domenica 11 ottobre 2009

Afro Samurai Resurrection - Recensione


(prima pubblicazione: Agosto 2009)

Avesse avuto una maggior lunghezza avrei messo Afro Samurai in una posizione più alta nella Top Ten 2009. L' ho detto e lo ribadisco: per me è quasi l' equivalente anime di un film di Tarantino (con le dovute differenze, sia chiaro: i dialoghi non sono neanche lontanamente geniali come quelli dell' cineasta, ma non è una colpa di Afro Samurai. Non ho mai trovato dei dialoghi che fossero al livello di un film di Tarantino, tranne che in Old Boy), e per vederlo basta fare il paragone tra il massacro degli "88 folli" in Kill Bill vol. 1 e quello dei samurai nella prima puntata di Afro Samurai. Tecnicamente poi era una festa per gli occhi, con uno stile originale, animato peraltro ottimamente, con una soundtrack eccellente (non sono un fan dell' hip hop, ma devo dire che RZA me gusta mucho), supportato da dei personaggi visivamente eccentrici ma fantastici. Ovvio quindi che per molto tempo cercai di procurarmi il seguito, soprattutto speranzoso che approfondisse i personaggi più di quanto non fosse stato possibile fare nella serie (di nuovo, perché così breve? Credo che il manga sia di due volumi, e allora, PERCHÉ COSÌ BREVE?). Alla fine ieri l' ho trovato, quasi per caso.
Diciamolo, il plot non aggiunge nulla di necessario alla trama, senza riempire i buchi rimasti dalla serie, quindi sappiatelo. Il film sembra porre una sorta di "questione morale", ossia come si sentano i parenti di quelli uccisi da Afro lungo il suo viaggio verso il Monte Shune per sfidare Justice (cosa sensata e assurda allo stesso tempo: Afro ha ucciso tutti quelli che volevano fargli la pelle per prendergli la fascia numero due...). Comunque non voglio raccontare la trama, sappiate che pur essendo poco più di un pretesto per menare le mani è comunque discreta, e introduce dei personaggi più o meno interessanti.
La grafica è stata ulteriormente spinta in avanti, tanto che i combattimenti sono tra i più belli e spettacolari che abbia visto, e lo stile si riconferma nella sua eccentricità, mischiando ancora, sia nei personaggi che negli ambienti, Giappone feudale, cyberpunk e hip hop (due parole sulla mini-sigla iniziale: da applausi).
E' anche inutile parlare della colonna sonora, RZA ci offre un campionario di brani in linea con quelli della serie, perciò nel loro genere fantastici, e oggettivamente curati.
Anche sul doppiaggio nulla da dire: da vedere rigorosamente in americano (si perderebbe molto a vederlo in qualsiasi altra lingua, specie per il personaggio di Ninja Ninja, che parla lo slang di strada), il cast è rimasto quasi lo stesso della serie, tranne che ovviamente per i personaggi nuovi, e tutti di ottimo livello, quindi mi concentrerò su Sio, doppiata da Lucy Liu. Che lei e Samuel L. Jackson (Afro) siano due attori di grande caratura si capisce dalla maestria con cui hanno doppiato i loro personaggi, rendendoli vivi e caratterizzati (nuovamente, mi viene un paragone con Kill Bill: Sio sembra fare il verso a O-Ren Ishii, personaggio della Liu nel film. Dai, la scena in cui Sio si specchia nella sua spada sembra presa di peso dal film anche per l' aspetto di questa! Coincidenza? Ma anche no!).
Parlando di difetti, direi che risiedono tutti nella sceneggiatura: il film dura 90 minuti, e mi è sembrato che abbiano cercato un pò di riempirli (anche se per me non è stata per nulla pesante la visione); altro problema, quello che secondo me sputtana il film, è un controsenso finale per il personaggio di Kuma. Non annuncio nulla, dico solo che onestamente il suo comportamento nel finale mi è sembrato, diciamo "strano", considerando cosa ha detto il personaggio in passato...
In definitiva, il film è promosso. Il titolo è Afro Samurai, ed è proprio Afro Samurai che avrete, nè più nè meno. Se la serie vi è piaciuta, il film non potrà essere da meno. Altrimenti, non troverete che nuovi motivi di critica.

Voto: 8,5/10

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