mercoledì 14 ottobre 2009

2001: Odissea nello spazio

(prima pubblicazione: Settembre 2009)

Un buco nella mia cultura cinematografica che dovevo riempire da un pezzo. Ed effettivamente ci ho messo molto a vederlo. Lo iniziai mesi fa, interrompendo a metà la visione per motivi col lettore DVD, e solo poco fa mi è venuto di terminarlo. Certo era che lo volevo terminare.
Arancia Meccanica è uno dei miei film preferiti, e anche Shining e Full Metal Jacket si piazzano bene. Però, al termine della visione, una punta di delusione c' è, e anche bella appuntita. Perché secondo me 2001: odissea nello spazio è un grande film che merita di essere un cult, per le inquadrature dello spazio che dettano ancora stile (come accenno nel pezzo Planetes - Recensione
), una colonna sonora entrata nella storia, scene omaggiate e riprese praticamente da tutti, e di sicuro per il suo coraggio stilistico. Ma è proprio questo "coraggio" che ha dato origine agli elementi che mi hanno fatto storcere il naso, non tanto per la realizzazione in sè quanto perché hanno messo alla prova la mia pazienza di spettatore, e che quindi, più che tocchi di genio, rischiano di passare per esercizi di stile fini a sè stessi.
Certo, non mi permetto di criticare aspramente quelle che erano le intenzioni del regista, che un pò come Hideo Kojima ha fatto con i videogiochi in Metal Gear Solid, lui ha voluto spingere il media da lui sfruttato verso limiti prima del tutto sconosciuti. Le mie perplessità nascono da ragioni più terra terra, ossia come il film spinga la resistenza dello spettatore verso limiti che forse non si sarebbero dovuti toccare.
Per dirne una, quella più grossa: le scene nere. Inquadrature nere con musica crescente di sottofondo, lunghe MINUTI! Potrei capirla all' inizio, prima della parte con le scimmie, quasi a simbolizzare lo scoppio della vita (big bang?) nel vuoto cosmico, ma a che pro a metà film, peraltro senza nessun allaccio a quello che è successo fino ad allora? Boh, mistero grande almeno quanto quello dello spazio. E questo è solo il più grande. Ma non sto a fare qui l' elenco, il film comunque merita la visione, perché è innegabile che Kubrik sappia imprimere nelle sue storie un fascino tutto suo, che le rendono opere fuori dal tempo e attuali ancor oggi. E comunque va visto a priori, è un pezzo di storia del cinema, quindi quantomeno per cultura personale, guardatelo.

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