venerdì 16 ottobre 2009

"La fattoria degli animali", di George Orwell

TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI.

Tali parole muovono al sentimento di rivolta gli animali della Fattoria Padronale, stufi dello sfruttamento del fattore Jones e decisi a occupare la fattoria per condurla a modo loro, rinominandola a buon diritto Fattoria degli Animali. Nella fattoria s' instaura un governo presieduto dai maiali, riconosciuti all' unanimità come gli animali più intelligenti. In particolare, due sono le figure di spicco, i verri Palladineve e Napoleone. Ma quella che nasce e procede come un' utopia felice per gli animali, si trasformerà nel peggiore degli incubi, quando la "casta" dei maiali assumerà il controllo assoluto della vita della fattoria, trasformandola in un regime vero e proprio.

Leggendo La fattoria degli animali, l' impressione che ho ricevuto è stata quasi quella di leggere un 1984 in piccolo, soprattutto per i mezzi ci controllo sugli altri animali messi in atto dai maiali, con la manipolazione del passato (esattamente come avviene in 1984)
Facile capire come un libro dai sottosignificati così pungenti abbia incontrato tante difficoltà iniziali con la censura, che rese difficile anche trovare un editore disposto alla pubblicazione.
Un grande libro senza mezzi termini, che getta le basi per quello che sarà poi 1984.

TUTTI GLI ANIMALI SONO UGUALI
MA ALCUNI SONO PIÙ UGUALI DI ALTRI

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