giovedì 30 dicembre 2010

Fallout 3 (Game Of The Year Edition) [360] - Recensione


L' incubo post atomico si fa sempre più concreto oggigiorno, in un periodo di grande dibattito sull' utilizzo del nucleare e il disastro ambientale sempre più dilagante.
Diciamo grazie, quindi, ma grazie di cuore a quei prodi che, quasi a volerci preparare con grande anticipo a cosa ci aspetta, ci mostrano olocausti nucleari in tutte le salse e colori. Così sappiamo anzitempo come organizzarci! Una certa filmografia, che va da Mad Max a Stalker ci ha "viziati" con le loro terribili prospettive di morte e decadenza. E quando si cerca il loro equivalente nei videogiochi, in genere IL gioco che ci ha trascinato negli abissi dell' orrore atomico è Fallout, che di certo tra schiavisti, supermutanti, sette fanatiche e chi più ne ha più ne metta ne descrive uno dei più micidiali in assoluto.
Per di più il gioco vi fa assaporare l' esperienza del nascere e vivere in questo mondo. La prima mezzora di gioco vi vede nascere e crescere, fino ai 19 anni, quando abbandonerete il rifugio sotterraneo (Vault), che fino ad allora era stato tutto il vostro mondo, per scoprire quello di superficie, la cosiddetta Zona Contaminata. Tutto seguendo vostro padre, fuggito dalla sicurezza del Vault per non si sa quale motivo. E voi sarete lì, nella vecchia Washington (o quel che ne rimane), a cercarlo (e a cercare di sopravvivere).
Come dicevo, l' inizio del gioco vi vede nascere. Quindi, dopo aver scelto il vostro sesso, il nome, e l' aspetto che avrete da adulti, farete un balzo di qualche mese, e tramite uno dei vostri giocattoli comincerete ad impostare le vostre abilità di base (caratteristiche quali Forza, Agilità, Fortuna e così via). Tutto rigorosamente in prima persona. Più avanti sarà selezionabile una prospettiva in terza persona, ma a parte qualche problema di telecamera (che potrebbe far venire un pò di malditesta...), il bello di Fallout è viverlo con i propri occhi, così come si presenterebbe a noi se fossimo realmente lì.
E intanto la vita va avanti. Ora avete dieci anni, e ricevete da vostro padre il Pipboy 3000, computerino da polso che sarà il vostro più fidato compagno, visto che tramite lui gestiremo la nostra salute, le statistiche, l' equipaggiamento, missioni, mappa, radio... insomma, qualsiasi cosa che riguardi la nostra persona è controllata tramite lui.
A sedici anni dovrete affrontare il test attitudinale per vedere che lavoro svolgerete; a seconda delle risposte che darete le vostre statistiche di partenza che riguardino direttamente le vostre abilità (scasso, carisma, scienza, armi leggere, corpo a corpo...) varieranno.
E poi, come dissi sopra, via, nella Wasteland...

Fallout 3 si gioca quasi come uno sparatutto in soggettiva, ma ha l' anima (e in realtà anche la forma) di un GDR puro. Dovrete quasi "viverlo" il mondo in cui vi troverete, cercando risorse di ogni tipo per sopravvivere, parlando con chiunque incontriate, uccidendo qualsiasi cosa vorrà fare altrettanto con voi (o a cui magari sarete proprio voi a voler fare la pelle), ma andiamo con ordine...
Nell' esplorazione sarete quasi totalmente liberi già da subito. Tanto che inizialmente, appena usciti dal Vault, potreste essere presi da un senso di smarrimento assurdo, essendo passati dai corridoi di un bunker ad una landa sterminata, al punto che la voglia di esplorare potrebbe portarvi a girare a vuoto per ore, per il gusto di scoprire qualcosa (e di cose da scoprire ce n' è un' infinità), anche se, specie in queste prime fasi, bisognerà pensarci sempre 10 volte prima di fare un passo, visto che saremo soli, mal' armati e mal difesi contro un mondo carnivoro.
Vi guadagnerete le risorse necessarie soprattutto dai cadaveri dei nemici vinti, che però, ovviamente dovrete essere in grado di vincere. E tra uomini di estrazione morale "non elevata", animali feroci e abomini genetici dovrete stare in guardia da molte cose.
In vostro soccorso arriva il sistema S.P.A.V., attivabile tramite uno dei dorsali, che fermerà lo scorrere del tempo e vi permetterà di scegliere con cura su quale nemico far fuoco (in automatico), e nello specifico su quale parte (anche le armi, per distruggerle). Il tutto al costo dei vostri punti azione, che andranno ad esaurirsi per ogni colpo. Quindi occhio, anche alla percentuale dci probabilità che il colpo vada a segno.
Altra minaccia da cui guardarsi sono le menomazioni, le dipendenze e le radiazioni. Le prime diminuiranno l' efficienza dell' arto interessato (potrebbe anche azzopparvi); le dipendenze nasceranno dall' abuso delle droghe che vi daranno dei vantaggi in combattimento; le ultime verranno accumulate attraversando zone radioattive, ingerendo acqua o cibo contaminato, e raggiungendo certi livelli vi faranno attraversare fasi di avvelenamento che ridurranno le vostre statistiche, fino a condurvi alla morte.

Per ovviare a questi problemi, se siete a corto dei medicinali necessari, potrete rivolgervi ad un medico in un centro abitato, luogo magari in cui cominciare ad apprezzare veramente le prodezze del sistema di dialoghi, che tramite l' aumento del Carisma vi porterà a risposte uniche per cercare di forzare la discussione nella direzione da voi voluta, positiva o negativa che sia (ma altre risposte sono date con il crescere di altre abilità).
E se magari non vi piacerà come sarà andata una discussione potrete anche uccidere il vostro interlocutore, con tutte le conseguenze del caso. Si, potrete uccidere praticamente qualsiasi cosa respiri e non, tranne i bambini (porcaccia l' oca!).
La libertà di scelta si riflette in parte sia sulla storia (che pur essendo un pò guidata, tranne che ad un bivio specifico, di sicuro risente della possibile uccisione dei personaggi principali) che soprattutto nella miriade di missioni secondarie, tutte risolvibili in almeno due modi, ma il bello del giungere al termine di queste è il vedere COME ci arrivate, perché sotto questo punto di vista di scelte ce n' è davvero. Vi serve una chiave per andare avanti? Magari potete rubarla dalla tasca di chi ce l' ha, o ucciderlo direttamente per non rischiare. O, se non volete sporcarvi le mani, provare a scassinarla, o magari vedere se un terminale da qualche parte lì vicino, opportunamente hackerato, l' aprirà. Il banale esempio della porta vi dà una dimostrazione della favolosa libertà d' approccio concessa.
A questo si aggiunge la vastità della Zona Contaminata, che riserva sorprese in ogni angolo, tanto che sarà un piacere anche solo girare a vuoto, scoprendo luoghi e situazioni (e magari missioni) più o meno interessanti.

Affrontiamo ora la questione DLC. Avendo preso la versione Gioco dell' anno, li possiedo tutti senza averli comprati singolarmente, e cercando di non dilungarmi troppo racconterò la mia esperienza.
Avendole completate tutte, meno Broken Steel, che sarebbe quella che permette di proseguire il gioco dopo i titoli di coda e che effettivamente dà un epilogo alla trama (oltre che innalzare il level cap da 20 a 30), posso dire che il mio ordine di gradimento è stato (dalla migliore alla peggiore): Point Lookout, Operation Anchorage, The Pitt, Mothership Z. Ma vorrei subito spezzare una lancia a favore di Mothership Z. Pur essendo effettivamente la più debole dal punto di vista dell' avventura proposta, non l' ho trovata orrida come molti sostengono. Lasciando perdere il discorso su se sia lecito o meno avere degli alieni in Fallout, la missione offerta l' ho trovata discretamente stimolante. Forse eccessivamente lineare nello scorrimento (ecco, è questo il suo difetto maggiore), ma approfittando dell' ambientazione i programmatori hanno creato molte situazioni davvero simpatiche, se non sorprendenti (il samurai che parla solo giapponese? tocco di genio). Oltretutto gli equipaggiamenti alieni che otterrete saranno tra le cose più interessanti che otterrete coi DLC.
Di contro, Pointlook Out, che non offre oggetti nuovi molto interessanti, si presenta come la più vasta tra tutte le espansioni, con un' intera isola zeppa di location da scoprire, e con una campagna liberamente affrontabile come ci pare e piace.
Operation Anchorage rassomiglia a Mothership Z. Molto lineare nello svolgimento, ma decisamente più intensa di questa, senza contare che è davvero interessante rivivere un evento storico che nel corso del gioco viene nominato più volte. Inoltre questa è di sicuro l' espansione che dà gli equipaggiamenti migliori (dico solo: tuta per l' invisibilità!).
The Pitt, infine, presenta una campagna interessante, ma di contro l' ambientazione è piccola. Tanti e interessanti comunque gli oggetti acquisiti.

I difetti del gioco, sostanzialmente, sono principalmente tecnici. Tanta vastità richiede qualche compromesso, come certe animazioni un pò scattanti, e qualche bug, per lo più di poco conto, ma occasionalmente fastidiosi (terribile quando il gioco si congela. Mi raccomando, salvate sempre). Al di là di questo, lo consiglio senza remore, dovete proprio odiare l' ambientazione per non volerlo nemmeno provare.

Grafica: 8,5
Sonoro: 8,5
Giocabilità: 9
Longevità: 10

Voto: 9

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