sabato 4 dicembre 2010

"Le affinità elettive"; di Johann Wolfgang Goethe

Non il miglior libro di Goethe che abbia letto, lo dico subito. Ma penso che il problema principale sia che il libro sia invecchiato male, o per meglio dire, dubito si adatti bene al gusto del lettore moderno. Ovviamente è solo la mia opinione, ma trovo che il gusto per il patetico che si trovi qui sfoci agli occhi di chi lo legge oggi nel ridicolo certe volte.
Sostanzialmente, immaginate la classica storia di tradimenti, innamoramenti e così via (riassumibili nel francesismo "buttanismi"), in cui però tutti i protagonisti hanno una sensibilità pari a quella di Werther. Seghe mentali, azioni poco ragionate, scelte drastiche e melodrammatiche e così via. Seguendo quella che era la sua poetica del tempo Goethe ci narra una storia di sentimenti portati all' eccesso, che però alla resa dei conti rendono la storia leggermente surreale.
Comunque, intendiamoci, il libro è piuttosto interessante dal punto di vista filosofico (vedi per esempio tutti i discorsi sull' educazione delle masse) e anche scienifico (le affinità elettive del titolo si rifanno ad una teoria chimica del tempo, come spiega il romanzo stesso).
Insomma, non mi sento di consigliarne strettamente la lettura a nessuno, ma neanche la sconsiglio in toto. In fondo parliamo pur sempre di un classico, quindi ognuno deve avere il diritto di farsene la propria opinione.

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