare odio e voglia assassina (NANAMI!). Ma il peggiore, e maggior delusione (perché da lui qualcosa te l’ aspettavi), è proprio Tony Stark. Se speravate di ritrovarvi Robert Downey Jr. e il suo incedere strafottente, versate calde lacrime, qui ha l' aspetto di un attore di telenovelas ispaniche decaduto con le battute dell' originalità di una ruota rotonda.

E i combattimenti? Almeno quelli si salvano? Ma manco per il piffero. Dimenticatevi il bellissimo trailer d' annuncio (che a vederlo ora fa pensare che servisse unicamente come linea guida, ma almeno fosse stato così, visto che di quello è rimasto ben poco), qui tutte le armature sono in una scialba computer grafica, i combattimenti brevi e insipidi (nonché zeppi di tipici salvavita miracolosi da anime, dal cattivo che si pente al miracoloso miglioramento improvviso della bravura in combattimento).

E con questo ci ricolleghiamo all' aspetto visivo. Oltre la già nominata povera computer grafica, ci ritroviamo un comparto d' animazioni tremendo unito ad un design in genere buono, con dei flop terribili (di nuovo, anche qui Stark regna in negativo!). Inutile spendere parole sul sonoro. Dubito che nessuno ricorderà mai un qualsivoglia brano di questa serie.
Certo serie del genere è anche un bene che ci siano. Dopo tutto le recensioni negative sono le più divertenti da fare (ma non le più appaganti), e questo, tra buchi nella trama sconvolgenti, giapponesate ridicole, finale scandaloso e via discorrendo, ne dà più che a sufficienza. La prima incursione della Marvel negli anime ha più che deluso. Dovremmo forse aspettarci di meglio da Wolverine? Chiedetelo a qualcun' altro, perché io, a meno di essere a corto di scelte, marcherò visita.

Voto: 4

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